Società

2006, un anno di morti eccellenti

Bruno Lauzi, Alida Valli, Mario Merola, Oriana Fallaci, Slobodan Milosevic e Saddam Hussein.

Bruno Lauzi, Alida Valli, Mario Merola, Oriana Fallaci, Slobodan Milosevic e Saddam Hussein.

Il gruppetto della politica è pieno di uomini che hanno fatto davvero la storia, molti dei quali anche dittatori. Saddam Hussein è stato un politico iracheno, leader assoluto dell’Iraq in un regime considerato dittatoriale dal 1979 al 2003, quando fu destituito durante la seconda guerra del Golfo in seguito all’invasione anglo-americana. Giustiziato in esecuzione di una sentenza di condanna a morte pronunziata da un tribunale speciale iracheno e confermata in appello per crimini contro l’umanità. La sua esecuzione ha destato scalpore e polemiche in tutto il mondo. Slobodan Milosevic è stato presidente della Serbia e della Repubblica Federale di Jugoslavia come leader del Partito Socialista di Serbia e fu i protagonisti politici delle Guerre nella ex-Jugoslavia. Fu accusato di crimini contro l’umanità per le operazioni di pulizia etnica dell’esercito jugoslavo contro i musulmani in Croazia, Bosnia ed Erzegovina e Kosovo ma il processo a suo carico presso il Tpi si estinse nel 2006 per sopraggiunta morte prima che venisse emessa la sentenza. Augusto Pinochet è stato un generale e politico cileno, che, a seguito del golpe cileno del 1973, governò il suo paese come dittatore dall’11 settembre 1973 all’11 marzo 1990, rendendosi responsabile di crimini contro l’umanità. Con un colpo di Stato militare si autonominò presidente e, durante la sua dittatura militare, venne attuata una forte repressione dell’opposizione, ritenuta da alcuni un vero sterminio di massa, con l’uccisione di un numero tra 1.200 e 3.200 oppositori, tra 80.000 e 600.000 internati, esiliati o arrestati in maniera arbitraria e tra 30.000 e 130.000 torturati e vittime di violenza. La Commissione Rettig e altre commissioni, istituite dopo la dittatura, contarono ufficialmente 3508 morti – 2.298 assassinati o giustiziati, 1.210 sparizioni forzate – oltre a 28.259 vittime di tortura e prigionieri politici, nei circa 17 anni di potere di Pinochet, ma in particolare durante il primo decennio. Taluni autori hanno aumentato il numero delle vittime a 17.000 (15.000 morti e 2000 scomparsi), altri di più ma la questione è ancora aperta. Gerald Ford è stato presidente degli Stati Uniti tra il 1974 e il 1978. Romano Mussolini è stato messo nel gruppetto politico per il suo cognome altisonante e anche perchè nel suo gruppo (pianista, pittore, poeta) non è spiccato per nessun merito particolare. E’ anche padre dell’on. Alessandra Mussolini.

Folto anche il gruppetto musicale. Bruno Lauzi è stato un musicista della scuola genovese dei cantautori assieme a De Andrè, Tenco, Bindi, Endrigo e Paoli. Artista poliedrico, interpretò e scrisse molte canzoni di successo, soprattutto per celebri interpreti femminili della musica italiana, come Mia Martini e Ornella Vanoni, oltre a cimentarsi nella poesia e nella letteratura. Mario Merola era soprannominato il Re della sceneggiata per essere riuscito a dare a questo genere tipicamente regionale una popolarità e una dimensione nazionale e un successo sconosciuto prima, fino a farne un genere cinematografico, rappresentando tutto questo anche fuori dal palcoscenico, riuscendo così a dare un volto alla sceneggiata. La sua attività artistica non si è limitata all’interpretazione vocale di brani del repertorio della Canzone classica napoletana, ma ha anche giocato un ruolo nella rivalutazione del genere musicale-teatrale della sceneggiata, in auge nella città partenopea fra la I e la II guerra mondiale. Ed è uno tra gli artisti italiani che ha venduto il maggior numero di dischi, anche se le stime di vendita dei suoi dischi non sono precisate nella loro globalità. James Brown è stato un cantante, musicista, compositore, ballerino e attore statunitense. Considerato una delle più importanti ed influenti figure della musica del XX secolo, è stato un pioniere nell’evoluzione della musica gospel e rhythm and blues, nonché del soul, del funk, del rap, e della disco music. Celebre per la sua esplosiva presenza scenica, operò una sorta di rivoluzione copernicana dei classici assetti melodici, spostando per la prima volta l’accento ritmico sulla prima e sulla terza misura della battuta, anziché – come era tipico – sulla seconda e sulla quarta. Il suo modo di stare sul palco ed il suo stile furono ripresi da artisti come Michael Jackson, Mick Jagger, Prince ed altri. Betty Curtis è srtata una cantante italiana in voga negli anni sessanta. Scoperta da Teddy Reno, venne presto scritturata dalla CGD debuttando sul mercato discografico nel 1957. Le prime incisioni, essenzialmente cover di brani stranieri come Con tutto il cuore, versione italiana di With All My Heart e La pioggia cadrà, traduzione di Le jour ou la pluie viendra, ebbero ben presto un notevole successo, grazie soprattutto all’ampia estensione vocale, e allo stile interpretativo della cantante, allora innovativo rispetto agli schemi della tradizione melodica italiana e spesso vicino alle nuove tendenze musicali che giungevano da oltre oceano. Debutta al Festival di Sanremo 1959, interpretando ben tre brani, tutti finalisti, tra cui, insieme a Wilma De Angelis, la canzone Nessuno. La sua versione ottiene un buon successo, che si amplifica quando una Mina agli esordi ne proporrà una versione alla maniera degli urlatori. Flo Sandon’s era invece una cantante in voga negli anni cinquanta. La popolarità le arrivò nel 1952 grazie al film Anna, diretto da Alberto Lattuada e interpretato da Silvana Mangano, Vittorio Gassman e Raf Vallone. La Sandon non compariva nel film, ma doppiava la voce della Mangano in due motivi della colonna sonora, Non dimenticar (che t’ho voluto bene) di Redi-Galdieri e El negro Zumbon di Armando Trovajoli. Entrambe le canzoni ebbero grande successo.

Quest’anno è presente il gruppo di cinema con il minor numeor di attori. Sono invece numerosi registi e produttori. Pietro Garinei lavora in tandem con Sandro Giovannini con il quale crea un lungo sodalizio artistico noto come Garinei e Giovannini. In diciotto mesi, in tempo di guerra, scrissero sei riviste. Importante la collaborazione con la radiofonia Rai, dal 1949 al 1951 con la rivista La bisarca, successivamente portata in teatro e al cinema. Nel 1952 introdusse il genere della commedia musicale in Italia con spettacoli di rivista come Attanasio cavallo vanesio, con Renato Rascel nelle vesti di attore, cantante e ballerino, e producendo la prima grande soubrette della scena italiana, Wanda Osiris. Sempre con Giovannini, collezionò numerosi successi, tra cui Un paio d’ali, sempre con Renato Rascel, Un trapezio per Lisistrata, Buonanotte Bettina, Il giorno della tartaruga, Ciao Rudy, Rugantino, Rinaldo in campo, Alleluia brava gente, Aggiungi un posto a tavola, Se il tempo fosse un gambero con, fra gli altri, Gino Bramieri, Delia Scala, Sandra Mondaini, Walter Chiari, Paolo Panelli, Bice Valori, Domenico Modugno, Massimo Ranieri, Raffaella Carrà, Johnny Dorelli. Gillo Pontecorvo è stato un grande regista italiano noto sopratutto per La battaglia di Algeri, Leone d’oro alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Il film segue con uno stile asciutto e nervoso, alla maniera di un cinegiornale, gli avvenimenti che hanno condotto il popolo algerino all’indipendenza dalla Francia, ed è caratterizzato da un robusto senso della coralità e della partecipazione emotiva. Il film, proibito in Francia per molti anni, ottiene due nomination all’Oscar al miglior regista e all’Oscar alla migliore sceneggiatura originale, più un’altra, due anni prima, per il miglior film straniero. Robert Altman è stato un regista e sceneggiatore statunitense. Ha vinto i più importanti premi nei principali festival mondiali: nel 1970 la Palma d’oro per M*A*S*H e nel 1992 il Prix de la mise en scène per I protagonisti al Festival di Cannes; nel 1976 l’Orso d’oro per Buffalo Bill e gli indiani al Festival di Berlino e nel 1993 il Leone d’oro per America oggi alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia; considerati quattro film capolavori. Nel corso della sua carriera ha ricevuto sette candidature all’Oscar (cinque all’Oscar al miglior regista e due al miglior film), rispettivamente per M*A*S*H, Nashville, I protagonisti, America oggi e Gosford Park. Considerato tra i migliori registi della storia del cinema americano, nel 1996 gli è stato conferito il Leone d’oro alla carriera, mentre nel 2006 l’Oscar alla carriera. Joseph Barbera produttore cinematografico, ma anche televisivo e regista statunitense. Assieme a William Hanna ha formato un sodalizio artistico molto prolifico nel campo dei fumetti e dei cartoni animati e fondato l’omonima casa di produzione. Alida Valli  è stata un’attrice italiana di lungo corso. Nel 1936 adotta il nome d’arte “Valli” scegliendolo, pare, dopo aver consultato a casaccio un elenco telefonico.

Oriana Fallaci è stata una giornalista e scrittrice italiana. Partecipò giovanissima alla Resistenza italiana e fu la prima donna italiana ad andare al fronte in qualità di inviata speciale. Durante gli ultimi anni di vita fecero discutere le sue dure prese di posizione contro l’Islam, in seguito agli attentati dell’11 settembre 2001 a New York, città dove viveva. Come scrittrice, con i suoi dodici libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo. Numerose le sue prese di posizione. Hanno sempre diviso. Giovanni Enrico Hoepli è stato un editore italiano. Nel 1940 iniziò a lavorare nella casa editrice della famiglia, presso la quale ricoprì le cariche di consigliere delegato. Nel 1997 succede a Ulrico Hoepli alla presidenza della casa editrice. Oltre che nel campo dell’editoria Giovanni si interessò attivamente anche di teatro e di scenografia. Anna Stepanovna Politkovskaja è stata una giornalista russa molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per la sua opposizione al Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. Nei suoi articoli per Novaja Gazeta, quotidiano russo di ispirazione liberale, Politkovskaja condannava apertamente l’Esercito russo e il Governo russo per il non rispetto dimostrato dei diritti civili e dello stato di diritto, sia in Russia che in Cecenia. Il 7 ottobre 2006, Anna Politkovskaja viene assassinata nell’ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando. La sua morte, da molti considerata un omicidio operato da un sicario a contratto, ha prodotto una notevole mobilitazione in Russia e nel mondo, affinché le circostanze dell’omicidio venissero al più presto chiarite, cosa che ancora non è accaduta. Riccardo Pazzaglia è stato un giornalista e scrittore italiano. Ma lavora sopratutto come scenografo per cinema e televisione.

Giacinto Facchetti è stato un calciatore e dirigente sportivo italiano, di ruolo difensore, impiegato principalmente come terzino e occasionalmente come libero. Soprannominato Cipe, legò il suo nome a quello dell’Inter, della quale fu giocatore dal 1960 al 1978 – collezionando in totale 634 presenze e 75 reti – e presidente dal gennaio 2004 al settembre 2006. Con la maglia nerazzurra ha conquistato nove trofei, vincendo sia a livello nazionale con quattro campionati e una Coppa Italia che internazionale con due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Sotto la sua presidenza, l’Inter ha vinto un campionato, due Coppe Italia e due Supercoppe italiane. Clay Regazzoni è stato un pilota automobilistico svizzero. Pilota istintivo e dalla guida aggressiva, aveva un’ottima capacità nella messa a punto delle vetture dovute alle conoscenze di meccanica acquisite nell’officina di famiglia. Durante la sua carriera vinse il titolo di campione europeo di Formula 2 nel 1970 e conquistò 5 Gran Premi iridati in Formula 1, sfiorando la vittoria del mondiale nel 1974.

Per la categoria altri c’è Piergiorgio Welby che è stato un attivista, giornalista, politico, poeta e pittore italiano, impegnato per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico in Italia e per il diritto all’eutanasia, nonché co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni. Militante del Partito Radicale, Welby balzò alle cronache negli ultimi anni di vita quando, gravemente ammalato, nei suoi scritti chiese ripetutamente che venissero interrotte le cure che lo tenevano in vita.

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