Europa

La Francia tra attentativi e campagna elettorale continua

La Francia tra attentativi e campagna elettorale continua

Francois Hollande

Quello che più contraddistingue questo periodo in Francia è il fatto di essere stati presi come bersaglio del terrorismo dell’Isis. Dall’inizio dell’anno è già il secondo attentato che la Francia subisce e questo senza che, nonostante i controlli, si riesca a bloccare i kamikaze. Prima l’attentato a Charlie Hebdo, poi il sabotagio di un impianto di distribuzione di gas con tanto di decapitazione (la prima in Europa). La Francia è stata presa come bersaglio come luogo dove vengono accolti i mussulmani che decidono di integrarsi.

Questa era la situazione di sei mesi fa. Ma gli attentati non sono finiti lì e poi ci sono state anche le elezioni amministrative a sconvolgere. A novembre c’è stato un’altro attacco rivendicato dall’Isis. Hanno sferrato la loro azione in sei luoghi diversi, partendo dal X arrondissement e poi scendendo fino ai quartieri limitrofi. Sulla loro strada hanno lasciato sangue e vittime, oltre 120 innocenti trucidati in strada, al ristorante e ad un concerto. Gli attentati più gravi sono stati portati allo Stade de France e alla sala concerti Bataclan, dove si stava esibendo un gruppo rock americano. Qui i terroristi, probabilmente quattro, hanno preso in ostaggio centinaia di ragazzi e poi hanno aperto il fuoco, uccidendone almeno 80. Poi il blitz delle teste di cuoio francesi.

Il Front National (FN), partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen, ha vinto il primo turno di elezioni regionali in Francia, arrivando primo in sei regioni su tredici. Les Républicains (LR, nuovo nome del partito UMP di Nicolas Sarkozy) è in testa in quattro regioni e il Partito Socialista (PS), quello del presidente François Hollande, ha vinto per ora in sole due regioni metropolitane, mentre in Corsica è in vantaggio una lista di sinistra. A livello nazionale, a dati quasi definitivi, il FN si è confermato il primo partito del paese, come alle scorse europee, ottenendo il 27,96 per cento dei voti; le liste Union de la Droite (coalizione della destra che comprende LR e altri partiti) sono al secondo posto con il 26,89 per cento e le liste Union de la Gauche (coalizione di sinistra con il PS e altri partiti) sono al terzo posto con il 23,33 per cento. L’astensione, secondo i dati del ministero francese dell’Interno, è stata del 50,02 per cento, inferiore alle regionali del 2010 (53,6 per cento). Nessuna regione al partito di Marine Le Pen, invece al ballottaggio. Neppure l’Alsazia, dove il mancato ritiro del candidato socialista aveva fatto sperare nella vittoria di Florian Philippot, numero due dei lepenisti. Alla fine i Repubblicani delle quattro regioni in cui erano in vantaggio al primo turno ne conquistano sette; aiutati dall’elettorato socialista che va a votare in massa nelle tre regioni in cui erano candidati i tre esponenti più importanti del Fn: Marine Le Pen, Florian Philippot e Marion Le Pen. I socialisti salgono da due a cinque. Il Fn da sei a zero. Caso a parte la regione Corsica dove gareggiano partiti diversi che hnel resto della Francia e infatti vince una lista regionalista.

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