Il governo di Romano Prodi ha solo quattro mesi e già comincia a zoppicare. L’aumento delle tasse, la mancanza di riforme importanti e il malessere generale del paese, ereditato dai governi precedenti, hanno provocato un forte calo della popolarità di Prodi e del centrosinistra. I dissensi interni non aiutano. Il centrodestra di Silvio Berlusconi, imbaldanzito dai sondaggi, prepara manifestazioni e sogna di tornare presto alle urne.
El País, Spagna [in spagnolo]
Tensioni nella maggioranza
La riforma del sistema elettorale fa sorgere nuove tensioni nel centrosinistra. I due partiti principali della coalizione del governo Prodi, Ds e Margherita, sono favorevoli a cambiare un sistema, quello proporzionale, che non è riuscito a creare un governo con una solida maggioranza alle ultime elezioni. Diversi piccoli partiti della coalizione però sono contrari al ripristino del maggioritario. L’attuale legge elettorale fu approvata a dicembre del 2005 dal governo di Silvio Berlusconi, ma perfino Roberto Calderoli, uno dei firmatari della legge, la definì “una porcata”.
Financial Times, Gran Bretagna [in inglese]
L’Italia fa piazza pulita delle grandiose opere che Silvio Berlusconi voleva lasciare in eredità al paese: Romano Prodi, l’austero presidente del consiglio attuale, ha detto che il paese non può permettersi di realizzare gli stravaganti progetti approvati dal suo predecessore. Tra le opere che non saranno realizzate, c’è un ponte sullo stretto
di Messina da 4 miliardi di euro.
The Times, Gran Bretagna [in inglese]
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