L’Mpa cambia pelle e dice addio alle sue pretese di rappresentare tutto il meridione. E’ diventata realtà la ‘naturale evoluzione’ annunciata nei mesi scorsi dagli autonomisti. Il movimento ha cambiato nome, si chiamerà ‘Partito dei siciliani’ e a tenerlo a battesimo ieri a Villa Igiea a Palermo è stato il leader del vecchio Mpa, Giovanni Pistorio. Il futuro del partito, ma anche quello della Sicilia. C’è spazio per tutto nel corso dell’assise autonomista. Il tema caldo è quello delle elezioni regionali e delle candidature alla poltrona piu’ alta di Palazzo d’Orleans. Due i nomi in pista: quello del vicepresidente della Regione siciliana e assessore alla Salute, Massimo Russo, e quello del finiano Fabio Granata.
L’ipotesi potrebbe essere quella di un ticket, ma le trattative sembrano ancora aperte. Anche con il Pdl. Almeno a giudicare dalle parole dello stesso Pistorio. ”Non siamo incompatibili – dice – E’ stato nostro partner nella scorsa legislatura, poi l’accordo si e’ rotto su questioni politiche precise, su fatti concreti, non su valori ideologici. Se c’è un ripensamento e il riconoscimento delle nostre buone ragioni allora noi siamo pronti al confronto”.
I discorsi sono aperti, insomma. ”Noi abbiamo una proposta e stiamo costruendo un programma – ribadisce il leader di quello che fu l’Mpa -. Se qualcuno si riconosce nelle ragioni forti che stanno a fondamento del nostro programma, noi siamo pronti al dialogo, a patto, pero’, che non ci siano pregiudizi. Io invece – ammette Pistorio -, leggendo i giornali vedo solo posizioni preconcette e tutte dentro lo schematismo dei rapporti politici nazionali”.
Il filo conduttore della proposta e’ tutto giocato sul tema dell’autonomia, che ”noi difendiamo -precisa Pistorio -, ma da ammortizzatore sociale come e’ stata nel passato deve trasformarsi in motore di sviluppo. Alla Sicilia offriamo una proposta assolutamente all’altezza di questo progetto ambizioso. Granata da assessore ha fatto ottime cose, cosi’ come Russo, che ha dimostrato che si puo’ rendere efficiente e rigorosa la sanita”’.
Poi la stoccata ai due candidati alla presidenza della Regione, già in pista: Rosario Crocetta, europarlamentare del Pd sostenuto anche dall’Udc, e Gianfranco Micciche’, leader di Grande Sud, su cui potrebbe convergere anche il Pdl, nonostante i mal di pancia di molti big del partito in Sicilia.
”Se Crocetta pensa di essere il simbolo dell’accordo Bersani-Casini – attacca Pistorio -, sappia che la cosa interessa poco ai siciliani. Se fosse stato libero ed autonomo, come si era presentato, io mi sarei volentieri confrontato, visto che e’ un candidato che si fa ingabbiare in una camicia di forza di un accordo politico fatto da Bersani e Casini non e’ piu’ attraente per noi. Allo stesso modo se Micciche’ pensa di essere il candidato del 61 a 0 comprenda che la cosa interessera’ ad Arcore e dintorni, ma non a siciliani”.
All’ombra di ogni discorso aleggia, pero’, il fantasma di Lombardo. Il presidente della Regione siciliana dimissionario sta in disparte, si concede qualche battuta con i giornalisti, ma la difesa del suo operato tocca al suo braccio destro e segretario regionale del vecchio Mpa. ”Lombardo ha fatto scelte giuste ed alcune possono non avere convinto – assicura Pistorio – ma la cosa fondamentale e’ che ha messo al centro al centro il progetto di emancipazione di questa Regione. Ha difeso l’autonomia statutaria e gli interessi questa terra e suoi cittadini, con atti di rottura e discontinuita’ rispetto al passato”.
Di piu’. L’ormai ex governatore e fondatore del movimento autonomista e’ ”un patrimonio che noi rivendichiamo e rispetto al quale c’e’ stata un’aggressione fuori misura e volgare con un solo obiettivo: eliminare questa forza politica, dividere movimento perchè è fuori da coro, ma noi in Sicilia siamo la prima forza politica. Lombardo – conclude Pistorio – ha scompaginato lo schema, si è sottratto al modello bipolare”.
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