
Giorgia Meloni (8 1/2), presidente del Consiglio dei ministri +
Durante una visita istituzionale negli Stati Uniti, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha incontrato il presidente americano Joe Biden. Meloni è stata ricevuta alla Casa Bianca e accolta da Biden con un abbraccio. L’incontro non si è chiuso con particolari annunci, se non una generica indicazione di nuove collaborazioni economiche, ma è stato caratterizzato da un clima molto amichevole. Da entrambe le parti sono state sottolineate affinità e punti di contatto, a partire dal comune appoggio all’Ucraina dopo l’invasione russa, mentre sono stati evitati i temi in cui le politiche di governo di Meloni e Biden sono più distanti, come la difesa dei diritti della comunità lgbt.
Lunedì pomeriggio durante il Consiglio dei ministri il governo ha approvato una serie di decreti-legge che contengono diverse misure piuttosto eterogenee di cui si era parlato negli ultimi giorni, dall’aumento delle licenze dei taxi al calmiere per i biglietti aerei passando per la pandemia da coronavirus, lo stipendio dei manager che si occuperanno del ponte sullo Stretto di Messina e un rimborso per le aziende che si stanno occupando della cattura dei granchi blu, una specie che da anni ha invaso il delta del Po. Non ci sono state particolari novità rispetto alle informazioni sulle singole misure trapelate sui giornali nei giorni scorsi. Le uniche due sorprese sono state una tassa sui cosiddetti «extraprofitti» realizzati dalle banche negli ultimi due anni sugli aumenti di mutui e prestiti, e un prolungamento della scadenza dei lavori del Superbonus edilizio per le villette e le unità unifamiliari.
Matteo Piantedosi (8), ministro degli Interni **
“Ringrazio il ministro Piantedosi per la visita al Dipartimento e per aver voluto omaggiare in tal modo l’impegno e la professionalità di tanti dirigenti, personale civile e appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria in servizio in questa giornata”. Esprime così, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Giovanni Russo, la sua soddisfazione per la prima volta di un ministro dell’Interno al Dap. L’occasione è stata la tradizionale riunione di Ferragosto del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza, che quest’anno il titolare del Viminale ha voluto presiedere dalle diverse sale operative di Carabinieri, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Vigili del Fuoco . A mezzogiorno il ministro Matteo Piantedosi, accompagnato dal suo capo di Gabinetto Maria Teresa Sempreviva, ha fatto ingresso nella Sala Situazioni, accolto dal capo del Dap e dal direttore generale dei detenuti e del trattamento Gianfranco De Gesu. Il primo dirigente di Polizia Penitenziaria Luca Bontempo, responsabile della Sala, ha illustrato loro le finalità e le attività che si svolgono quotidianamente nella ‘centrale’ operativa del Dipartimento.
Giancarlo Giorgetti (8), ministro dell’Economia e Finanze *
Interventi a favore dei redditi medio-bassi, per promuovere la crescita e premiare chi lavora sono tra le priorità della prossima legge di bilancio che il ministro Giancarlo Giorgetti ha indicato nel corso del suo video-collegamento al Meeting di Rimini. Un indirizzo sulle scelte che il governo dovrà prendere in vista della nuova manovra e che si dovrà basare su un approccio prudente, responsabile, pragmatico e sostenibile anche nella destinazione delle risorse a disposizione. “Siamo chiamati a decidere sulle priorità di intervento”, ha affermato Giorgetti ricordando come la composizione di una legge di bilancio è sempre complicata perché “non si potrà fare tutto” ma certamente “dovremo intervenire contro l’inflazione, come abbiamo fatto con la decontribuzione per i redditi medio bassi, perché è una tassa che riduce enormemente il potere di acquisto”, ha spiegato il ministro. In tema di investimenti, Giorgetti ha sottolineato l’importanza di creare un ambiente favorevole per l’impresa e l’imprenditore. Da un lato, in questa fase di cambiamento “il ruolo del pubblico diventa fondamentale nell’accompagnare le transizioni e quindi promuovere l’innovazione di nuova imprenditoria”, dall’altro aggiunge il ministro è fondamentale premiare chi lavora, concentrandosi “sulla dimensione delle imprese ma anche sulla qualità, la giusta ed equa remunerazione del lavoro”.
Orazio Schillaci (8), ministro della Salute.
Il testo, approvato a Montecitorio con 281 voti a favore e nessun contrario, passa al Senato. Introduce un “diritto all’oblio” per assicurare che alla guarigione clinica corrisponda la possibilità di esercitare i propri diritti in condizioni di uguaglianza rispetto al resto della popolazione, con riferimento all’accesso ai servizi finanziari, bancari e assicurativi, nonché alle procedure di adozione di minori. Il testo definisce il diritto all’oblio oncologico come il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né essere oggetto di indagini sulla propria pregressa condizione patologica. In tema di accesso ai servizi bancari, finanziari ed assicurativi si prevede che ai fini della stipula o del rinnovo dei relativi contratti non è ammessa la richiesta di informazioni relative allo stato di salute della persona fisica contraente concernenti patologie oncologiche da cui essa sia stata affetta in precedenza, qualora il trattamento attivo si sia concluso, senza episodi di recidiva, da più di dieci anni alla data della richiesta; tale periodo è ridotto della metà nel caso in cui la patologia sia insorta prima del ventunesimo anno di età. Tali informazioni non possono essere acquisite neanche da fonti diverse dal contraente e, qualora siano nella disponibilità dell’operatore o dell’intermediario, non possono comunque essere utilizzate per la determinazione delle condizioni contrattuali. Novità, in relazione all’acquisizione di informazioni sul background sanitario, anche in materia di adozioni e di accesso ai concorsi per pazienti guariti dal cancro. Viene attribuita al Garante per la protezione dei dati personali la funzione di vigilanza sulla corretta applicazione delle nuove disposizioni.
Nella conferenza stampa organizzata dopo il Consiglio dei ministri il ministro della Salute Orazio Schillaci ha poi annunciato l’approvazione di un decreto-legge che abroga l’isolamento obbligatorio per le persone positive al test per il coronavirus: era l’ultima norma ancora in vigore fra quelle approvate nel periodo di picco della pandemia.
Antonio Tajani (7 1/2), ministro degli Esteri e Cooperazione Internazionale *
“No, così proprio non va”. Parla della tassa sulle banche, Antonio Tajani, ma non solo. Perché la cosa che non capisce, lui che pure di capire si sforza, è come lei non abbia potuto immaginare l’effetto che avrebbe fatto, che sta facendo. Perché sì, c’è un aspetto umano, personale, “una mancanza di tatto” che non fa piacere. Ma Tajani ne fa soprattutto una questione politica. Per questo le parole di Giorgia Meloni lo hanno turbato. “Perché così, magari non volendo, la premier delegittima Antonio, che è invece il suo alleato più fidato”, dicono i confidenti del vicepremier. C’è stato infatti lo sdoganamento di un metodo, da parte di Meloni nella sua intervista ferragostana. Come a voler rivendicare la bontà di uno sfregio, su cui invece Tajani sperava di avere ottenuto rassicurazioni. “Deve condividere, non può imporre. Specie quando la materia è delicata”, aveva riferito il ministro degli Esteri ai suoi parlamentari, dopo un confronto telefonico chiesto alla premier all’indomani del Cdm famigerato, quello che aveva varato la tassa sugli extraprofitti bancari. E invece cosa dice Meloni ai giornali riuniti? “Ho coinvolto in minor misura la maggioranza perché la questione, diciamo così, non doveva girare troppo”. Quasi, insomma, che perfino il vicepremier fosse un possibile sabotatore, uno che avrebbe spifferato ai giornali? “Semmai questo conferma la tesi della tribù: a Palazzo Chigi stanno asserragliati tra di loro”, sbuffano i deputati più vicini a Tajani.
Raffaele Fitto (7), ministro degli Affari europei, politiche di coesione e PNRR *
Accogliamo con grande soddisfazione le decisioni prese oggi dalla Commissione europea ed esprimiamo anche grande apprezzamento per le parole della Presidente von der Leyen. La valutazione positiva della Commissione sulla terza richiesta di pagamento e la contemporanea proposta relativa alle modifiche di alcune misure della quarta rata, una volta approvata dagli Stati membri, consentiranno all’Italia di ricevere entro quest’anno il totale di 35 miliardi di euro previsti dal PNRR. Le decisioni prese oggi sono il risultato di un lungo confronto costruttivo tra il governo italiano e la Commissione europea, e il frutto di un eccezionale lavoro svolto dai nostri uffici e da tutte le amministrazioni coinvolte. Continueremo la stretta cooperazione con la Commissione europea sulle modifiche della restante parte del Piano, incluso il nuovo capitolo REPowerEU.
Carlo Nordio (7), ministro della Giustizia *
Venerdì due donne si sono tolte la vita nel carcere delle Vallette e ieri, sabato, alle 11.30, il ministro della Giustizia Carlo Nordio si è precipitato all’istituto di pena torinese tra le proteste e le contestazioni dei detenuti durate mezz’ora. «È una visita e non un’ispezione – ha precisato –, un atto di assoluta vicinanza in un momento di dolore, a chi è stato colpito da questo fardello, a chi opera nella struttura, alla direzione e alla polizia penitenziaria che soffre di gravi carenze di organico». Il suo arrivo a sorpresa è stato accolto dai reclusi con fischi, colpi ritmati di gavette e stoviglie sulle sbarre e urla di «libertà, libertà». Segno di un disagio profondo in una Casa circondariale come quella di Torino che dovrebbe ospitare per regolamento un massimo di 1.118 persone e ne contiene invece più di 1.400, in celle umide e ambienti inadeguati. Come la maggior parte delle carceri italiane.
Francesco Lollobrigida (7), ministro dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste *
“Il via libera della Commissione europea alla terza rata da 18,5 miliardi di euro del Pnrr dell’Italia e l’approvazione delle modifiche proposte dal Governo Meloni agli obiettivi della quarta tranche dimostrano che stiamo lavorando nella giusta direzione, per dare ai cittadini le risposte che meritano. Esprimo soddisfazione non solo per questo risultato, che ci permetterà di ottenere i 35 miliardi previsti per il 2023 e che, in particolare per l’agricoltura, si tradurrà in un maggior numero di progetti, ma anche per l’apprezzamento del Presidente Von der Leyen sul lavoro portato avanti in modo sinergico con le istituzioni europee”. Lo dichiara il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
Daniela Santanchè (6 1/2), ministro del Turismo
Mercoledì il Senato ha respinto una mozione di sfiducia contro la ministra del Turismo Daniela Santanchè, proposta dai senatori del Movimento 5 Stelle. I voti contrari sono stati 111, contro i 67 favorevoli. La maggioranza parlamentare composta dai partiti di destra ha votato in modo compatto per respingere la mozione, mentre hanno votato a favore il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico e l’alleanza Verdi e Sinistra. I senatori del gruppo di Azione e Italia Viva non hanno partecipato alla votazione. La mozione di sfiducia a Santanchè riguardava una serie di accuse ricevute dalla ministra nell’ultimo mese per la gestione della sua attività imprenditoriale: alcune sono legate soprattutto a un’inchiesta giornalistica del programma di Rai 3 Report, altre sono oggetto di un’indagine della procura di Milano in cui Santanchè è accusata di falso in bilancio. Nella mozione di sfiducia i senatori del M5S scrivono che «dalle inchieste giornalistiche emerge una tendenza a considerare le regole del mercato e le regole sindacali e previdenziali come orpelli di impaccio alla libertà imprenditoriale, condotte spregiudicate che non possono essere proprie di un ministro».
Marina Elvira Calderone (6 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali *
Sono 112.000 i nuclei familiari percettori di reddito di cittadinanza che risultano “attivabili sul Patto del lavoro” e che dal primo settembre potranno usufruire di una delle misure di politiche attive per la formazione e il lavoro. Lo ha riferito il ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Marina Elvira Calderone, rispondendo a una domanda sul Reddito di cittadinanza durante il question time alla Camera. Per le persone “attivabili al lavoro” che percepiscono il Reddito di cittadinanza “dal primo settembre 2023 sarà attiva la specifica misura del supporto per la formazione e il lavoro – ha ricordato – fermo restando l’impianto delle politiche attive già previsto dal decreto 150”. Calderone ha spiegato che tra i nuclei familiari che percepiscono il reddito di cittadinanza “112mila sono attivabili sul Patto del lavoro e 35% di questi ultimi – ha precisato – risulta iscritto a una delle misure di politiche attive previste e quindi godrà del beneficio dal primo settembre. Questo è un obiettivo che il governo non intende mancare, perché è stato trascurato per anni da chi oggi, agitando gli animi, evoca disordini”. Sulla questione relativa alla presa in carico presso i servizi sociali per continuare a percepire il reddito di cittadinanza fino al 31 dicembre, “è stato chiarito che il limite temporale dei 7 mesi previsto in legge di Bilancio non si applica ai percettori del reddito che prima della scadenza di questo limite temporale sono stati presi in carico dai servizi sociali, in quanto non attivabili al lavoro. Per questa platea i servizi sociali, non oltre il 31 ottobre 2023, dovranno comunicare all’Inps l’avvenuta presa in carico. In assenza di questa di questa comunicazione l’erogazione è sospesa, ma potrà essere riattivata. E’ evidente – ha rivendicato Calderone – una forte attenzione del governo nel garantire un sostegno continuo ai nuclei più vulnerabili, sino all’entrata in vigore del nuovo assegno di inclusione”.
Gilberto Pichetto Fratin (6), ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica **
Il capo del dicastero è intervenuto a “Start” per discutere dell’emergenza climatica e dei piani del governo per fronteggiarla: “Servono grandi opere, bisogna accelerare su quelle già finanziate e mai partite”. Sulla responsabilità dell’uomo per il cambiamento climatico: “Il dibattito è se si tratti di un fattore ciclico della terra o dell’impatto dell’uomo. Ed è un dibattito che lasciamo agli scienziati. Non so quanto sia dovuto all’uomo o al cambiamento terrestre”. I forti temporali che hanno colpito il Nord Italia negli ultimi giorni e le temperature record e i roghi che stanno bruciando le regioni del Sud hanno portato ancora una volta l’emergenza climatica al centro del dibattito pubblico. “È chiaro che quando succedono episodi di queste dimensioni emergono tutte quelle che sono debolezze del sistema, anche ultradecennali”, ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a Start. Sui roghi degli ultimi giorni: “Hanno bruciato 2mila ettari solo delle aree a parco” e per “rimboschire” le zone colpite “ci vorranno almeno uno o due decenni”, ha detto parlando delle fiamme che hanno toccato in particolare Sicilia e Calabria. Sulla responsabilità dell’uomo per il cambiamento climatico, il ministro non si è sbilanciato: “Ogni italiano si rende conto del cambiamento, ogni europeo se ne rende conto. Il dibattito è se si tratti di un fattore ciclico della terra o dell’impatto dell’uomo. Ed è un dibattito che lasciamo agli scienziati. Non so quanto sia dovuto all’uomo o al cambiamento terrestre. Il riscaldamento della terra è cominciato da metà del secolo scorso, che è quello che ha scaricato di più come emissioni. È quello, non è quello, so che però c’è”.
Eugenia Roccella (6), ministro della Famiglia, Natalità e Pari Opportunità
Mattinata di dibattito in aula alla Camera dei Deputati con al centro del contendere l’ormai celebre DDL Varchi proposto da Fratelli d’Italia, che vuole rendere la gestazione per altre e altri “reato universale”. Tutte le opposizioni si sono invece dette contrarie al DDL Varchi, definito “obbrobrio giuridico” in aula dal deputato Alessandro Zan. “Oggi si approva un provvedimento che vuole rendere la GPA reato universale quando è già reato. C’è un disegno preciso che non nasce solo oggi ma che fa parte di un attacco sistematico alle famiglie arcobaleno e ai loro figli attraverso diversi provvedimenti. Questo è il disegno politico della destra. Discriminare una parte dei cittadini non fa parte di una democrazia”. “Questa legge introduce uno stigma. Un marchio di infamia che condizionerà per sempre le vite dei figli delle famiglie arcobaleno”. “Ricordo che chi commette atti di tortura all’estero in Italia non è punibile. Spesso vale per chi si macchia del delitto di riduzione in schiavitù e anche del delitto di prostituzione minorile. Dovrebbe essere invece punito in Italia chi fa ricorso alla GPA in Paesi dove è regolamentata e legittima. Dite no alla tortura universale, no alla schiavitù reato universale e dite sì a GPA reato universale! Allora Giorgia Meloni deve avere il coraggio di guardare negli occhi Elon Musk che ha avuto una figlia nata da GPA e dirgli che è un criminale, e invece gli ha aperto le porte di Palazzo Chigi con tanto di fanfara dei carabinieri, perché è di destra e anche ricco Giorgia Meloni ha chiuso entrambi gli occhi. Perché se sei ricco e di destra, per Meloni la GPA evidentemente non è più un problema“, ha concluso Zan.
Guido Crosetto (5 1/2), ministro della Difesa **
Il ministro della Difesa Guido Crosetto – quando era un arrembante dirigente di partito che si occupava di Difesa e prometteva di non diventare ministro per evitare il conflitto di interessi che poi è magicamente svanito – si distingueva per la sua ironia su chi vedeva “fascisti dappertutto” lamentando una drammatizzazione della ferocia sparsa in giro da parte dei “comunisti”. Per Crosetto ovviamente sono comunisti tutti quelli che non hanno in casa un busto di Mussolini. Qualche giorno fa senza pensarci troppo ha detto quello che pensano in molti sul vomitevole libro (omofobo e razzista) del generale Roberto Vannacci: “farneticazioni” che “screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione”, disse Crosetto, prima di fare partire un’azione disciplinare. Il problema è che i suoi elettori e i suoi alleati sono fatti della stessa pasta del generale Vannacci e quindi hanno cominciato ad azzannare il ministro, manca poco che gli diano del “comunista”. Crosetto è stato attaccato dal suo collega di partito Galeazzo Bignami (quello che con molta meno fatica ha indossato una divisa nazista senza sprecare tempo a scrivere libri), il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli e ieri anche dal suo collega ministro Matteo Salvini, che per erodere voti a Giorgia Meloni è disposto a tutto.
Nello Mesumeci (5 1/2), ministro della Protezione Civile e Politiche del Mare *
“Recuperare i ritardi sul fronte dei cambiamenti climatici che stanno investendo l’Italia”. Dopo i giorni catastrofici che hanno colpito il Paese, con violente tempeste al Nord e temperature record al Sud dove ancora imperversano gli incendi, l’imperativo di un piano d’azione si fa sempre più pressante nel governo e non solo. Anche se rispetto ai giorni precedenti la situazione sembra migliorare, le fiamme continuano in Puglia e Sardegna. In 48 ore sono stati una sessantina i soccorsi aerei per lo spegnimento degli incendi mentre negli ultimi giorni i vigili del fuoco hanno effettuato quasi seimila interventi: 3.232 al Sud per i roghi e 2.400 nelle regioni del Nord. Lo stesso presidente della Repubblica è nuovamente intervenuto sulle calamità. “Le terribili immagini” delle catastrofi che hanno colpito varie regioni italiane, “legate alle conseguenze del cambiamento climatico”, sono tali che “tante discussioni” sulle loro cause “appaiono sorprendenti. Occorre avere la consapevolezza che siamo in ritardo”, avverte Mattarella. Del resto il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, nella sua informativa urgente alla Camera cita numeri mai visti: “nel Meridione abbiamo registrato ondate di calore di assoluta eccezionalità sia nell’intensità sia nella persistenza, con temperature oltre i 40 gradi e con punte fino ai 46 e i 48, valori superiori ad ogni precedente record storico”, ricorda, sottolineando che, “al netto di ogni sciocco negazionismo, bisogna prendere atto che questa nazione fragile e vulnerabile necessita di una cura per essere in condizione di affrontare eventi che sarebbe errato considerare eccezionali”. Poi arriva una riflessione: “bisogna capire perché centinaia di milioni che risultano assegnati dal computer alla messa in sicurezza del territorio non siano stati ancora utilizzati.
Roberto Calderoli (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie
“La prima tessera della Lega l’ho fatta nel 1987. Sa quanto con quanto dolore faccio questo discorso?”. In un inciso di questa lunga chiacchierata – che parte dal boom degli sbarchi, dal silenzio della Lega sul tema e dalle promesse non mantenute da Giorgia Meloni sul tema dell’immigrazione e arriva fino all’autonomia differenziata e al futuro del partito oggi guidato da Matteo Salvini – Roberto Castelli tiene a ricordare quanto è saldo il suo legame con la Lega delle origini. Con il Carroccio di Umberto Bossi. Con il partito del Nord “che ora ha perso la metà dei tesserati ed è la copia di FdI”. Proprio per questo, forse, il giudizio dell’ex ministro della Giustizia – ora presidente di Autonomia e Libertà – sull’operato del governo in tema di immigrazione è particolarmente duro. E i numeri degli sbarchi registrati negli ultimi giorni sono da considerare, per usare le sue parole, “un doppio fallimento” dell’esecutivo.
Adolfo Urso (5), ministro delle Imprese e Made in Italy **
Secondo il ministro Urso il caro benzina non esiste. Anzi, “depurati dalle accise, sono i prezzi industriali più bassi rispetto ai grandi attori europei, rispetto alla Spagna, alla Germania, alla Francia”. Depurati dalle accise, appunto. Ma quelle, per il ministro del Made in Italy del governo di centrodestra, non si toccano: come un Peppe Provenzano di Fdl. “Le accise non le togliamo perché sono servite a finanziare il duplice taglio del cuneo fiscale e servono anche ad alimentare i salari bassi. Consiglio a tutti di rifornirsi con il self service che ovviamente ha un prezzo più basso”. Ci serviva Adolfo Urso per farci sapere che al self service il pieno costa meno, ma soprattutto che non c’è bisogno di Provenzano all’opposizione per dire che ci sono tasse buone (anche se piatte).
Matteo Salvini (5), ministro delle Infrastrutture e Trasporti **
Al Caffè della Versiliana torna il leader e segretario federale della Lega Matteo Salvini. Il talk show promosso dalla Fondazione Versiliana in collaborazione con il Comune di Pietrasanta vedrà ospite sabato 12 agosto alle ore 18,30 il vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che ai microfoni del direttore di ‘Libero’ Alessandro Sallusti porterà il suo punto di vista sui grandi temi dell’attualità politica del nostro Paese, dal reddito di cittadinanza al salario minimo, dalla riforma della giustizia alle energie rinnovabili. Gli Incontri al Caffè hanno luogo tutti i pomeriggi allo ‘Spazio Caffè Romano Battaglia’ alle ore 18.30. Ingresso libero. Il programma completo sul sito www.versilianafestival.it
Maria Elisabetta Alberti Casellati (4 1/2), ministro delle Riforme Istituzionali e Semplificazione Normativa
Presto la ministra per le Riforme Istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, sarà cittadina onoraria di Cassino. La proposta arriva direttamente dal sindaco della città martire, Enzo Salera, che ieri mattina ha fatto visita all’ex presidente del Senato accompagnato dalla dirigente scolastica del Liceo “Carducci” Licia Pietroluongo e dal presidente della Banca popolare del Cassinate Vincenzo Formisano. La ministra, infatti, è particolarmente legata alla città martire, dove ha trascorso la sua infanzia e formandosi proprio tra i banchi del “Carducci”.
Anna Maria Bernini (4 1/2), ministro dell’Università e della Ricerca *
E’ stata illustrata alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini la proposta di istituzione di una laurea in giornalismo come canale prioritario per l’accesso alla professione. La ministra ha ricevuto presso la sede del MUR di Roma una delegazione del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti composta dal presidente Carlo Bartoli, dal vicepresidente Angelo Baiguini, dalla segretaria nazionale Paola Spadari e dal tesoriere Gabriele Dossena. Nel corso dell’incontro, cordiale e costruttivo, il presidente Bartoli ha spiegato i motivi di fondo per cui il Consiglio nazionale ha varato, alla unanimità, il documento con cui si avanza la proposta di una laurea in giornalismo. Bartoli si è infatti soffermato sulla necessità di alzare il livello qualitativo di formazione delle future generazioni di giornalisti al fine di renderli pronti ad affrontare le continue sfide delle innovazioni tecnologiche e delle trasformazioni sociali. Il presidente nazionale dell’Ordine ha anche specificato che la proposta è rivolta innanzitutto al Parlamento essendo necessario, in via preliminare, una modifica della legge istitutiva dell’Ordine, la numero 69 del 1963.
Paolo Zangrillo (3 1/2), ministro della Pubblica Amministrazione *
“Il Dl Pa, che lo scorso giugno il Parlamento ha convertito in legge, attribuisce al Formez nuove funzioni – commenta il Ministro Zangrillo –. Alla formazione e al reclutamento è stata infatti aggiunta l’assistenza tecnica alle amministrazioni, in particolare ai Comuni con meno di 5mila abitanti, nell’attuazione del Pnrr. Il Piano è una sfida che non possiamo perdere e gli enti attuatori devono disporre di ogni strumento utile a mettere a terra entro il 2026 i tanti progetti avviati. Ringrazio Marcello Fiori per avere guidato, da commissario straordinario, questa importante fase di transizione. Sono certo che l’esperienza e le capacità del presidente Anastasi permetteranno al Formez di compiere un ulteriore salto di qualità”.
Alessandra Locatelli (3 1/2), Ministero della Disabilità **
Il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli ha fatto visita sabato pomeriggio alla spiaggia “Tutti al mare. Nessuno escluso” di Punta Marina, gestita dall’associazione faentina ‘Insieme a te’. Sono tantissime le persone con disabilità che negli ultimi 5 anni hanno potuto usufruire della spiaggia di Punta Marina. Lo stabilimento balneare senza barriere è il sogno diventato realtà di Dario Alvisi, malato di Sla scomparso nel 2018, concretizzato dalla moglie Debora Donati. Dopo la sperimentazione partita nel 2018, l’associazione “Insieme a te” si è aggiudicata il bando per l’assegnazione temporanea della concessione demaniale marittima per la realizzazione, in maniera stabile, di una spiaggia attrezzata e organizzata per l’accoglienza in via esclusiva di persone con disabilità motorie, sensoriali, intellettive e loro accompagnatori. Nell’incontro la ministra ha rimarcato lo spirito di squadra dei volontari.
Giuseppe Valditara (n.c.), ministro dell’Istruzione e Merito ***
L’apertura delle scuole durante l’estate rappresenta un nuovo progetto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che mira a risolvere due problemi di rilievo: la dispersione scolastica e l’onere finanziario dei centri estivi per le famiglie. Questa proposta, come rivelato in un’intervista a Libero, è stata concepita per assistere gli studenti che necessitano di recuperare e per potenziare la formazione nell’ambito dell’Agenda Sud. Quest’iniziativa utilizza i fondi del Pnrr e del Pon per combattere la dispersione scolastica. Quest’anno sono state aggiunte 768 scuole ai 2800 istituti già coinvolti, per un totale di oltre 3500 scuole disponibili per progetti individuali. L’offerta riguarda studenti di ogni ordine e grado, da quelli della scuola primaria fino alle scuole superiori, con la partecipazione su base volontaria.
Luca Ciriani (n.c.), ministro dei Rapporti con il Parlamento ***
Sfiducia Santanchè. Dieci i ministri presenti (sul totale di 25), tra cui il vicepremier Matteo Salvini, seduto accanto a lei. Per FdI, stesso partito della ministra, ci sono Raffaele Fitto, Nello Musumeci, Eugenia Roccella, Luca Ciriani. Presenti anche Giancarlo Giorgetti, Elvira Calderone, Andrea Abodi.
Urla e cori “Vergogna! Vergogna!’ da parte dei senatori del centrodestra contro il senatore del M5s, Ettore Licheri, che ha concluso il suo intervento in Aula dando dei “pagliacci” alla maggioranza, durante la discussione della sfiducia alla ministra Daniela Santanchè, proposta dai 5S. Alle sue parole, i pentastellati hanno applaudito. Dai banchi della destra, invece, molti hanno reagito urlando a Licheri: “Ridicolo. Vergognati!”. Oppure “Chiedi scusa”. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, è intervenuto per placare gli animi dicendo che “ciascuno si prende la responsabilità di quel che dice”.
Gennaro Sangiuliano (n.c.), ministro della Cultura ***
Un distretto culturale, artistico e creativo nel cuore di Mestre per allargare l’offerta rivolta ai cittadini di tutta l’aera metropolitana. Un investimento di 22 milioni di euro finanziati dal Comune di Venezia, con fondi disponibili dall’efficientamento del Bilancio, e dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, che punta a incrementare lo scenario strategico dei luoghi della cultura. Un progetto, voluto dal sindaco Luigi Brugnaro, che parte dalla pianificazione del nuovo distretto artistico, che passa dalla riqualificazione dell’Ex Emeroteca, di alcuni spazi del Centro Culturale Candiani e del Palaplip (per un totale che supera i 9 milioni di euro) e si integra con gli altri investimenti fatti dall’Amministrazione comunale negli ultimi anni. Quello messo in atto per il “cantiere” di Villa Erizzo che dal 2016 ha raggiunto l’importo di oltre 8 milioni per l’ampliamento della Biblioteca Vez, a cui si aggiunge la decisione dell’Amministrazione di acquisire nel 2019 il Teatro Toniolo per un importo di 5,7 milioni di euro. Teatro per il quale l’Amministrazione investe annualmente circa 700mila euro, di cui 350 mila euro per la produzione di stagioni teatrali di alta qualità. Luoghi dell’arte e del sapere visitati oggi dal ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, accompagnato dagli assessori al Turismo, Simone Venturini, ai Lavori Pubblici, Francesca Zaccariotto, ai Servizi al cittadino, Laura Besio, dalla consigliera delegata alla “Città di Venezia, cultura: attività teatrali e cinema”, Giorgia Pea, ed alcuni dirigenti comunali di settore.
Andrea Abodi (n.c.), ministro dello Sport e Giovani ***
Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, oggi a Roma ha incontrato il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli. Quello odierno è stato un primo confronto volto a creare tra le parti sinergie finalizzate a iniziative comuni nei territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma. Il Commissario Castelli ha consegnato ad Abodi un report sullo stato dell’arte di tutti gli interventi di ricostruzione delle infrastrutture sportive danneggiate dal terremoto del 2016 e illustrato le numerose iniziative progettuali finanziate dal Piano complementare sisma, sia per la rigenerazione urbana legata a strutture e impianti sportivi, sia per lo sviluppo e il consolidamento del settore sportivo. “Il Ministro Abodi – ha dichiarato il Commissario Castelli – ha mostrato disponibilità immediata alla collaborazione e mi ha fatto estremamente piacere la sua attenzione nei confronti dei nostri territori, che hanno un grande potenziale, e la sua comprensione dell’importanza della riparazione socioeconomica. Lo sport – ha aggiunto – è uno strumento eccezionale di aggregazione e di coesione tra persone e comunità, dobbiamo promuoverlo e farne il miglior uso possibile, lavorando di squadra”.
Alfredo Mantovano (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ***
Questa mattina il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha incontrato una delegazione della Chiesa siro cattolica, composta da Mons. Jacques Mourad, Arcivescovo di Homs dei Siri, Mons. Denis Antoine Chahda, Arcivescovo siro cattolico di Aleppo, e Mons. Rami Al-Kabalan, Vescovo di Aretusa dei Siri. L’incontro è stato voluto fortemente da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS Italia), rappresentata dalla Presidente Sandra Sarti e dal Direttore Alessandro Monteduro. Mons. Jacques Mourad, co-fondatore insieme a Padre Paolo Dall’Oglio della Comunità Monastica di Deir Mar Musa, ha anzitutto ricordato la figura del suo confratello a pochi giorni dal decennale del rapimento avvenuto a Raqqa il 29 luglio 2013, nell’auspicio che le ricerche del religioso disperso non si interrompano. L’Arcivescovo di Homs dei Siri ha inoltre descritto le sofferenze del popolo siriano, duramente colpito dall’embargo. Mons. Antoine Chahda ha denunciato la mancanza di entrate finanziarie, senza le quali il popolo, ad Aleppo e altrove in Siria, non può pagare luce elettrica, cibo e medicine. Mons. Rami Al-Kabalan ha sottolineato l’importanza di sostenere il sistema educativo cattolico. Molte scuole sono state infatti nazionalizzate o chiuse, precludendo così non solo l’istruzione, ma anche il dialogo fra le diverse componenti religiose, così importante per evitare la radicalizzazione.










































