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Governo Berlusconi IV: ventinovesimo mese


Governo Berlusconi IV: ventinovesimo mese

Silvio Berlusconi e Paolo Romani

Il Senato approva in via definitiva (con 151 sì, 123 no e 1 astenuto) il Rendiconto generale del Bilancio dello Stato. Viene inoltre approvata in via definitiva (con 151 sì, 123 no e 1 astenuto) la Legge di assestamento del Bilancio.

«Avance» del PdL a due deputati dell’Italia dei Valori: «immorale, è la cosa più squallida che esista». È questa la denuncia che Antonio Di Pietro fa in un’intervista alla Stampa. «Ci sono stati due tentativi – spiega il leader dell’Italia dei Valori – Uno nei confronti dell’onorevole David Favia: una persona gli ha detto che Berlusconi lo voleva incontrare. La prima cosa che ha fatto è stata avvisare me e il capogruppo».

La Camera approva a scrutinio segreto (con 308 sì e 285 no) la relazione della Giunta per le autorizzazioni che nega l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni riguardanti l’On. Nicola Cosentino. Nelle dichiarazioni di voto, si esprimono a favore dell’autorizzazione all’uso i gruppo parlamentari di Futuro e Libertà, UdC, ApI, Italia dei Valori e Partito Democratico. E’ un’aula stracolma quella della Camera dei deputati che si appresta a votare sull’uso dell’intercettazioni telefoniche per Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi. La richiesta fu respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. Il 28 gennaio 2010 la Corte di Cassazione ha confermato le misure cautelari a carico di Cosentino. E il 19 febbraio la richiesta di dimissioni dagli incarichi fu respinta da Silvio Berlusconi, Cosentino si è dimesso dall’incarico si sottosegretario nel luglio scorso, ma ha mantenuto il ruolo di coordinatore regionale del Pdl in Campania.

Torna a calcare la mano. Stavolta in modo pesantissimo. Lo fa con una sortita contro Roma e i romani che scatena reazione critiche sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Umberto Bossi, parlando ieri nel corso di un’iniziativa a Lazzate, si scaglia contro l’ipotesi di spostare il Gran Premio di Formula Uno da Monza nella capitale: “I romani se lo possono dimenticare, Monza non si tocca e a Roma possono correre con le bighe”. Ma il ministro delle Riforme va ben oltre. E si lascia andare a uno sprezzante attacco ai cittadini di Roma. “Basta con Senatus Populusque Romanus, ‘il Senato e il popolo romano’, io dico ‘sono porci questi romani’”, scandisce fra gli applausi del pubblico e le risate del figlio in piedi accanto a lui. In serata una precisazione che getta altra benzina sul fuoco: “La mia era una battuta, ma dalle reazioni che vedo in queste ore mi viene da pensare che a Roma si sentano in colpa”. Alla fine il pranzo riparatore va in scena a MontecitorioDove si consuma l’abbraccio tra il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il leader della Lega Umberto Bossi. E così, per siglare la tregua, sono stati allestiti ricchi banchetti davanti alla Camera per il “pranzo della pace” dopo le offese contro i romani per cui il Senatur si era scusato nei giorni scorsi. Nel mezzo della tregua, si è scatenata però una maxi-ressa di giornalisti, cameramen, fotografi e servizio d’ordine. Momenti di tensione che hanno impedito a Bossi e Alemanno di salutare i militanti padani e quelli del “popolo di Roma” che li attendevano davanti agli stand gastronomici. I due sono stati accompagnati tra gli spintoni dentro al Palazzo.

Silvio Berlusconi si presenta alla Camera per pronunciare un discorso programmatico in cinque punti, chiedendo un voto di fiducia che dimostri la sussistenza della maggioranza. La mozione di fiducia viene approvata con 342 sì, 275 no e 3 astenuti, su una maggioranza di 310 deputati. Il sottosegretario Pasquale Viespoli (Futuro e Libertà) si dimette dal mandato governativo per passare alla guida del gruppo finiano al Senato.

Dopo 153 giorni di ministero vacante arriva la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo Economico. Sarà Paolo Romani il successore di Claudio Scajola. Viceministro alle Comunicazioni fino a stamattina, ruolo che lo ha visto protagonista sia sul fronte televisivo che della telefonia negli ultimi mesi, Romani ha così fatto un altro passo avanti. Nato a Milano il 18 settembre 1947, sposato con tre figli, interista sfegatato, Romani è deputato e assessore del Comune di Monza con delega all’Expo 2015, ma non nasce come uomo politico. Il primo amore è la tv, settore del quale si è comunque occupato a lungo anche nei vari incarichi assunti in questi anni.

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