Chi non si vaccina danneggia gli altri

Chi non si vaccina danneggia gli altri

Chi non si vaccina danneggia gli altri
Chi non si vaccina danneggia gli altri

Ci sono stati molti casi in questi mesi. Un tribunale è addirittura arrivato a ipotizzare in nesso tra un vaccino e l’autismo contratto da chi lo aveva preso. Le medie nazionali di vaccinazione, pur rimanendo sopra il 90%, stanno scendendo anno dopo anno. Secondo l’ultimo rapporto del ministero della Salute, quello che ci ha fatto meritare la convocazione d’urgenza da parte dell’Oms, ad esempio per l’haemophilus la media nazionale è del 94,5%, con molte regioni sotto la soglia del 95 considerata sicura e alcuni casi, come la Calabria che registra una soglia all’80%, con livelli nettamente più bassi. Il problema non è solo italiano, con gli Usa che ad esempio sono alle prese con un’epidemia di morbillo scatenata probabilmente da un dipendente di Disneyland.

Col passare del tempo, la paura della vaccinazione è cresciuta. In realtà, come ha ribadito anche recentemente il Ministro della Salute, le vaccinazioni sono vittime del loro successo in quanto si è persa nella popolazione la percezione della gravità delle malattie per le quali viene offerta la vaccinazione. Quando si parla di poliomielite, difterite, ma anche di morbillo o pertosse, si parla di patologie di cui forse si conosce il nome, ma di cui nessuno ha avuto esperienza diretta, per cui si finisce col parlare di malattie dell’infanzia che tutti hanno avuto e che, in fondo, non erano pericolose. In realtà non è così in quanto tutte queste malattie possono accompagnarsi a complicanze molto gravi.

Ogni anno in Italia abbiamo circa 3500 nuovi casi di carcinoma alla cervice uterina, e 1500 morti per la stessa ragione. Questo nonostante esista la possibilità di vaccinarsi contro la causa di questa forma tumorale, il cosiddetto papillomavirus (HPV). Sì, si può giustamente parlare di causa nel caso del cancro alla cervice sebbene questa parola non sia quasi mai utilizzata quando si parla di cancro, perché l’HVP è la causa del cancro all’utero. Non tutte le persone che contraggono il papilloma sviluppano il tumore, ma tutte le donne malate di cancro alla cervice lo sono in ragione della presenza del virus.
Esiste il vaccino dunque, ma nonostante questo si continua a morire di questa malattia, anche fra le donne più giovani. La ragione è, come spesso accade nel caso dei vaccini, una serie di convinzioni poco chiare e talvolta poco scientifiche, come quella secondo cui la vaccinazione delle ragazzine (perché in questo caso il vaccino si somministra intorno ai 12 anni di età) sarebbe associata a un più alto tasso di infezioni sessualmente trasmissibili. Anche i dati sembrano confermarlo: nel 2013, solo il 57% delle ragazze americane di età compresa tra 13 e i 17 anni aveva ricevuto almeno una dose di vaccino, mentre solo il 38% aveva ricevuto tutte e tre le dosi raccomandate.

Insomma, stanno ritornando delle malattie che credevamo debellate per sempre e questo solo per ignoranza e credulità varia.

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