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Governo Monti: decimo mese

Governo Monti: decimo mese

Mario Monti

Il Senato approva in via definitiva (con 223 sì e 0 no) il ddl Palumbo sul trapianto di organi tra i vivi. Il Senato ha approvato all’unaniminità il via libera definitivo al disegno di legge 3291, già approvato dalla Camera, recante “Norme per consentire il trapianto parziale di polmone, pancreas e intestino tra persone viventi“.

«Certe disposizioni dello Statuto dei lavoratori, ispirate all’intento molto nobile di proteggere la parte più debole, ritenuta essere quella del lavoratore, hanno potuto contribuirea determinare insufficiente creazione di posti di lavoro», dice il presidente del Consiglio. Un intervento in videoconferenza che riapre il dibattito sull’articolo 18, infiammaancor di più la polemica sui referendum di Vendola e Di Pietro, divide la “strana maggioranza”, spacca i sindacati. Così, visto l’effetto, in serata, Palazzo Chigi, spiega che la frase di Monti è un’autocitazione da un discorso del 1985. E dunque «non c’era nessun intento polemico legato all’attualità politica». Parole che comunque si intrecciano con quelle di Elsa Fornero. «Lascio a Monti le sue dichiarazioni», dice il ministro del Welfare. Ma la Fornero rivendica l’efficacia delle modifiche all’articolo 18. «Sono una buona premessa per fare più occupazione Immediata scatta la reazione di Susanna Camussso. «Penso che sia la dimostrazione che questo governo non ha idea su cosa fare per lo sviluppo e la crescita. Pare che il governo abbia esaurito qualunque spinta propulsiva», dice il segretario generale della Cgil. In fondo parole pacate. Se si paragona a quella che viene da sinistra.

«Mario Monti può farcela, in lui ho piena fiducia. Lui è quello che può abbassare lo spread, e con lui al timone l’ Italia secondo me non ha bisogno di chiedere aiuti ai fondi salvastati europei, aspettate a chiederli». E’ stata una cancelliera sorridente e materna, al meglio del suo buon umore e in piena forma, la Angela Merkel che con queste parole ha salutato ed elogiato il presidente del Consiglio Mario Monti. Secondo segnale, implicito ma chiaro: guai a un qualsiasi dopo-Monti nefasto, per un paese-chiave della Ue quale è l’ Italia la Germania non teme di peggio. La visita di Monti a Berlino ha prodotto dunque chiari segnali: molti disaccordi restano da risolvere, dal sì o no alla licenza bancaria al futuro fondo salvastati Esm, ai tempi e costi del soccorso d’ ultima istanza per l’ euro. Ma nel caso Italia la “donna più potente del mondo” punta tutto e solo su di lui, su Mario Monti. Mario Monti apprezza «molto» la decisione arrivata dalla riunione della Bce. Presa «nella propria indipendenza, che deve essere rispettata da ciascuno Stato membro. La considera «un importante passo avanti», «un momento importante verso una governance dell’ Eurozona più soddisfacente»». Ma ribadisce che «l’ Italia continua a muoversi con disciplina, sulla strada delle riforme intraprese e la cosa potrebbe non rendere necessario questi aiuti». Una frase che sembra una risposta al Financial Times, convinto che «entro l’ anno» L’ Italia dovrà ricorrere al sostegno dell’ Unione europea Giudizi pronunciati un po’ ieri sera, durante la conferenza stampa con il presidente della Commissione europea Josè Barroso, un po’ ieri mattina a Firenze, davanti al bureau del gruppo del Ppe al Parlamento europeo. Tre tappe per salvare l’ euro. Partendo dall’ applicazione delle decisioni prese dai leader europei nella drammatica notte del 29 giugno. Crescita e lotta alla disoccupazione, che Hollande a livello continentale definisce ormai a livelli «insopportabili». Ma soprattutto la conferma che chi dovrà chiedere il soccorso dello scudo anti-spread dell’ Unione, con annesso intervento della Bce, non debba prendere impegni aggiuntivi a suon di tagli lacrime e sangue. È questo il bilancio della bilaterale di Villa Madama tra il premier Monti e il presidente Hollande accompagnati da un drappello di ministri, per l’ Italia Grilli, Moavero e Terzi. I due leader sono d’ accordo su tutti i temi europei e rinsaldano quell’asse che dall’elezione di Hollande ha cambiato gli equilibri in Europa. «Abbiamo potuto spingere ancora più avanti l’ identità di vedute» sul salvataggio dell’ euro, ha spiegato Monti in conferenza stampa. Il Professore e l’ inquilino dell’ Eliseo si promuovono (il copyright è di Palazzo Chigi) a «guardiani» delle decisioni europee.

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