Francia: si arriva al Valls III°

Francia: si arriva al Valls III°
Francia: si arriva al Valls III°
Manuel Valls

L’Eliseo ha varato il comunicato relativo alla composizione finale del governo Valls III, ufficializzando l’ultimo rimpasto ministeriale prima della volata che porta dritta alle presidenziali 2017. Sono due le grandi sorprese del “remaniement”: il rientro nell’equipe di governo dell’ex primo ministro JeanMarc Ayrault, nominato ministro degli Esteri (a discapito di Ségolène Royal, che tutti alla vigilia segnalavano come futuro capo della diplomazia francese), e l’uscita di scena di Fleur Pellerin, la ministra della Cultura. Per il resto il rimpasto ha confermato le indiscrezioni degli ultimi giorni, a partire dal ritorno in pompa magna degli ecologisti, dopo l’addio di Cécile Duflotnel 2014, allora ministro per le Politiche abitative. Ad assumere il posto che fu di Duflot, è l’attuale segretaria di Eelv (Europe EcologieLes Verts), Emmanuelle Cosse. Barbara Pompili, ex Eelv, è stata invece chiamata a ricoprire il ruolo di segretario di Stato per le relazioni internazionali sul clima. JeanVincent Placé, altro pezzo da novanta dei verdi francesi, è stato invece promosso segretario di Stato con delega alla Riforma dello stato. A Bercy, il giovane ministro dell’Economia Emmanuel Macron mantiene i suoi portafogli, Economia, Industria e Digitale, e non sfila, come sperava, le Finanze a Michel Sapin, con il quale continuerà dunque a coabitare, nonostante i numerosi dissapori. Tornando a Ségolène, sul cui ruolo in seno al governo Valls III sono circolati i più disparati rumors, certamente aveva creduto fino all’ultimo di poter diventare ministero degli Esteri, aveva detto “oui” al suo ex compagno quando le aveva proposto il grande salto, il riscatto della vita dopo tante delusioni (presidenziali del 2007 perse contro Sarkozy, primarie perse in lacrime nel 2011 e la rivalità tutta al femminile con Valérie Trierweiler, che le ha portato via il compagno), ma a far cambiare idea al presidente della Repubblica e al premier Valls, pare sia stato il secco rifiuto di Nicolas Hulot, leader ecologista, dato fino a una settimana fa come perfetto titolare di un superministero dell’Ecologia al posto di Segò. Tuttavia, quest’ultima, si è vista conferire un ulteriore portafoglio, ed è ora ministra dell’Ambiente, dell’Energia, per le politiche Marittime, nonché incaricata delle relazioni internazionali sul clima. Tutti gli osservatori, invece, sono d’accordo che lo schiaffo più doloroso è quello ricevuto da Fleur Pellerin, ministra della Cultura, colei che si è resa nota più i suoi scivoloni, che per le sue azioni culturali. Al suo posto sbarca nel prestigioso ministero Audrey Azulay, che secondo alcune indiscrezioni sarebbe stata suggerita a Hollande da Julie Gayet, e nei salotti del Tout-Paris è conosciuta come “Tayllerand in gonna”. “Un governo arcobaleno che tiene conto delle sensibilità della sinistra e degli ecologisti. Ampliamento della base di governo”, ha twittato Jean-Cristophe Cambadélis, primo segretario del partito socialista. Un tweet che riassume in centoquaranta caratteri la strategia del capo di Stato Hollande da qui al 2017: giocare la carta del “presidente verde”, sulla scia della Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi (Cop21).

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