Nel Pdl «serve più democrazia interna». Lo ha chiesto esplicitamente oggi il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando a Gubbio e sottolineando come «non si sia mai riunita la direzione del partito». Contestare Berlusconi, secondo Fini, non è dannoso e anzi «farlo significa iniettare nel corpo del partito elementi in assenza dei quali il partito rischia di non esprimere le sue potenzialità», ha aggiunto. «È meglio essere diretti e sinceri – ha detto Fini – come si conviene quando si fa parte della stessa famiglia politica. Prima mi si dà del folle, poi del compagno travestito, quindi si dice che mi sono messo in testa di diventare capo dello Stato. Rivolgendosi a Silvio Berlusconi, il presidente della Camera ha chiesto un «cambio di marcia e momenti di confronto», perchè «un partito non è un organigramma».
Centocinquanta chili di esplosivo per una strage. E’ quasi mezzogiorno (le 9.30 in Italia), quando a Kabul si scatena l’inferno. Il convoglio formato da due Vtlm “Lince” del contingente italiano “Italfor XX”, diretto dall’aeroporto al quartier generale delle forze della coalizione, rimane coinvolto nell’esplosione di una autobomba. Il kamikaze uccide sei militari della brigata paracadutisti Folgore. Tre i feriti, gravi, ma non in pericolo di vita. E adesso starete tutti a piangere per “dei poveretti morti in missione di pace“. Ma quale missione di pace? Quella è una guerra e nessun governo di questa repubblica ha avuto ancora il coraggio di ammetterlo. E quei soldati non sono certo eroi, ma gente pagata per fare quel lavoro. Ma non sarebbe il caso di farla finita con questa guerra? Ritirate le truppe!
La Camera approva (con 270 sì, 250 no e 2 astenuti) lo scudo fiscale, che diviene legge. Approvato anche l’emendamento Fleres (Pdl), che estende lo scudo fiscale ai reati tributari e contabili, compreso il falso in bilancio, garantendo protezione contro i procedimenti amministrativi, civili e di natura tributaria successivi al 5 agosto 2009 e eliminando l’obbligo di segnalazione da parte dei professionisti ai fini delle norme antiriciclaggio. Fondamentale alla Camera l’assenza di 23 deputati del Pd.
“Il tribunale dei ministri accerti se per un certo periodo Stefania Prestigiacomo abbia usato la carta di credito del dicastero per comprare articoli di moda e pelletteria femminile”. E’ la richiesta inviata al tribunale per i reati ministeriali dalla procura di Roma che ha iscritto sul registro degli indagati il ministro per l’Ambiente per il reato di peculato. “Non è vero: non ho mai usato la carta di credito del ministero per motivi personali”, si è difesa il ministro Prestigiacomo. “Gli estratti conto e tutta la documentazione relativa alle spese ministeriali sono a disposizione degli inquirenti. Nessuno li ha mai consultati. Potevano fare qualche verifica prima di accusarmi di peculato. Sono profondamente nauseata da questa vicenda. Presenterò querela”.
Niccolò Ghedini sorride amaro, ricorda di non essere mai stato ottimista, di non aver mai avuto fiducia in quei giudici. Diversamente da Pecorella che invece si era lasciato andare a dichiarazioni positive. Poi ci pensa il previtiano Donato Bruno a dire che il verdetto sarà negativo. La voce inizia a circolare velocemente per Montecitorio e da Palazzo Chigi confermano: «Ce lo bocciano». Umberto Bossi è a pranzo con Fini. Entrando aveva minacciato la piazza contro il Palazzo, l’ira dei popoli. Poi, tra una portata e l’altra, viene a sapere dell’imminente bocciatura. Si placa. Esce e dice: «Né io, né Fini vogliamo le elezioni anticipate». Si svela così il bluff del Cavaliere.
Dopo le recenti tensioni tra il governo e la Santa Sede, Berlusconi ha incontrato il Papa a Ciampino. E’ stato un breve colloquio – poco più di due minuti – sulla pista dell’aeroporto romano. I testimoni raccontano di espressioni cordiali e di un colloquio affabile. “Nessun discorso sulla politica italiana – ha riferito il portavoce della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi – ma riflessioni sugli esiti del vertice G20 di Pittsburgh”. Dopo l’incontro, Berlusconi ha accompagnato Papa Benedetto XVI alla scaletta dell’aereo che lo ha portato a Praga per una visita pastorale di 3 giorni.
«Applicando l’insegnamento della mia zia Marina le dico di essere stato e di essere di gran lunga il migliore presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere nei suoi 150 anni di storia». Ha risposto così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa dalla Maddalena, al giornalista di El Pais che gli chiedeva se avesse pensato alle dimissioni. Poi ha sottolineato di essere il «recordman» sul fronte dei giorni trascorsi a palazzo Chigi come premier, avendo superato anche Alcide De Gasperi, fermo a 2.497 giorni. «Più di Silvio Berlusconi come premier ha fatto solo Benito Mussolini»: è il segretario del Pd Dario Franceschini a tracciare questo paragone ribattendo alle parole del presidente del Consiglio.
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