Moltissimi politici, anche tra i più vicini alleati del Presidente, hanno criticato il decreto, con anche alcuni simpatizzanti e alleati del partito del Presidente, che hanno ventilato l’ipotesi di sfidare il decreto per le vie legali. Il 10 ottobre il leader di Autodifesa del Popolo, Jurij Lucenko ha annunciato che tutte le forze democratiche dovrebbero unirsi in un singolo blocco democratico come il BJuT. Alcuni membri di Autodifesa hanno però manifestato disaccorso e hanno continuato a collaborare con Ucraina Nostra.
Anche le reazioni internazionali sono state negative: l’Unione europea ha espresso la speranza che non vi fossero elezioni anticipate e l’ex Presidente della Polonia Aleksander Kwaśniewski ha affermato che lo scioglimento della Verchovna Rada da parte di Juščenko è stato “dannoso anche per se stesso. C’era una possibilità di formare una larga grande coalizione composta da Blocco Julija Tymošenko, Ucraina Nostra e Blocco di Litvin, e vi stavamo lavorando. Il Presidente Juščenko potrebbe subire un contraccolpo inaspettato”.
Il Tribunale del Distretto di Kiev ha sospeso l’11 ottobre 2008 la proclamazione delle elezioni da parte di Viktor Juščenko, a seguito di un ricorso effettuato dal BJuT. La Tymošenko ha rifiutato di approvare i fondi per le elezioni, affermando che l’Ucraina non può permettersi elezioni anticipate e che si aspetta che il Parlamento rifiuti i fondi necessari. Juščenko ha fatto ricorso contro la sospensione, dato che egli stesso aveva licenziato il giudice che ha poi bloccato la proclamazione. I sostenitori della Tymošenko hanno pensato di montare una veglia presso il tribunale per impedire lo svolgimento di azioni illegali. Il Procuratore di Kiev ha inoltre avviato un’investigazione sul giudice che aveva sospeso il decreto con la motivazione di “aver approvato una risoluzione contro la legge”.
Dopo le iniziali resistenze, il Consiglio dei ministri ha attuato modifiche al progetto di utilizzo del budget nazionale per finanziare le elezioni. Le elezioni sarebbero costate circa 417 milioni di grivnie (circa 60 milioni di euro o, equivalentemente, 80 milioni di dollari).
Il 22 ottobre il Presidente Juščenko ha affermato che la data precisa delle elezioni non poteva essere determinata finché il Parlamento (i lavori del Parlamento furono bloccati dalle proteste dal 21 ottobre fino al 24 ottobre) non avesse approvato i finanziamenti per le elezioni e non avesse votato la legislazione per aiutare l’Ucraina ad uscire dalla crisi economica mondiale. Fino ad ora, il Parlamento non ha ancora approvato i fondi. Il 12 novembre 2008 Juščenko affermò in una intervista pubblicata nel quotidiano di Varsavia Rzeczpospolita che le elezioni non si sarebbero potute tenere nel 2008 in quanto prima dovevano essere intraprese le misure anti-crisi.
All’inizio del dicembre 2008 vi furono negoziati tra il Blocco Julija Tymošenko e il Partito delle Regioni per formare una coalizione, ma dopo che Volodimir Litvin fu eletto Presidente della Verchovna Rada il 9 dicembre 2008, egli annunciò la creazione di una coalizione tra il suo Blocco di Litvin, BJuT e Ucraina Nostra. Dopo i negoziati i tre partiti firmarono ufficialmente l’accordo il 16 dicembre. Non è certo se la coalizione bloccherà le elezioni anticipate nonostante il Presidente Volodimir Litvin abbia affermato che il Parlamento resterà in carica fino al 2012.
Il 16 dicembre 2008, tra il Blocco Julija Tymošenko, Ucraina Nostra e il Blocco di Litvin venne siglato l’accordo ufficiale e il 19 dicembre 2008, infatti, il Presidente Viktor Juščenko affermò che “la situazione non è più la stessa di tre mesi fa, e pertanto parlare di elezioni anticipate come risoluzione del problema è ora irragionevole”.
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