Economia

Monti-Hollande: avanti con lo scudo anti-spread

Monti-Hollande: avanti con lo scudo anti-spread

Francois Hollande e Mario Monti

Tre tappe per salvare l’ euro. Partendo dall’ applicazione delle decisioni prese dai leader europei nella drammatica notte del 29 giugno. Crescita e lotta alla disoccupazione, che Hollande a livello continentale definisce ormai a livelli «insopportabili». Ma soprattutto la conferma che chi dovrà chiedere il soccorso dello scudo anti-spread dell’ Unione, con annesso intervento della Bce, non debba prendere impegni aggiuntivi a suon di tagli lacrime e sangue. È questo il bilancio della bilaterale di Villa Madama tra il premier Monti e il presidente Hollande accompagnati da un drappello di ministri, per l’ Italia Grilli, Moavero e Terzi. I due leader sono d’ accordo su tutti i temi europei e rinsaldano quell’asse che dall’elezione di Hollande ha cambiato gli equilibri in Europa. «Abbiamo potuto spingere ancora più avanti l’ identità di vedute» sul salvataggio dell’ euro, ha spiegato Monti in conferenza stampa. Il Professore e l’ inquilino dell’ Eliseo si promuovono (il copyright è di Palazzo Chigi) a «guardiani» delle decisioni europee. «Sono sicuro che io e Hollande veglieremo affinché quanto deciso a giugno venga completamente realizzato».

Primo, il rilancio dell’ economia, cavallo di battaglia elettorale per il francese e chiodo fisso dell’ italiano per portare il Paese fuori dalla crisi. Con il piano europeo per la crescita da 130 miliardi varato due mesi fa ancora fermo ai box. «C’ è una grande sinergia e unità di obiettivi nello spingere sulla crescita», dice Monti prima di agganciare al tema «il centralissimo problema della disoccupazione». Già, aggiunge, perché quando in Europa «parliamo di crescita e stabilità lo facciamo per aumentare i posti di lavoro» in patria. Quindi, alla vigilia del primo incontro con le parti sociali (oggi a Palazzo Chigi arrivano gli imprenditori), ad aziende e sindacati il premier chiede «di aumentare gli sforzi» perché anche loro devono contribuire al rilancio di competitività e produttività, la via per creare nuova occupazione. Ma il punto centrale della bilaterale è quello dedicato allo spread. Domani si riunisce la Bce, con Draghi chiamato a spiegare i dettagli dell’ intervento del suo istituto a fianco del fondo salvastati Ue (Esm) nella riduzione dei tassi di interesse. Il premier italiano insiste che chi ha fatto progressi su risanamento e riforme debba avere «un riconoscimento dell’ Unione affinché non persistano spread» giustificati solo dalla crisi dell’ euro, non dalla situazione economica interna. Alla domanda se chi chiederà acquisti dei propri titoli di stato a ad Esm e Bce dovrà prendere impegni in stile Grecia o limitarsi a confermare le riforme in calendario, Hollande risponde: «Veglieremo per combattere lo spread sulla linea di quanto fatto nell’ ultimo vertice europeo». Dunque “condizioni light”. Monti concorda. Nel chiuso della riunione di Palazzo Madama i due ne parlano a lungo. Monti – racconta chi era presente all’ incontro – ribadisce che l’ Italia farà di tutto per evitare di ricorrere allo scudo europeo ed entrambi concordano che anche la Spagna dovrebbe astenersi dal farlo, visto che le ripercussioni sui mercati di una simile mossa sarebbero imprevedibili.

Eppure, se la diga che Draghi annuncerà domani non sarà convincente, potrebbe accadere. Così l’ intesa (nel chiuso di Villa Madama Hollande lo ha «garantito» a Monti) è quella che Francia e Italia eventualmente daranno battaglia affinché Madrid se la cavi con condizioni leggere, facendo da apripista a un eventuale negoziato su Roma. In conferenza stampa Hollande individua tre tappe per la salvezza dell’ euro: oltre all’ applicazione delle decisioni di giugno, la soluzione dei guai di Greciae Spagna al prossimo summit Ue (18 e 19 di ottobre) e una nuova e più solida governance dell’ euro entro dicembre. E sulla Grecia il presidente francese apre a scenari di ottimismo: «Se il rapporto della Troika (atteso per fine mese, ndr) riconoscerà gli sforzi e la credibilità di Atene, senza mettere altri fondi si potrà riapplicare il piano di risanamento». Anche su questo Monti concorda. Un modo per dire che se il giudizio sulle riforme di Atene firmato da Ue, Bce ed Fmi non sarà negativo, si potrà concedere al premier Samaras più tempo per risanare ed evitare il tracollo della Grecia. Per facilitare intese su temi così complessi Monti e Hollande si sono trovati d’ accordo sul fatto che sarebbe opportuno tenere un Consiglio europeo al mese, così da evitare le estenuanti maratone di Bruxelles che spesso tolgono lucidità ai leader e rendono più difficili le intese. I due presidenti hanno quindi ricordato che il prossimo vertice italo-francese si terrà a Lione, con Monti che ha aggiunto: «Un altro segno concreto dei due Paesi di dare piena realizzazione alla Torino-Lione». Il premi

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