Aveva 64 anni. Il decesso per “cause naturali”. Era stato presidente della Jugoslavia negli anni del disfacimento della repubblica balcanica. Accusato davanti al Tribunale internazionale di gravissime atrocità in Bosnia e Kosovo. Da tempo soffrire di cuore.
Cala il sipario sull’uomo che, negli anni ’90 ha portato alla tragica e sanguinosa dissoluzione della Jugoslavia, compiendo i più atroci crimini di guerra e contro l’umanità. L’ ex leader serbo Slobodan Milosevic, 64 anni, è stato trovato morto nella sua cella della prigione del Tribunale Penale internazionale all’Aja. La notizia diramata per prima dalla radio serba B92 è stata poco dopo confermata dal partito socialista serbo.
‘Slobodan Milosevic e’ morto per un infarto del miocardio”, precisa un comunicato del Tpi, nel quale si sottolinea che il Tribunale ha ricevuto ‘una breve sintesi dei risultati dell’autopsia’ realizzata all’Aja. ‘I medici hanno rilevato’ in particolare – prosegue la nota -‘due problemi cardiaci che sono quelli che spiegherebbero l’infarto del miocardio’. Ma questo infarto sarà stato naturale o dovuto a farmaci (contro lebbra e tifo) che gli facevano ingurgitare?
“Milosevic non è stato avvelenato”
Nel corpo di Slobodan Milosevic “non c’è alcun indizio di avvelenamento”, né di rifampicina, un potente antibiotico che potrebbe aver neutralizzato l’effetto dei farmaci presi dall’ex presidente. Lo ha reso noto il presidente del Tribunale penale internazionale, l’italiano Fausto Pocar, che ha presentato un rapporto preliminare sugli esami tossicologici realizzati domenica, insieme all’autopsia eseguita dalle autorità olandesi. Queste ultime, ha precisato Porcar, continueranno comunque l’inchiesta sulla morte dell’ex leader serbo.
Coperto con la bandiera della Serbia e una corona di rose rosse, il catafalco è esposto di fronte a una grande foto di Milosevic da giovane e a una targa con il nome e le date di nascita. Sabato, a mezzogiorno, si terrà una cerimonia di fronte alla sede del Parlamento di Serbia e Montenegro, nel centro della capitale. Intanto è stato reso noto che Milosevic riceveva, in carcere, pacchi che aggiravano i controlli. Nella cella del centro di detenzione di Scheveningen, alle porte dell’Aja, sono stati trovati beni entrati clandestinamente: ”Furono intraprese azioni quando scoprimmo il contrabbando, ma non voglio entrare nei dettagli”, ha dichiarato Hans Holthuis, supervisore del carcere.
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