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Un’Alta Corte brasiliana ha consentito a una persona di identificarsi come di genere neutro nei propri documenti ufficiali. Una decisione senza precedenti che potrebbe ancora essere oggetto di revisione. Ne dà notizia l’Associated Press.
La sentenza è stata emessa da un collegio della Corte Superiore di Giustizia della capitale Brasilia nel caso di una persona che chiedeva una designazione di genere neutro sul proprio certificato di nascita. L’autorizzazione ha coinvolto una persona che inizialmente aveva chiesto di essere definita come di sesso maschile a seguito di un trattamento ormonale, per poi essersene pentita e aver presentato un ricorso in tribunale.
Il caso è attualmente secretato, come sottolineato dalla Corte Superiore di Giustizia. All’interno della sentenza Nancy Andrighi, ovvero una delle giudici del collegio e relatrice del caso, ha descritto la questione come drammatica.
“Quest’essere umano deve soffrire moltissimo. Sottoporsi a un intervento chirurgico, assumere ormoni, diventare ciò che pensava le sarebbe stato bene e poi rendersi conto che non era così“. Tutti i giudici del collegio hanno concordato, arrivando così all’unanimità.
Il caso brasiliano arriva nel pieno della guerra transfobica iniziata da Donald Trump negli USA, con un tribunale statunitense che ha bloccato il divieto imposto dal presidente alle persone transgender di cambiare legalmente genere sui propri passaporti, cancellando l’opzione X precedentemente introdotta. Il giudice distrettuale Julia Kobick ha emesso un’ingiunzione preliminare parziale su un ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump che mirava a impedire a uomini e donne transgender di cambiare l’indicatore di genere sui documenti. Il presidente aveva firmato la contestatissima direttiva lo scorso gennaio, incontrando da subito l’opposizione dell’American Civil Liberties Union (ACLU).
Dopo la presentazione della denuncia da parte di 7 persone lo scorso febbraio, uno dei querelanti, l’uomo transgender Reid Solomon-Lane, aveva confessato di temere di dover ogni volta esplicitare la propria identità di genere. La direttrice legale dell’ACLU Massachusetts, Jessie Rossman, ha precisato come la sentenza affermi “la dignità intrinseca dei nostri clienti” e abbia riconosciuto il “profondo impatto negativo” che l’ordine esecutivo ha avuto nei confronti della comunità trans. “Costringendo le persone a portare con sé documenti che contraddicono direttamente la loro identità, l’amministrazione Trump sta attaccando i fondamenti stessi del nostro diritto alla privacy e alla libertà di essere noi stessə. Continueremo a lottare per revocare questa politica illegittima per tutti, in modo che nessuno si trovi in questa posizione insostenibile e pericolosa“.
L’ordine transfobico sui passaporti firmato da Trump ha allarmato anche 6 Paesi europei, costretti a denunciare la pericolosità degli USA per i propri cittadini trans, chiedendo loro di contattare le ambasciate prima di partire. In egual misura si è mosso anche il WorldPride.











































