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Berlusconi ottiene fiducia, determinanti Fli ed Mpa

Berlusconi ottiene fiducia, determinanti Fli ed Mpa

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi si presenta alla Camera per pronunciare un discorso programmatico in cinque punti, chiedendo un voto di fiducia che dimostri la sussistenza della maggioranza. Il sottosegretario Pasquale Viespoli (Futuro e Libertà) si dimette dal mandato governativo per passare alla guida del gruppo finiano al Senato.

Silvio Berlusconi ha ottenuto stasera la fiducia chiesta alla Camera con 342 voti a favore, 275 contrari e 3 astenuti, con l‘apporto determinante di Mpa e Fli. Silvio Berlusconi si presenta anche al Senato per pronunciare un discorso programmatico in cinque punti, chiedendo un voto di fiducia. La mozione di fiducia viene approvata con 174 sì,129 no e 2 astenuti su una maggioranza di 152 senatori. A differenza della Camera, al Senato i 13 voti di Fli e Mpa non risultano fondamentali per la tenuta della maggioranza.

Il voto di stasera alla Camera sembra segnare una tregua più che un nuovo inizio tanto che il leader del Carroccio Umberto Bossi invoca il voto: “Nella vita è meglio prendere la strada maestra, la strada maestra è il voto. Berlusconi il voto non lo ha voluto e ora siamo a questo punto”, ha detto a caldo.

Più esplicito il ministro dell‘Interno leghista Roberto Maroni che in un colloquio con alcuni parlamentari intercettato dai microfoni de La7 ha detto: “Secondo me a marzo si vota”.

Senza i 35 sì di Mpa (4) e Fli (31) il governo avrebbe ottenuto 307 voti a favore, due in meno della maggioranza necessaria considerando le assenze di oggi. Due finiani hanno votato contro.

“Votiamo la fiducia perché il discorso di Berlusconi ricalca quanto contenuto nel programmma di governo”, ha detto il capogruppo dei finiani a Montecitorio Italo Bocchino annunciando che a breve nascerà il nuovo partito.

Il ruolo autonomo di Fli è stato nei fatti riconosciuto dal premier che nel porre la questione di fiducia ha chiesto alla Camera il voto sulle quattro risoluzioni di identico testo, una delle quali è stata presentata dal gruppo Futuro e libertà ed Mpa.

Dei cinque punti illustrati da Berlusconi su Fisco, Federalismo, Sud, Sicurezza e Giustizia, quest‘ultimo era quello più atteso. Berlusconi si è attenuto a quanto annunciato in campagna elettorale e questo ha permesso ai finiani di dire che non ci sono state parti non concordate. “Sulle questioni riguardanti la giustizia non c’è nulla di nuovo, ma verificheremo come concretamente verranno tradotte in iniziative legislative le parole di Berlusconi”, ha detto Fini che nel 2008 aveva fondato con il premier il Pdl.

BERLUSCONI: NO A INSTABILITA’ CON CRISI ANCORA IN CORSO

Nel suo discorso di circa un‘ora Berlusconi si è appellato a tutti i moderati perché continuino a sostenere il governo in una fase delicata dell‘economica mondiale.

“Ecco perché oggi faccio un appello a tutti i moderati e i democratici, anche alle forze più responsabili dell‘opposizione affinché valutino il nostro progetto riformatore”, ha detto.

Berlusconi ha ribadito più volte che l‘obiettivo della crescita economica deve essere perseguito senza abbandonare la strada del rigore e al rispetto dei parametri europei ha legato ipotesi di riduzione delle tasse entro la legislatura.

Con un occhio ai centristi ha aggiunto che “per le famiglie monoreddito resta fondamentale l‘obiettivo del quoziente familiare” e con un altro alla base elettorale del suo partito che “in determinati casi, le nuove iniziative imprenditoriali si vedranno addirittura ridotta l‘Irap a zero”.

Sul Federalismo fiscale Berlusconi ha cercato di rassicurare la Lega Nord senza accrescere l‘allarme del sud.

Ecco quindi la dichiarazione sul fatto che la devoluzione “non comporterà maggiori costi per lo stato e sarà attuato senza alcun aggravio della pressione fiscale”.

Ai meridionali viene anche garantito il completamento entro dicembre del progetto esecutivo per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e dell‘autostrada Salerno-Reggio Calabria entro il 2013, affermazione che però suscita l‘ilarità dell‘opposizione in aula.

I toni pacati di Berlusconi si alzano appena un poco sul capitolo giustizia ma ricalcando concetti più che noti a partire da quello che la “politica deve ristabilire il suo primato sulla giustizia”.

“Il legislatore fa le leggi, i magistrati le applicano: negli ultimi 16 anni questo equilibrio è stato in troppi casi alterato”, ha scandito Berlusconi.

E’ intenzione del governo completare tutti i punti della riforma della giustizia, sia penale che civile, intervenendo con un disegno di legge costituzionale sulla struttura del Consiglio superiore della magistratura, rafforzando la separazione delle carriere e portando a termine una legge a tutela delle alte cariche dello Stato.

Berlusconi ha in ultimo annunciato un piano straordinario per lo smaltimento delle cause civili pendenti.

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