Ambiente

L’insostenibile ottusità degli animalisti

L'insostenibile ottusità degli animalisti

Arisa


Questa polemica risale a capodanno e francamente non avrei voluto parlarne; ma poi ho visto che la polemica è montata sempre di più e allora voglio dire la mia. La protagonista di questo fatto è Arisa che su facebook ha pubblicato una foto con una pelliccia bianca che ha suscitato le ire degli animalisti. Tante le contestazioni, anche pesanti, sul capo d’abbigliamento. Adesso io non contesto le opinioni degli animalisti; ma l’attacco pesante e pieno di offese che fanno a chiunque non la pensi come loro. Perchè è questo il punto. La pelliccia è solo un simbolo; ma dietro c’è un diktat di pensiero unico. Chi non la pensa come loro è un criminale a cui piace indossare cadaveri. Non dirò cosa penso sull’argomento; poichè non so sostenendo una tesi. Stò solo sostenendo il mio fastidio per una mentalità chiusa secondo il quale un pensiero unico schiaccia qualunque cosa e non si può accettare chi la pensa diversamente. Un conto è vivere secondo le proprie idee; un altro conto è obbligare gli altri ad adeguarsi a te.

Proprio per questo mi è davvero dispiaciuto quando due/tre giorni dopo anche Arisa si sia adeguata al diktat scrivendo quanto segue e sopratutto perchè si sia sentita in dovere di giustificarsi per una propria scelta: “Mi dispiace tanto di aver infervorato i vostri animi sensibili per la mia pelliccia da puttanone anni 80. È da tanto tempo che mia madre cerca di rifilarmela in tutte le salse perché è un regalo di mia Zia Carmela ed è calda. L’ho sempre ritenuta un pò eccessiva ma l’altro pomeriggio battevamo i denti dal freddo, l’ho tirata fuori dall’armadio e l’ho messa. Giallina e un pò consumata, non mi è mai sembrato un pezzo di lusso e non penso proprio che mia a Zia Carmela sia mai saltato in mente di spendere dei soldi per una pelliccia vera visto che le priorità nella mia famiglia sono sempre state ben altre.. Il cibo, per esempio”.

A dire il vero però, Arisa non è stata l’unica cantante contestata durante un veglione di capodanno per aver indossato un capo di pellicceria. Esattamente tre anni fa è capitato anche a Irene Grandi. A lei la contestazioni era stata ancora più grande poichè aveva indossato il suo pellicciotto in diretta tv su Rai Uno. Si arrivo addirittura a protestare davanti alla sua casa discografica, la Warner. Indovinate? Anche lei aveva capitolato, anche se molto meno: «Mi dispiace di aver ferito la sensibilità degli animalisti. Chiedo solo di non essere giudicata e insultata cosi ferocemente ancor prima di una mia risposta in merito. Voglio specificare che il coprispalla indossato durante la terza esibizione del Capodanno su Raiuno era di pelle di Alpaca, un animale molto usato ad esempio nella cucina cilena, peruviana e boliviana. Non si trattava quindi di un capo di pelliccia ottenuta dallo scuoiamento di animali vivi, allevati appositamente e malamente per questo fine. Ma come sapete ho sempre fatto uso di giubbotti, stivali e accessori di pelle. Cosi come sapete che ho sempre mangiato carne. Quindi non capisco perché, in questa occasione, ci sia stato questo accanimento cosi aggressivo. Ho una filosofia di vita che ho sempre messo in pratica e di cui ho sempre parlato: l’animale, se usato per il nutrimento, è bene che sia usato in toto, senza sprechi inutili. E’ per questo che non rifiuto l’uso del cuoio come accessorio».

Insomma, spero che gli animalisti prima o poi capiscano imponendosi in questo modo non fanno certo bene alla loro causa. Ma non m’illudo!

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