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Torino 2006: primo oro per l’Italia

Olimpiadi: secondo allarme bomba a Torino.

Olimpiadi: secondo allarme bomba a Torino.

Grande gara per il carabiniere che tiene dietro il russo Demtschenko ed il lettone Rubenis. “Ora posso finire di pagare la casa” Zoeggler trionfa nello slittino dell’altoatesino il primo oro azzurro

I tifosi del suo club ballano, nel cielo i fuochi di artificio. Armin Zoeggeler esulta, ma alla sua maniera, per la seconda medaglia d’oro a un’Olimpiade, dopo quella del 2002 a Salt Lake City. Ma questa medaglia d’oro è venuta in Italia, più bella, più sofferta. E poi gli regala i 130 mila euro del Coni: “Ci vogliono” dice, “così finisco di pagare la casa”. Ecco, questa è la sua maniera di esultare, come quando alla fine della discesa, mentre i tifosi suonano tutti i campanacci che possono tenere in mano e perfino gli imbalsamati del parterre gridano, lui sorride a mezza bocca, gli occhi limpidi ma non brillanti. E’ il migliore, glielo dicono e glielo urlano, ma quando qualcuno gli chiede se ne è consapevole lui risponde “Questo dalla mia bocca non lo sentirete mai”.

Lo dice il russo Albert Demtschenko, staccato di un soffio, millesimi di secondo, e anche il lettone che ha strappato a sorpresa un terzo posto, Martins Rubenis. Demtschenko ammette: “Devo essere contento del mio secondo posto, c’era davanti Zoeggeler, ho fatto il massimo”. Il rivale di sempre, il tedesco Georg Hackl (oggi sesto), del quale Zoeggeler ha interrotto la supremazia, dopo la terza manche ha detto: “A meno che non si ribalti, sarà il primo”.

Sembra una gufata in piena regola, invece è la consapevolezza dei campioni che davanti c’è una macchina da vittoria. Eppure Zoeggeler si era ribaltato nelle prove e nelle ultime due manche ha perso qualcosa rispetto al russo. “Ma ho fatto delle discese costanti – spiega lui – sono stato concentrato fino all’ultimo”. Questo si è visto, quando nell’interruzione dopo il ribaltamento dell’atleta canadese la pista ha avuto bisogno di essere sistemata e Zoeggeler, seduto sulla panca dello spogliatoio, gli occhi chiusi, mimava la discesa, le braccia in avanti, come in tranche.

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