Il Senato approva (con 149 sì e 111 no) la Legge Finanziaria 2009. Viene inoltre approvata (con 151 sì, 0 no e 2 astenuti) la Legge di Bilancio. Le opposizioni non partecipano al voto sull’ultimo provvedimento. Un dato positivo comunque c’ è: secondo gli ultimi dati del Bollettino statistico della Banca d’ Italia a settembre l’ indebitamento della pubblica amministrazione si è attestato a 1.648,5 miliardi di euro, in calo di quasi 18 miliardi rispetto al livello record toccato ad agosto. Il livello del debito pubblico torna dunque ai minimi di febbraio. In aumento le entrate.
Sarà una crisi lunga, dura e dalla quale uscirà un mondo «molto diverso da quello attuale». Ma guai a lasciarsi prendere dallo «scoramento», guai a tralasciare politiche e interventi di ampio respiro – come quelli sulla cultura e la ricerca – per correre dietro solo alle emergenze dell’ immediato. “Sarebbe un calcolo rozzo e miope”. E’ il consiglio e l’ appello che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dà riguardo al modo di affrontare la crisi globale che sta attraversando anche l’ Italia. «Non sarà di breve durata e sarà difficile averne ragione» ha premesso il capo dello Stato. Ma detto questo dalle difficoltà attuali «non si possono trarre motivi di scoramento», semmai bisogna puntare ad «una riflessione e meditata azione di rilancio delle nostre energie e risorse migliori». Capire, quindi, «quale sarà il posto dell’ Europa e in particolare dell’ Italia in un futuro segnato da nuove dinamiche e nuovi equilibri mondiali». E affinché il posto occupato sia di rilievo servono – adesso – interventi e investimenti anche sulla cultura e la ricerca. «Bisogna dare attenzione a chi opera, crea e offre al paese in campi apparentemente lontani dall’ immediato interesse generale ma che in realtà sono lontani soltanto da calcoli rozzi e di corto respiro di redditività materiale». «Nel futuro della competizione e del confronto su scala mondiale – ha aggiunto – conteranno non solo le prestazioni dell’ economica, ma la nostra capacità di contribuire a una nuova qualità del vivere civile oggi dovunque così convulso e insicuro». Quindi pacchetto anti-crisi, certo, ma anche cultura, ricerca e sguardo di lungo periodo. Sulla rosa di interventi messi a punto dal governo nel decreto in discussione al Parlamento, si è aperta d’ altra parte, la fase delle correzioni. Ieri un primo vertice fra la maggioranza ed esecutivo ha messo a punto i campi sui quali intervenire. E’ probabile un ripristino in toto del bonus energia: tornerebbe l’ automatismo (e il principio del silenzio-assenso), senza per questo ritoccare verso il basso la percentuale di sconto – 55 per cento – offerta a chi fa interventi di risparmio energetico. «Oltre a favorire gli investimenti in tal senso ciò permetterebbe anche di ridurre le emissioni dannose come ci chiede Bruxelles» fa notare Giuliano Cazzola, vice presidente della commissione Lavoro alla Camera. Fra i ritocchi al pacchetto anti-crisi di cui si parla c’ è anche quello che riguarda l’ ampliamento della platea della social-card – per potenziare lo strumento volte alle famiglie più bisognose – e gli interventi sulla rottamazione delle auto. Nonostante nulla sia stato ancora definito, l’ intervento sulle vetture resta una delle ipotesi più gettonate. Le proposte di modifica al decreto (attualmente alla Commissione Bilancio e Finanza della Camera) dovranno essere consegnate entro lunedì.
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