
Dilma Rousseff e Luiz Inacio Lula da Silva
Migliaia di persone hanno protestato in Brasile contro la nomina dell’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva a ministro della Casa civile e le intercettazioni di telefonate tra lui e la presidente Dilma Rousseff. Scontri si sono verificati a Brasilia, dove la polizia ha sparato gas irritanti contro gli oltre 5mila dimostranti che hanno riempito l’area fuori dal palazzo presidenziale e dall’edificio del Congresso. La folla mostrava striscioni con scritte per chiedere le dimissioni di Rousseff e l’arresto di Lula, che grazie alla nomina di ministro alla Casa civile è immune dai processi ordinari per corruzione di cui è accusato in relazione allo scandalo Petrobras.
A San Paolo, altre migliaia di persone hanno riempito l’avenida Paulista, già epicentro delle proteste di domenica in cui un milione di persone era sceso in strada per chiedere le dimissioni della presidente. Con la grave recessione in cui versa l’economia brasiliana, la rabbia nei confronti del potere per gli scandali dell’operazione ‘Lava Jato’ (autolavaggio) è alle stelle. “Sono qui per il futuro dei miei figli, nipoti e pronipoti. Dilma deve andarsene, così come Lula. Quando è troppo è troppo”, dice Vera Carneiro, 75 anni, avvolta in una bandiera verde-oro fuori dal palazzo della presidenza di Brasilia.
Nonostante le polemiche l’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha giurato come nuovo ministro della Casa civile del governo di Dilma Rousseff. Abito scuro e cravatta rossa, Lula ha firmato e ha poi abbracciato la presidente Dilma. Alcune persone presenti alla cerimonia hanno gridato che “non ci sarà il golpe”. Poco dopo il giudice federale brasiliano Itagiba Catta Preta Neto, del 4/o tribunale del Distretto federale, ha emesso una sentenza provvisoria che sospende la nomina dell’ex presidente della Repubblica, a ministro. Il governo della presidente Dilma Rousseff può fare ricorso contro la decisione. Tensione altissima tra la popolazione, in Brasile, prima del giuramento: tafferugli tra manifestanti a favore e contro l’attuale esecutivo sono in corso a Brasilia, davanti alla sede della presidenza della Repubblica, mentre cresce la protesta anche per le vie di San Paolo, dove si sta schierando la polizia anti-sommossa. Immagini televisive mostrano cortei spontanei in varie altre città del Paese.
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