Centrodestra

La Russa: Rinforzi in Afghanistan

La Russa: Rinforzi in Afghanistan

Ignazio La Russa

Una mini-guerra dei numeri sul contingente italiano in Afghanistan. Il problema è che protagonisti sono i massimi responsabili politici del Governo, ovvero il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Dopo gli incontri di martedì con David Petraeus, il generale del comando Usa da cui dipendono Iraq e Afghanistan, La Russa in Commissione Difesa ieri ha confermato un vecchio progetto dell’ Esercito italiano. In luglio fu lo stesso La Russa ad anticiparlo durante una visita a Kabul: con la chiusura del periodo di comando del settore di Kabul (impegnati 1.000 uomini) l’ Italia avrebbe riportato in patria i mille alpini della Taurinense, ma poi avrebbe rispedito in Afghanistan altri 600 uomini, un battle group da schierare nella zona più calda, la cittadina di Farah nella provincia controllata dal contingente della Difesa. Ieri La Russa ha rilanciato questa notizia in Commissione Difesa, confermando quindi che dai primi mesi del 2009 altri 600 soldati si schiereranno nella base di Farah, la zona meridionale del settore occidentale, ovvero l’ area più infestata dai Taliban nella provincia controllata dall’ Italia. La Russa ha spiegato quindi che il totale passerà a 2.800 rispetto ai 2.270 militari di oggi (1680 ad Herat e 600 nel reggimento-comando di Kabul). Il ministro ha anche ricordato che «la presenza autorizzata dal Parlamento è di circa 2.600 uomini», anche se quella è la media che il contingente non dovrebbe superare. Nel pomeriggio, alla presentazione dell’ ultimo libro di Bruno Vespa, Berlusconi invece risponde secco a chi gli chiede dell’ aumento di truppe: «Ho incontrato il generale Petraeus non si è parlato di nessun aumento delle nostre truppe. Abbiamo già cambiato i “caveat” della Nato, quindi i militari italiani possono agire di più». Vespa gli chiede anche se conferma l’ ipotesi di un possibile spostamento di truppe dalla Bosnia all’ Afghanistan, una eventualità che era stata annunciata dal ministro La Russa martedì pomeriggio. Anche in questo caso Berlusconi non sa nulla dei piani di lavoro che il capo di Stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini ha già sottoposto al ministro. «Per ora non c’ è questa richiesta o previsione», dice il presidente del Consiglio, che poi aggiunge «ieri sera ho cenato con i capi delle forze armate, non ne abbiamo parlato». Ultimo riferimento bellico alla guerra del Kosovo del 1999: «I bombardamenti in Serbia li ha fatti il governo D’ Alema e non il governo Berlusconi, che invece non li avrebbe fatti… », dice l’ attuale primo ministro. Una polemica che dimentica il sostegno che nel 1999 Forza Italia garantì alla missione decisa dall’ Italia insieme alla Nato e soprattutto agli Stati Uniti.

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