Ambiente

Contro i No a prescindere

Contro i No a prescindere

Contro i No a prescindere

In principio c’erano i No Tav, poi sono venuti i No Ipermercati, i No a cercare riserve di gas o petrolio in Adriatico ecc. No alle ferrovie, no ai termovalorizzatori, no ai trattati di libero scambio, no alle infrastrutture, no alla sperimentazione. Di recente abbiamo scoperto persino i No ai vaccini!  … adesso addirittura si rifiutano di far riqualificare un quartiere di Milano (Giambellino) e questo in nome di un’opposizione a prescindere e non per vere motivazioni. Anche perchè quando queste vengono destituite di fondamentamento le loro motivazioni, le proteste continuano a prescindere. Così, tanto per far casino.

L’argomento tipo dei No a tutto è il seguente: “L’Italia dovrebbe puntare alle energie rinnovabili, sul turismo e sulla qualità delle sue produzioni enogastronomiche locali, anziché pensare alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico, all’industria pesante o alle biotecnologie alimentari”. Una convinzione granitica, non negoziabile, benaltrista e tanto ipocrita, con cui ormai facciamo quotidianamente i conti. Quel che è peggio è che un pezzo significativo della classe politica italiana preferisce assecondare questi umori, anziché contrastarli con una visione lucida, razionale, positiva e pragmatica. Per i voti.

E’ estremamente paradigmatica di questa debolezza politica la vicenda che ha portato dieci Regioni italiane, governate sia dal centrosinistra che dal centrodestra, a depositare sei quesiti referendari “anti-trivelle”, tesi cioè ad abrogare le norme del governo Monti e del governo Renzi  che rendono più agevoli le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale. Per i governatori di queste regioni è dunque più facile unirsi al coro del “No alle trivelle” che provare a gestire i rischi e a cogliere le opportunità di situazione complesse.

Il petrolio e il gas non sono “buoni” o “cattivi” in sé: sono fonti di energia che auspicabilmente un giorno supereremo, ma con cui faremo i conti ancora a lungo nella nostra vita. Perché rinunciare all’idea di sfruttare i possibili giacimenti nelle nostre acque territoriali in piena sicurezza e con competenza (perché sì, abbiamo molta competenza nazionale)? Per piccole o grandi che siano le risorse energetiche italiane, un loro utilizzo responsabile può rappresentare un’importante occasione per generare posti di lavoro, entrate per lo Stato, riduzione di costi energetici per l’intero sistema Paese. Risorse che comunque in Adriatico vengono sfruttare dalla Croazia.

In questi come in altri casi, l’Italia tornerà ad essere un grande Paese quando deciderà di gestire la complessità, senza rifiutarla a prescindere, nascondendosi dietro la “promessa” di un mondo di solo turismo, energia solare e orti da insalata. Un mondo che non esiste e non esisterà. Chi sta dalla parte dello “Sblocca Italia” – il provvedimento contro cui oggi si scagliano regioni, associazioni ambientaliste e simpatici illusi – non è un fan del petrolio contro il solare. O, per parlar d’altro, della cipolla geneticamente modificata contro il cipollotto rosso di Tropea. Queste contrapposizioni sono solo nella testa di qualche santone della decrescita felice. Il vero discrimine è volere o non volere una gestione attenta e responsabile dell’innovazione, della tecnologia e della libertà economica.

L’Italia va sbloccata dalle sue paure e dalle sue illusioni, forse anche queste figlie di un debito pubblico che per decenni ha anestetizzato il dibattito su come il Paese avrebbe dovuto affrontare e costruire il proprio futuro.

7 risposte »

  1. Io non sono contrario al Treno ad Alta Velocità. Sono contrario a quella galleria perché la montagna che stanno bucando è piena d’amianto. Bisognerebbe prima fare un referendum a livello locale. Se dicono sì, si prendono anche loro le fette di responsabilità per le malattie, e allora si faccia. Ma subito dopo si provveda alla bonifica, per quanto possibile.
    “L’Italia dovrebbe puntare alle energie rinnovabili, sul turismo e sulla qualità delle sue produzioni enogastronomiche locali, anziché pensare alla ricerca di idrocarburi nell’Adriatico, all’industria pesante o alle biotecnologie alimentari”. Una convinzione come dici giustamente tu non negoziabile. Ciò che non si può negoziare è la SALUTE, e ciò che non è più accettabile è la diatriba tra lavoro e ambiente. Bisogna pensare a lavori ecosostenibili, cioè che non siano pericolosi per l’ambiente e quindi per la salute nostra e dei nostri figli e nipoti. Ecco perché non è negoziabile, né accettabile che vengano prodotti OGM, fonti fossili e trivellazioni.
    “Perché rinunciare all’idea di sfruttare i possibili giacimenti nelle nostre acque territoriali in piena sicurezza e con competenza? … Un loro utilizzo responsabile può rappresentare un’importante occasione per generare posti di lavoro, entrate per lo Stato, riduzione di costi energetici per l’intero sistema Paese”. No amico, in Sardegna abbiamo la terza raffineria più grande d’Europa, e la terza più inquinante. Ma la benzina la paghiamo assai cara, anche più cara di certe altre zone d’Italia! E ci hanno abbindolato con questa “promessa”. E’ una presa in giro che non accettiamo mai più! Inquina e non abbatte i costi. E fa ammalare e morire intere popolazioni locali. Vedi Sarroch (CA). E’ una promessa a cui non crediamo più, un ricatto a cui non cediamo più.
    Meglio rigassificatori che trivelle, dico io. E in zone industriali già compromesse, magari trasformando industrie velenosissime in rigassificatori, allora sì sono d’accordo, riduciamo l’inquinamento. Ma se si vuole creare un gasdotto, creiamolo dove non crea impatto per la natura, per evitare che centinaia o migliaia di alberi vengano abbattuti per lasciar posto a queste infrastrutture. Per questo siamo contrari, non per altro!
    Non siamo contro lo sviluppo, se non danneggia l’ambiente. Non siamo contro il lavoro, se non viene messo in ricatto e in contrasto con la natura e con la salute degli operai, delle loro famiglie e dell’intera comunità. Siamo contro questi ricatti inaccettabili, contro un modello di sviluppo che per anni ha dato lavoro ma anche morti e malattie, e ancora non riuscite a rendervi conto di quanto sia stato sbagliato quel modello di sviluppo.
    Il “rottamatore” dovrebbe rottamare questo modello di sviluppo, anziché la Guardia Forestale e la Soprintendenza ai Beni Culturali.

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  2. a me risulta che ci sia, se non c’è non vedo il motivo per cui non si debba fare, tanto hanno già bucato 4 metri se non sbaglio. ad ogni modo dopo si proceda alle bonifiche.

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  3. Ti riporto comunque la mia presentazione:
    Non sono contro le infrastrutture, ma occorre guardare all’impatto che queste hanno sull’ambiente e sulla salute.
    Non sono contro le autostrade, contro i ponti, contro le strade, contro le ferrovie, ma sono per ristrutturare prima di tutto le autostrade, i ponti, le strade e le ferrovie già esistenti.
    Sono contro gli inceneritori e le discariche, ma a favore del riciclaggio e della raccolta differenziata.
    Sono favorevole alle fonti rinnovabili: eolico, fotovoltaico, solare, termodinamico, idroelettrico, geotermia, BIOmasse, energia del moto ondoso, energia mareomotrice…
    Non sono contro il cemento in sè, perché credo che ognuno debba avere diritto alla sua casa. Ma sono contrario alle concessioni troppo facili, in posti pericolosi dal punto di vista idrogeologico, e sono totalmente contrario ai condoni.
    Sono favorevole, invece, ad un censimento in ogni comune italiano, per censire le case vuote e quelle abusive, e trasferire gli abusivi negli edifici vuoti, prima di abbattere l’edificio illegale.
    Non sono contrario allo sviluppo dell’economia, ma sono contrario allo sviluppo incompatibile con le caratteristiche del territorio.

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  4. “…Il petrolio e il gas non sono “buoni” o “cattivi” in sé: sono fonti di energia che auspicabilmente un giorno supereremo, ma con cui faremo i conti ancora a lungo nella nostra vita…”

    Ci faremo i conti eccome. Ci stanno abbandonando proprio adesso, mentre parliamo. E’ un evento di grande rilevanza, una cosetta che peserà moltissimo sul nostro futuro.

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  5. fausto ilm petrolio e il gas sono dei combstibili che ci servono per far funzionare il nostro sistema. Ma non sono gli unici possibili. Basta trovare altre fonti che servono solo a quello scopo (perchè se no il prezzo va alle stelle) che li sostituiscano ….

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  6. Paolo, sicuramente il nostro pensiero ha molti punti in accordo e molti altri che differiscono. Il senso del post ch ho scritto era contro quelle persone che si dicono contro qualcosa quasi per moda; che quando gli chiedi il perchèdella loro protesta non te lo sanno nemmeno dire. (ed hanno bisogno magari di andare sul sito di Grillo, ma non solo). Ti rispetto come persona e sono d’accordo su molte cose che scrivi. Ma non su tutto.

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