Una debacle che va oltre le più nere previsioni. I Socialisti restano fuori dal Parlamento per la prima volta dal 2 giugno 1946. Un responso delle urne mortificante, che impone una riflessione e la convocazione d’urgenza del congresso del partito. «Se siamo pentiti di esser andati da soli? Lo chiedete a noi a Veltroni?», prova a ironizzare Bobo Craxi.
E che dire degli altri? Di male in peggio anche la Sinistra Critica di Flavia D’Angeli e Turigliatto e il Partito comunista dei lavoratori di Ferrando: non raggiugono l’1%. E inconstistente (e prevedibile) la lista «Aborto? No grazie» di Giuliano Ferrara. Scompaiono i nanetti, dunque, e le ferite fanno fare dichiarazioni al veleno ai capipartitini. Un esito disastroso che ha «tappato» la voce al direttore del Foglio fino a sera: «Catastrofico il risultato della mia lista», commenta poi al Tg1.
La Fiamma Tricolore esce di scena ma Teodoro Buontempo, detto er Pecora, si dice convinto «che supererà il 4%», perché «un cittadino non rivela mai un voto fuori dal coro». Er Pecora fa finta di ignorare che agli exit poll hanno dato il passo alle proiezioni e che la misera performance de La Destra è un dato di fatto. Neppure nella roccaforte capitolina ha raggiunto il quorum e nel Lazio ha totalizzato un 3,3%. Con i piedi per terra invece Francesco Storace-Epurator: «L’esito del voto, anche se insufficiente per entrare in Parlamento, mi soddisfa – dichiara: circa un milione di italiani ci hanno dato fiducia. Abbiamo roso il 3% ad An. Si è trattato di una specie di miracolo. Era difficile ottenere di più». E se il leader de La Destra «attacca» Berlusconi: «È sleale, abituato a prendere in giro la gente e i partiti», la candidata premier, Daniela Santanchè non si concede alle telecamere: «Voglio prima avere in mano proiezioni più concrete», spiega.
La buttano sul vittimismo Flavia D’Angeli, candidata premier di Sinistra Critica e l’ex senatore Franco Turigliatto addebitano la propria debacle in casa Arcobaleno. «Dove non era riuscito Occhetto è riuscito Bertinotti e 15 anni dei storia di Rifondazione e della sinistra antagonista sono stati buttati al macero. Non ci resta che un progetto di Costituente anticapitalista».
Inconsistenti anche l’Unione democratica consumatori, la «Lista Grilli parlanti», «Per il bene comune» e Forza Nuova. Poco sopra lo zero.
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