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Ironia Udc contro il Pdl: “Grazie di esistere”

Ironia Udc contro il Pdl: "Grazie di esistere"

PierFerdinando Casini

Scontro sul filo del sarcasmo tra Udc e Pdl. “Basta dare uno sguardo alle colonne de Il Giornale per capire come Casini e l’Udc siano diventate l’ossessione estiva del Cavaliere”, si legge in una nota della Segreteria Nazionale dell’Udc pubblicata sul sito del partito. “Ma in fondo – ironizza ancora il comunicato – non tutti i guai vengono per nuocere… La contesa fra i voti moderati è aperta e si capisce così visibilmente quanto diamo fastidio. E’ il caso di dire ai nostri amici del Pdl: grazie di esistere!”.

Dopo le battute il partito di Casini attacca però duramente. “Secondo alcuni – prosegue la nota – sembra che sia lo stesso Silvio Berlusconi a chiedere giornalmente una valanga di dichiarazioni anti-Udc agli esponenti del suo partito”. “Chi cerca di sottrarsi a questo gioco rientra fatalmente fra i sospettati speciali”, conclude il comunicato online.

Non si è fatta attendere la replica di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera.  “Ricambiamo all’Udc il ringraziamento di esistere. Non vediamo perchè si inquietano tanto perchè qualche volta rispondiamo ai loro rilievi polemici che talora sono pesanti anziché no. D’altra parte non possono certamente negare che fra di noi c’è una questione politica grande quanto una casa”. “In fin dei conti noi ci rammarichiamo per non averli alleati. Qualche scrittore dotato di fantasia potrebbe parlare di un amore non corrisposto. La polemica, non certo gli insulti, è uno dei sali della terra e va equamente distribuita, quindi siano sereni e si godano anche loro l’estate”.

L’uscita dell’Udc fa seguito a un crescendo di punzecchiature e scambi di accuse tra le due forze ex alleate di centrodestra. Al centro dello scontro in particolare le future coalizioni elettorali. Questa mattina Cicchitto aveva lanciato un altro affondo contro Casini: “Casini deve mettersi d’accordo con se stesso perché per un verso sostiene che con un Pdl con Berlusconi non vuole avere nulla a che fare e che dunque il suo alleato potenziale preferenziale una volta votato sarà il Pd – aveva attaccatto Cicchitto – il Pd, però, a sua volta gli risponde che ha Vendola come alleato preferenziale e dunque rispetto all’Udc esprime punti programmatici profondamente contraddittori. Se poi vogliamo analizzare la distanza siderale tra la Sel e l’impostazione del governo Monti e le sue politiche economiche e finanziarie, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta. Ma di quale alleanza parla Casini?”.

D’altra parte, l’irritazione nei confronti dell’Udc è direttamento propozionale ai malumori interni al Pdl. L’ipotesi di un governo di larghe intese anche per il dopo Monti agita soprattutto gli ex An che arrivano a minacciare la scissione. Per questo, cresce il pressing sul Cavaliere affinché dica una parola chiara in merito. O per lo meno affinché chiarisca la linea futura del partito.

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