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Pierferdinando Casini, Angelino Alfano e Mario Mauro
Dall’epoca in cui era avvenuta la scissione in Scelta Civica dei Popolari per l’Italia e che questo gruppetto insieme all’Udc di Casini si era allontanato dall’ex partito di Monti è stata dichiarata più volte la volontà di un’unione dei gruppi in parlamento assieme al Nuovo centrodestra di Angelino Alfano. Non solo, si era arrivati a impotizzare la fusione di questi tre pezzi di centro; ma per ora non è mai avvenuta ne l’una, ne l’altra cosa.
A prescindere da quello che succede negli altri settori del parlamento; al centro l’erosione di idee e di parlamentari è sempre molto alta. Questo pensando che anche Scelta Civica e Centro Democratico non se la passano molto bene.
Il partito di Alfano era nato come scissione del Pdl per riempire il vuoto politico di un Berlusconi “finito”: ora Berlusconi non sta ancora molto bene; ma Alfano sta decisamente peggio e se c’è un viavai di gente tra i due partiti state sicuri che tornano da Berlusconi, non il contrario. Il partito di Pierferdinando Casini, invece, da tempo ha perso la visibilità; ma riesce sempre a resistere. Crollano i partiti di Fini, Rutelli, Monti e ora anche Alfano e l’Udc riesce sempre incredibilmente a mantenere il prtoprio zoccolo duro e a proseguire. Segno di un partito che vive tutte le problematiche attuali dei partiti di centro; ma che a differenza di tutti gli altri è presente sul territorio e ben strutturato. Il partito di Mario Mauro invece non è mai nemmeno decollato; dalla scissione in Sc starebbe stato meglio che confluisero subito nell’Ncd o nell’Udc.
Insomma, questo continuare a rimandare perennemente anche solo l’unione parlamentare è sinonimo che provabilemente non la faranno mai e che anche questo tentativo di riunire il centro è fallito per mancanza di elettori. Ma quale sarà la prossima mossa ancora non è dato sapersi.
Categorie:Centro, Editoriali, Parlamento











































