“Vogliamo lavorare moltissimo per dare risposte” alla gente colpita dal sisma del maggio 2012. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, arrivando a Bologna alla Regione Emilia Romagna per un incontro a un anno dal terremoto che ha colpito l’Emilia. Ad attenderlo, il presidente della Regione Vasco Errani e, tra gli altri, il ministro per gli Affari Regionali Graziano Delrio. “Dobbiamo fare lavorare l’Emilia, fare lavorare l’Italia”. Lo dice Enrico Letta a proposito delle misure che domani il Consiglio dei ministri prenderà per incentivare anche la ripresa e la ricostruzione nelle zone terremotate. “La caduta del Pil nel 2012 è figlia anche del terremoto, che ha colpito il motore dell’economia italiana e noi abbiamo bisogno che il motore riparta e che vada al massimo”.
Il Consiglio dei ministri ha approvato “salvo intese” un disegno di legge per abolire gradualmente il finanziamento pubblico ai partiti, sostituendolo con un sistema di incentivazione fiscale per i contributi dei privati cittadini. Il sistema, che andrà a regime solo nel 2017, prevede dunque tre canali di approvvigionamento per i partiti orfani dei rimborsi elettorali e del finanziamento pubblico: due per mille, agevolazioni fiscali per le donazione (anche micro donazioni di 50 euro), agevolazioni per i servizi alla politica (tariffe, immobili, sale congressi, spazi tv, etc…).
Decreto-legge sui bonus fiscali le quote di detrazione per interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico realizzati nelle case con l’intento di rilanciare fortemente il settore dell’edilizia, fra i più colpiti dalla crisi. Il provvedimento sulle ristrutturazioni, riguarda e include anche gli arredi fissi come cucine, armadi a muro e bagni, e i lavori d’adeguamento con le vigenti norme antisismiche. La detrazione fiscale del 55% per il risparmio energetico era stata prorogata al 30 giugno 2013 dal Decreto crescita (D.L. n.83 del 22 giugno 2012). Dal 1° luglio 2013, l’agevolazione avrebbe dovuto essere sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese di ristrutturazione edilizia. Infatti, con il cd. Decreto Monti (D.L. n.201 del 6 dicembre 2011) l’agevolazione del 36% era stata resa strutturale e definitiva con l’introduzione nel Tuir dell’art.16-bis.
Il governo Letta ha trovato una soluzione al problema dell’Ilva. O almeno così sembra. Il ministro Zanonato, in mattinata aveva preannunciato il decreto legge, emanato nel pomeriggio dal consiglio dei ministri. Non ci sarà la nazionalizzazione pura e semplice, neanche temporanea, come invocata dai leader sindacali Maurizio Landini e Luigi Angeletti e dall’esponente Pd Francesco Boccia. Ma nemmeno l’ipotesi soft, preferita dal Pdl, del commissariamento ad acta, ovvero di un commissariamento con poteri limitati esclusivamente all’adempimento coatto delle disposizioni della Procura di Taranto. Si è scelta la figura del commissario straordinario, già utilizzato per altre emergenze ambientali come la bonifica del relitto della Haven e l’emergenza rifiuti in Sicilia e Campania. Ma non era mai accaduto che venisse commissariata un’azienda privata in questo modo, ma il ministro Orlando, motivando la preferenza del governo per questa soluzione, aveva dichiarato qualche giorno fa: «Dato che la legge 231 del 2012, il cosiddetto decreto salva Ilva, non specificava i poteri del commissario, vista la gravità della situazione non potevamo permetterci altri passi falsi». Il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando ha nominato Edo Ronchi subcommissario per l’Ilva. Lo rende noto il Ministero dell’Ambiente precisando che il ministro Orlando ha firmato ieri sera il decreto di nomina. Edo Ronchi affiancherà il commissario Enrico Bondi in un ruolo di tutela ambientale, e seguirà in particolare i lavori della commissione di esperti che verrà nominata prossimamente, incaricata di contribuire a formulare il piano ambientale per l’Ilva
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha scelto i 35 componenti della commissione per le riforme costituzionali. Tra loro figurano Valerio Onida, Angelo Panebianco, Luciano Violante. Nel relativo dpcm sarà contestualmente nominato un comitato per la redazione del rapporto finale. I “saggi” saranno ricevuti giovedì pomeriggio dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale.
Montecitorio approva in terza lettura il decreto sui rimborsi, convertendolo in legge. Saranno restituiti alle aziende quasi 40 miliardi tra il 2013 e il 2014. In autunno prevista una nuova tranche. La Camera dei deputati ha approvato all’unanimità in terza lettura il decreto sul rimborso dei debiti commerciali, convertendolo in legge. Il provvedimento definisce i termini per liquidare alle imprese fornitrici della pubblica amministrazione quasi 40 miliardi tra il 2013 e il 2014, come già annunciato dall’esecutivo Monti nei mesi scorsi.
Il Senato ha approvato per alzata di mano il Ddl che istituisce il cosiddetto Comitato dei 40 per le riforme costituzionali, ossia quella sorta di bicamerali interna alle Commissioni Affari Costituzionali composta da 20 senatori e 20 deputati che avrà quattro mesi di tempo per elaborare uno o più testi di riforma che saranno poi trasmessi al Parlamento. Oltre ai 35 saggi (più i sette tecnici), dunque, il governo potrà contare sul lavoro dei 40 scelti dai gruppi parlamentarli in proporzione alla consistenza numerica e che potranno iniziare il loro lavoro una volta che sarò terminato tutto l’iter di approvazione del Ddl, piuttosto lungo se si considera che sono previste due letture a tre mesi di distanza l’una dall’altra. In teoria a ottobre-novembre il Comitato dovrebbe iniziare le sue riunioni e poi presentare entro febbraio le sue proposte. L’obiettivo finale è quello di avere la riforma della Costituzione bella e fatta per ottobre del 2014.
Si è tenuto a Palazzo chigi il vertice europeo sull’occupazione giovanile. Dopo una colazione di lavoro, presente anche il presidente del consiglio, Enrico Letta. Il vertice vero e proprio con i ministri di finanze e lavoro di Italia, Francia, Germania e Spagna iniziato alle 15. All’incontro hanno partecipato per l’Italia il ministro del lavoro, Enrico Giovannini e quello dell’economia, Fabrizio Saccomanni, per la Francia i ministri Michel Sapin (lavoro, occupazione e dialogo sociale) e Pierre Moscovici (finanze), per la Germania Ursula Von der Leyen (lavoro e affari sociali) e Wolfgang Schaeuble (finanze), e per la Spagna Luis de Guindos Jurado (economia e competitività) e Maria Fatima Banezz Garcia (occupazione e sicurezza sociale).
Via libera al decreto legge ‘del fare’. In arrivo norme per ridurre le bollette elettriche di 550 milioni di euro; 5 miliardi di euro per sostenere le imprese che vogliono investire in macchinari; 3 miliardi di euro per opere pubbliche con la creazione di 30 mila posti di lavoro; l’impignorabilità della prima casa nel caso sia l’unico bene . C’è voluto un vero e proprio Cdm fiume, durato quasi 5 ore, per varare il primo importante pacchetto a sostegno dell’economia del Governo Letta: il dl ‘del fare’ che il premier ha definito “di rilancio dell’economia del Paese” (Il comunicato di Palazzo Chigi). Un decreto che verrà accompagnato da una pioggia di provvedimenti che mirano alla semplificazione burocratica, allo snellimento del rapporto di cittadini e imprese con la pubblica amministrazione e che sarà varato mercoledì 19 giugno. Per venerdì 21, invece, è stato fissato l’esame del ‘pacchetto lavoro’.
Il presidente Letta partecipa al tradizionale appuntamento del G8 a Lough Erne, in Irlanda del Nord. In questa occasione, incontra, fra gli altri, per la prima volta il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un vertice bilaterale. Ufficialmente i temi del summit erano l’evasione fiscale e la trasparenza. Tuttavia la Guerra civile siriana ha dominato l’agenda.
Via libera al decreto emergenze. Il governo Letta incassa la sua prima fiducia. Alla Camera il provvedimento è stato approvato con 383 sì. I presenti e i votanti in Aula sono stati 537, la maggioranza era di 269 voti, i no sono stati 154. Subito dopo la fiducia Montecitorio ha dato il via alla discussione con una serie di emendamenti. L’Aula ha poi rivotato con 336 voti favorevoli e nessuno contrario. Sono stati 133 gli astenuti. Già approvato dal Senato, il decreto prevede misure per la ricostruzione delle zone terremotate in Abruzzo, affronta l’emergenza rifiuti a Palermo e cerca di assicurare la realizzazione nei tempi previsti di Expo 2015.
Dimissioni: si è conclusa così la breve parentesi al governo di Josefa Idem, travolta dalla bufera dei presunti abusi edilizi e dell’Ici a Ravenna, la città in cui vive. La plurimedagliata ex canoista – tedesca diventata italiana per matrimonio, primo campione olimpico in Italia a diventare ministro – ha rimesso nella mani del premier Enrico Letta l’incarico: «Oggi pomeriggio, nel corso di un incontro a Palazzo Chigi, Josefa Idem, Ministra per le Pari opportunità, lo Sport e le Politiche giovanili, ha presentato le sue dimissioni al Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta, che le ha accolte»: ha annunciato a sera una nota diffusa dal ministero delle Pari Opportunità.
«Vogliamo aiutare il lavoro vero, di qualità». Così il presidente del Consiglio Enrico Letta ha presentato il dl occupazione. Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei ministri, insieme al decreto carceri e al rinvio per tre mesi dell’aumento dell’Iva. Sull’occupazione, Letta ha annunciato: «È un intervento significativo, coperto in parte con fondi nazionali e in parte con fondi europei. Servirà ad assumere in 18 mesi 200 mila giovani con un’intensità maggiore nel centro Sud. Ma è un provvedimento che riguarda tutto il Paese. Vogliamo dare un colpo duro alla piaga della disoccupazione giovanile». Nel dettaglio, 500 dei 794 milioni messi a disposizione per i giovani, andranno alle Regioni del mezzogiorno (100 mln per il 2013, 150 per il 2014, 150 per il 2015 e 100 pe ril 2016). «Il pacchetto – ha precisato il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini – coinvolgerà circa 200.000 persone, 100.000 saranno quelle che potranno beneficiare degli sgravi contributivi mentre altre 100.000 sono coinvolte nelle altre misure di inclusione». «Profonda soddisfazione» è stata espressa dal vicepremier Angelino Alfano: «Altri due gol del governo su tasse e lavoro: l’Iva doveva aumentare e non aumenterà e il Parlamento potrà allungare questo termine». Il consiglio dei ministri ha anche approvato il decreto proposto dal ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, contro il sovraffollamento carcerario. «Non è un provvedimento svuotacarceri in senso classico» ha spiegato.
Categorie:Governo












































