Il Senato approva (con 246 sì, 0 no e 5 astenuti) il decreto stadi. Si volta pagina. Il Senato ieri mattina ha approvato a larghissima maggioranza il decreto Amato sulla violenza negli stadi. Un voto davvero bipartisan: 246 sì, solo 5 astenuti e nessun voto contrario. Soddisfatto il ministro dell’ Interno. «Il Senato ha interpretato il sentimento del paese che, condiviso come è da chi ora gestisce la Figc, può farci sperare in una nuova stagione sportiva», ha spiegato Giuliano Amato. Che ha espresso «soddisfazione e apprezzamento» anche per la larghissima maggioranza con cui è stato approvato il suo decreto e anche per il fatto che «è stata mantenuta tutta la forza di contrasto». Ora il provvedimento va alla Camera: il 21 inizia la discussione, il testo definitivo va varato entro il 9 aprile. Il Senato ha addirittura inasprito i 12 articoli originari, nati dopo la tragedia di Catania. Non si è visto il “partito degli annacquatori”. Le norme non piacciono ai club, costretti a pagarsi i lavori di ristrutturazione degli stadi, e non piacciono nemmeno a molti tifosi che già le hanno contestate. Di sicuro, se applicate, cambieranno il volto degli stadi. Dentro gli impianti solo gli steward, quando avranno i poteri che ora non hanno, e la polizia solo fuori. Praticamente scomparsi gli striscioni (oggi riunione dell’ Osservatorio del Viminale) e, per quelli che riusciranno ad entrare, massima attenzione alle frasi razziste e che inneggiano ad ultrà condannati. Si rischiano sino a 5 anni di carcere. Giro di vite nell’ acquisto dei biglietti e blocco delle trasferte. Rafforzato il Daspo, previsto anche per i minorenni. Portato sino a 48 ore l’ arresto in flagranza differita. L’ articolo del codice penale che prevedeva l’ oltraggio a pubblico ufficiale non è stato però ripristinato. «Grande soddisfazione» per la decisione del Senato da parte di Luca Pancalli, commissario Figc. La Melandri ha già convocato due riunioni per la prossima settimana.
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