Europa

La Germania ancora a guida dell’Europa

La Germania ancora a guida dell'Europa

Angela Merkel e Sigmar Gabriel

Continua l’esperienza del governo di larghe intese tra la Cdu di Angela Merkel e la Spd di Sigmar Gabriel. L’economia tedesca va bene nonostante la crisi e anzi è proprio la Germania che detta le condizioni che devono deguire agli altri governi in crisi e insiste per l’austerithy, frenando la Bce di mario Draghi che vorrebbe incentivare la crescita comprando bond dei paesi in crisi.

Piuttosto la novità è avvenuta in Turingia, dove per la prima volta un land sarà a guida della Die Linke. In questo land in fin dall’Unione della Germania è stato il primo partito e ha retto il governo la Cdu. Ora, però, pur vincendo comunque le elezioni regionali la Cdu; la Linke che è arrivata seconda a pochi punti di percentuale è riuscita ad ottenere la maggiorazna assoluta facendo una coalizione con l’Spd e i verdi. Alla guida il leader locale della Linke Linke Bodo Ramelow. Ramelow non è un pericoloso estremista e il suo partito ha conquistato ben 16 punti percentuali in più rispetto all’Spd ma, ancora oggi, l’elezione alla presidenza di un Land di un politico proveniente dal partito erede della Sed di Honecker è un’ulteriore sfida nella sfida, un triplo salto mortale. Lo dimostrano i sondaggi nazionali, in cui prevale un’opinione perplessa e le proteste davanti al parlamento che ieri hanno raccolto oltre duemila cittadini.

Quel che sta accadendo in Turingia potrebbe replicarsi nel 2017 a Berlino. C’è una lunga fila di congiunzioni ipotetiche da superare per proiettare sotto la cupola del Reichstag lo schema di Erfurt: se i liberali resteranno lontani dalla soglia del 5%, se gli euroscettici di Afd continueranno a scivolare a destra risultando indigeribili, se i verdi sapranno resistere alle lusinghe di Angela Merkel. E soprattutto se l’esperimento della Turingia avrà successo.

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