Centrodestra

Lega, prove di supremazia

Lega, prove di supremazia

Matteo Salvini

Dopo l’esplulsione di Tosi, nella Lega pare non ci siano più opposizioni alla leadership di Salvini. Allo stesso tempo il leader leghista  ha ormai consolidato la sua leadership anche nel centrodestra. Manca solo un’elezione a fissarla definitivamente. Dopo aver iniziato una collaborazione in Europa con la le Pen e chiuso in Italia una collaborazione con Forza Italia, a cui puntava a rubarne i voti; ora ha proposto a quest’ultima un’alleanza sicura di essere il partito con maggiori consensi.

Se vuole vincere le prossime elezioni politiche il segretario Matteo Salvini deve costruire una coalizione per la Lega (sopratutto per le ammin9istrative che non avranno Italicum); anche perchè se no in caso contrario vincerà il centrosinistra di Renzi. Ora la lega di Salvini si è riavvicinata A Forza Italia e ha proposto candidati comuni per le prossime amministrative sopratutto per il Comune di Milano.

Nelle scorse settimane la Lega ha cominciato una campagna contro l’immigrazione re  si è scontrata acnhe contro il Vaticano. Il Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha liquidato le critiche leghiste a papa Francesco come “affermazioni insulse di piazzisti da quattro soldi”. Il Pontefice, lo rammentiamo, aveva equiparato la scelta di respingere gli immigrati a un “atto di guerra”. Di più: “violenza omicida”. E, per questo, in precedenza, aveva chiesto “perdono”. Per le persone e le istituzioni che “chiudono la porta ai disperati che fuggono dalla morte e cercano la vita”. Parole gravi, riferite a una platea ampia. Perché è ampio il fronte degli “amplificatori della paura”. Che raccolgono – e alimentano – l’inquietudine sollevata dal flusso dei migranti. Ma Salvini si è affrettato a reagire. Perché si è sentito chiamato in causa, in prima persona. Ma anche perché, così, ha inteso “farsi carico”, in prima persona, di rappresentare le paure. Contro la minaccia dell’invasione. Così, da un lato, ha chiesto: “Quanti rifugiati ci sono in Vaticano?”. Per sottolineare l’atteggiamento “irresponsabile” della Chiesa. Mentre, dall’altro, ha sostenuto che chi difende l’invasione – ancora la Chiesa – “o non capisce o ci guadagna”. Puntando il dito sugli interessi dell’associazionismo cattolico. Sostenuto e finanziato con i fondi pubblici.

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