Governo

Governo Draghi: ventunesimo mese (pagella finale)

Mario Draghi (10), presidente del Consiglio dei ministri

Mario Draghi e Giorgia Meloni

“L’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica. Chi non fosse d’accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo”, scrive il premier in pectore in una nota “Su una cosa sono stata, sono, e sarò sempre chiara. Intendo guidare un governo con una linea di politica estera chiara e inequivocabile. L’Italia è a pieno titolo, e a testa alta, parte dell’Europa e dell’Alleanza atlantica. Chi non fosse d’accordo con questo caposaldo non potrà far parte del governo, a costo di non fare il governo”, scrive la leader di Fdi, Giorgia Meloni in una nota. “L’Italia con noi al governo – sottolinea – non sarà mai l’anello debole dell’occidente, la nazione inaffidabile tanto cara a molti nostri detrattori. Rilancerà la sua credibilità e difenderà così i suoi interessi. Su questo chiederò chiarezza a tutti i ministri di un eventuale governo. La prima regola di un governo politico che ha un forte mandato dagli italiani è rispettare il programma che i cittadini hanno votato”

È arrivato il comunicato ufficiale del Quirinale: «Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – si legge – ha convocato alle 16.30 di questo pomeriggio, al Palazzo del Quirinale, l’onorevole Giorgia Meloni». L’incarico arriverà quindi questo pomeriggio. Tempi rapidissimi per la pausa di riflessione che, per prassi, il presidente della Repubblica prende dopo le consultazioni con la maggioranza.

Sergio Mattarella ha ringraziato Mario Draghi per “l’eccellente lavoro svolto e i lusinghieri risultati ottenuti”. Nel corso della colazione di lavoro alla vigilia del Consiglio europeo, il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio e i ministri hanno affrontato come da prassi sui temi all’ordine del giorno di domani, in particolare la delicatissima questione energetica rispetto alla quale è stata ribadita la posizione italiana. Essendo l’ultimo pranzo pre consiglio del governo Draghi, il presidente Mattarella ha ringraziato il presidente del consiglio e i ministri presenti e ha chiesto al presidente Draghi di portare il suo saluto e il suo ringraziamento anche agli altri esponenti dell’esecutivo uscente non presenti all’appuntamento.

Marta Cartabia (8), ministro della Giustizia

“Voi siete la prima immagine del rinnovamento nel mondo della Giustizia”. Le parole di benvenuto della Guardasigilli, Marta Cartabia, che ha accolto questa mattina in sala Livatino, insieme a tutti i Capi dei Dipartimenti del ministero, i nuovi Magistrati ordinari in tirocinio (Mot). “Sarete i primi che entrano in servizio dopo la conclusione di una fase di riforme normative importanti, e nel mezzo di una trasformazione”. L’incontro è avvenuto il giorno dopo la pubblicazione delle riforme dei processi penale e civile e dell’Ufficio per il processo nella Gazzetta Ufficiale: “Avete l’energia, e l’inizio è il momento più bello, da cui dover attingere sempre per ritrovare la forza”, prosegue.

Roberto Speranza (7), ministro della Salute.

L’uomo delle restrizioni se ne va (per fortuna) lasciando un regalino. Speranza, l’ultras chiusurista, dà l’addio a modo suo. L’ultimo atto dell’ormai ex ministro della Salute, l’uomo che durante una pandemia ha trovato il tempo di scrivere un libro per poi ritirarlo dal mercato, è una vagonata di raccomandate (almeno un milione) inviate dall’agenzia Entrate e Riscossione (l’ex Equitalia) agli over 50 che non hanno rispetto gli obblighi vaccinali. L’elenco, con nomi, cognomi e inidirizzi di chi ha deciso di sottrarsi al siero, lo ha stilato proprio il Ministero. Entro il 30 novembre gli irriducibili no vax potrebbero trovare nella cassetta delle lettere la cartella esattoriale per saldare la multa da 100 euro.

Luigi Di Maio (7), ministro degli Esteri

Le dimissioni dell’ex ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, sono già state comunicate al Direttivo del partito. “Non ci sono se, ma o scuse da accampare: abbiamo perso”, aveva detto Di Maio commentando l’esito delle elezioni politiche, che l’avevano visto escluso dal Parlamento. Impegno Civico, alla tornata elettorale del 25 settembre, si era fermato allo 0,6% di preferenze, ben al di sotto della soglia di sbarramento. Dopo l’esito, Di Maio era scomparso anche dai social. Non si prevedono prospettive per questo nuovo partito che vede il suo atto finale, nonostante sia stato appena fondato. E con lui vede la fine della carriera politica per Di Maio e per tutte le persone che lo avevano seguito fuori dall’avventura del M5s.

Daniele Franco (6 1/2), ministro dell’Economia

Il governo Draghi, in uno dei suoi ultimi atti ufficiali, ha prolungato la riduzione delle accise sul carburante. Il prezzo della benzina, quindi, sarà ancora tenuto basso dal governo nelle prossime settimane. La misura, varata per la prima volta a marzo 2022 e da allora sempre riconfermata, è attualmente già in vigore, ma sarebbe scaduta il 31 ottobre. Il ministero dell’Economia, invece, l’ha estesa fino al 18 novembre. Il nuovo governo, così, avrà il tempo di trovare i soldi necessari per – eventualmente – prolungarla ancora.

Giancarlo Giorgetti (6), ministro dello Sviluppo Economico

L’ex ministro leghista dello sviluppo economico dovrebbe approdare al ministero dell’Economia. Da quando è iniziato a circolare il suo nome per la casella di ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti ha incassato solo giudizi positivi. L’ultimo del ministro uscente Daniele Franco che, nella sua ultima intervista, lo ha definito “adattissimo”, chiosando: “farà sicuramente bene”.

Mara Carfagna (6), ministro del Sud e Coesione territoriale

“Al di là di figure come quelle di Nordio o di Piantedosi, io non vedo nel governo appena insediato quest’alta caratura tecnica. E non la vediamo perché, lo sappiamo, molti profili tecnici hanno rifiutato la proposta di entrare a far parte di questo governo dove ci sono anche delle contraddizioni e delle conflittualità che non incentivano la partecipazione di personalità esterne”. Mara Carfagna, ex ministra di Forza Italia oggi esponente di Azione-Italia Viva, intervistata nel corso della Festa dell’Ottimismo del Foglio in corso a Firenze non regala giudizi teneri a Giorgia Meloni e al suo neonato governo. 

Mariastella Gelmini (5), ministro degli Affari regionali e Autonomie

Per quanto riguarda viale Trastevere il nome più accreditato al momento è quello di Giuseppe Valditara. Tecnico a lungo associato alla Lega Nord, il docente di diritto romano ha fatto il suo ingresso in parlamento con Alleanza nazionale, con cui è stato eletto senatore per la prima volta nel 2001. Relatore di maggioranza della riforma dell’università durante il governo Berlusconi, quando al ministero dell’Istruzione c’era Maria Stella Gelmini, Valditera è stato poi nominato a capo del dipartimento per la Formazione superiore e la ricerca durante il primo governo Conte. Il 61enne professore all’università di Torino non è riuscito a entrare in parlamento alle scorse elezioni, in cui era candidato con la Lega, ma è considerato uno dei consiglieri più ascoltati da Matteo Salvini. Il suo nome come ministro dell’Istruzione sarebbe anche apprezzato da Fratelli d’Italia.

Andrea Orlando (4 1/2), ministro del Lavoro e Politiche Sociali

«Il Pd deve fare un congresso vero. Dove si decida da che parte sta nel conflitto sociale, su come si intende combattere le diseguaglianze, discutere su come contrastare il malessere generale degli italiani e le situazioni di difficoltà di alcuni settori dell’impresa e del lavoro».  È quanto ha dichiarato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, a margine dell’incontro tenutosi a Cosenza in occasione della presentazione del libro dell’esponente dem calabrese Carlo Guccione sulla Sanità. «Partirei da temi base insomma, piuttosto che discutere di leadership, di correnti e di posizionamenti interni».

Elena Bonetti (4 1/2), ministro della Famiglia e Pari Opportunità

La Ministra Elena Bonetti ha partecipato oggi alla riunione dei Ministri G7 responsabili per le pari opportunità, organizzata dalla Presidenza tedesca del G7 a Berlino. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti dei 7 Paesi che compongono il G7, cui si è aggiunta la Commissaria europea Helena Dalli. I temi al centro della riunione sono stati i meccanismi nazionali per le pari opportunità e la misurazione delle politiche per le pari opportunità. Al termine sono state siglate una dichiarazione congiunta, che include un paragrafo sulla situazione venutasi a creare in conseguenza del conflitto in Ucraina per le delle donne ucraine, e una dichiarazione sulla situazione delle donne in Iran.

Massimo Garavaglia (4), ministro del Turismo

Attuale Ceo Enit, Roberta Garibaldi è professore di Tourism Management all’Università degli Studi di Bergamo, da più di 20 anni si occupa professionalmente di turismo, in ambito accademico e istituzionale. Ha svolto attività di ricerca, formazione e consulenza, seguendo progetti applicati per lo sviluppo delle destinazioni e delle reti di turismo in Italia e nel mondo. È autore di numerosi libri e articoli scientifici. Da diversi anni si è dedicata, in particolare, al turismo enogastronomico, curando il Rapporto annuale sul Turismo enogastronomico italiano. Relatore ai principali convegni a livello mondiale, da Unwto – agenzia per il turismo delle Nazioni Unite – al World Economic Forum di Davos, fa parte di molteplici comitati scientifici ed associazioni nazionali ed internazionali. Roberta Garibaldi succede a Armando Peres, da 13 anni all’Ocse, dove ha svolto il ruolo di presidente e vice presidente. 

Luciana Lamorgese (4), ministro degli Interni

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha inviato ai prefetti e ai vertici delle Forze di polizia lettere di ringraziamento per la delicata e preziosa attività svolta sui territori negli ultimi tre anni per garantire la sicurezza e la coesione sociale. In particolare, la titolare del Viminale, nella lettera ai prefetti, ha evidenziato «come la democrazia si fonda sulla fiducia tra istituzioni e società civile, presupposto sul quale si consolida la crescita di una comunità nella cornice di garanzia del rispetto dei diritti costituzionali», invitandoli ad essere «suscitatori di questa fiducia, consapevoli di essere chiamati a un quotidiano e silenzioso servizio in cui sensibilità ed equilibrio sono alla base di una vocazione civile, volta alla cura del bene comune. Siete stati sicuri – e spesso creativi – interpreti di situazioni difficili», ha evidenziato il ministro Lamorgese rivolgendosi ai prefetti, sollecitandoli «grazie alla prossimità, che costituisce l’autentica dimensione della vocazione dell’Amministrazione dell’Interno, a suscitare energie e creare sinergie, sempre con il fine ultimo della coesione sociale. Nel rinnovare il mio ringraziamento per il supporto che mi avete assicurato – ha aggiunto – Vi auguro di conservare sempre l’orgoglio di appartenere a questa Amministrazione e Vi invito a saper interpretare costantemente con onore le funzioni istituzionali a cui siete chiamati».

Patrizio Bianchi (3), ministro dell’Istruzione

“Grazie a tutte e tutti per il cammino fatto insieme in questi mesi. Sono felice e onorato di essere stato il vostro Ministro dell’Istruzione e di aver lavorato con voi per una scuola aperta, inclusiva e affettuosa”. Così l’ormai ex ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi con un video messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook in cui ringrazia per il periodo passato al MI.

Lorenzo Guerini (3), ministro della Difesa

Il Generale Ristuccia è il 13° Comandante Italiano alla guida della missione, iniziata nel 1999 e succede al parigrado ungherese Ferenc Kajari. La cerimonia di avvicendamento si è svolta alla presenza del Ministro della Difesa, On. Lorenzo Guerini, accompagnato dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone ed è stata presieduta dal Comandante dell’Allied Joint Force Command di Napoli (JFC-N), Ammiraglio Stuart Munsch. Il Generale Ristuccia ha voluto aprire il discorso di insediamento ricordando tutti coloro che hanno perso la vita in questa area di crisi “Rivolgo il mio pensiero più profondo ai caduti, non solo a quelli che hanno fatto parte della missione KFOR, ma a tutti coloro che hanno perso la vita nei conflitti che hanno segnato questa regione, ai feriti ed alle famiglie delle vittime innocenti.

Renato Brunetta (3), ministro della Pubblica Amministrazione

“Il Consiglio dei ministri ha dato oggi il via libera al nuovo contratto collettivo nazionale 2019-2021 del comparto Funzioni locali, che riguarda circa 430mila dipendenti di Regioni, Province, Comuni e Camere di commercio, e all’accordo per il personale della carriera diplomatica. Il Governo Draghi taglia così un ulteriore significativo traguardo nel percorso di rilancio dei rinnovi contrattuali, avviato il 10 marzo 2021 a Palazzo Chigi con la firma del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”. Lo ha annunciato Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione, al termine del Cdm.

Federico D’Incà (3), ministro dei Rapporti con il Parlamento e Riforme Istituzionali

Cinquantacinque anni, del Friuli ed ex militante del Movimento Sociale Italiano: è l’identikit di Luca Ciriani, il nuovo ministro per i Rapporti con il Parlamento. Si è laureato in Lettere all’Università di Trieste. È una delle personalità più vicine alla Premier Giorgia Meloni e ha aderito a Fratelli d’Italia dagli esordi. In più, ha anche il ruolo di gestire gli aspetti di democrazia diretta. Questo ministero non era sempre assegnato nella Prima Repubblica, ma con gli anni è andato via via normandosi, data anche la complessità e la delicatezza del ruolo. Il suo precedessore è stato Federico D’Incà. Il ministero rientra tra quelli senza portafoglio su mandato della Presidente del Consiglio.

Vittorio Colao (2), ministro dell’Innovazione Tecnologica e Transizione Digitale

Vittorio Colao torna nel cda di Verizon. L’ex Ministro italiano per l’Innovazione, la transizione digitale e lo spazio aveva già fatto parte del cda di Verizon dal 2019 al febbraio 2021, prima della sua nomina nel governo Draghi. Il nuovo incarico, come si legge nella nota pubblicata online da Verizon Communications, decorre dal 4 novembre. Colao farà anche parte del comitato Corporate governance e policy e del comitato Finanza della telco americana. Nel ruolo di ministro, ricoperto dal febbraio del 2021 all’ottobre del 2022, Colao ha guidato gli sforzi dell’Italia per lo sviluppo della banda larga e della connettività 5G in tutto il Paese, si legge ancora nella nota di Verizon. Che prosegue: “Colao ha una visione unica nelle attività wireless di Verizon come risultato del suo incarico di cinque anni nel board di Verizon Wireless, quando Verizon Wireless era una joint venture tra Verizon e Vodafone”.

Dario Franceschini (2), ministro della Cultura

Con estrema prudenza, Elly Schlein si affaccia alla porta del Congresso Pd e si guarda intorno. Quel nome nuovo, di donna, che romperebbe gli schemi ormai ammuffiti che tanto male hanno fatto al Partito democratico negli ultimi anni piace molto a Enrico Letta e potrebbe trovare convergenze in Dario Franceschini e in una parte della sinistra. Ma la ex vicepresidente dell’Emilia Romagna, neodeputata che del Pd non ha ancora neanche la tessera, prende tempo, proprio per evitare zavorre. E in diretta su Instagram spiega di aderire alla fase costituente, con l’auspicio che «possa prendere ampio spazio una nuova classe dirigente». Un percorso che vede sullo stesso nastro di partenza anche Stefano Bonaccini e Dario Nardella, entrambi poco propensi a ufficializzare la corsa, proprio per la difficoltà di scrollarsi di dosso le correnti, che fino ad oggi hanno mandato avanti (e a volte anche indietro) la vita del Pd. Il sindaco di Firenze si starebbe attrezzando per crearsi da solo una base, fatta di sindaci e realtà locali, con cui sta organizzando una iniziativa «sui temi della sinistra». Un modo, appunto, per scongiurare eventuali endorsement della vecchia guardia.

Enrico Giovannini (2), ministro delle Infratrutture e Mobilità Sostenibili

Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, esprime soddisfazione per l’aggiudicazione della gara per gli interventi sulla tratta ferroviaria Palermo-Catania-Messina, che rappresenta “l’ultimo target del 2022 per gli investimenti di competenza del Mims, previsto dal Pnrr per il 2022. Gli investimenti lungo l’asse ferroviario siciliano – aggiunge – consentiranno di percorrere in meno di due ore la distanza tra Palermo e Catania. Riduzioni dei tempi di viaggio saranno progressivamente possibili grazie all’attivazione per fasi dei nuovi tratti di linea”.

Roberto Cingolani (2), ministro della Transizione Ecologica

Dal ministero della Transizione ecologica Roberto Cingolani non andrà via immediatamente. È lo stesso ministro a confermare le indiscrezioni dei giorni scorsi, secondo cui avrebbe potuto svolgere un incarico per il nuovo governo e il suo successore. Protagonista di alcuni incontri anche con Giorgia Meloni, per un breve periodo sembrava anzi che Cingolani potesse restare come ministro tecnico nel nuovo esecutivo. Un’ipotesi tramontata con il succedersi dei totoministri e le ambizioni dei partiti di centrodestra su quasi tutte le caselle a disposizione. Di restare comunque «c’è stata una possibilità – ha spiegato Cingolani ospite su Rete4 a Quarta Repubblica – ne abbiamo parlato, ma non avevo possibilità». A chiudersi secondo il ministro è proprio una stagione, cioè quella dei ministri tecnici: «C’è un tempo per loro e uno per la politica. Credo che il mio compito sia esaurito». Il ministro uscente però dice di aver parlato anche con Mario Draghi e, d’accordo con lui, «ho detto che sicuramente un periodo di supporto al mio successore lo do volentieri, per la continuità e perché è importante che l’Italia si presenti nei consessi internazionale con una certa continuità di approccio». I retroscena delle ultime ore sulla squadra del possibile governo Meloni riportano nel ruolo di ministro della Transizione ecologica il forzista Gilberto Pichetto Fratin. Dovrebbe essere lui quindi a dover affrontare le questioni complicate dalla crisi energetica: «Ora siamo quasi in fondo a un percorso – dice Cingolani – quello del price cap, è bene che sia chiuso al più presto, nell’interesse delle imprese e dei cittadini».

Fabiana Dadone (1), ministro delle Politiche Giovanili

Secondo i piani di Giuseppe Conte chi verrà “risarcito” con un nuovo lavoro, verrà ricollocato negli uffici dei gruppi parlamentari con stipendi pagati dai sodi pubblici stanziati dalla Camera e Senato. Secondo quanto trapela, gli incarichi disponibili tra Montecitorio e Palazzo Madama sono circa 12, soprattutto negli uffici legislativi e nello staff della comunicazione “governato” da Rocco Casalino. I nomi in corsa per dare una mano ai neo-eletti sono sempre gli stessi. Dai “big” Paola TavernaRoberto Fico, Vito Crimi, Fabiana Dadone ad altri ex parlamentari rodati e di fede “contiana” come l’ex tesoriere del gruppo alla Camera Claudio CominardiLaura Bottici, l’ex vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni e l’ex sottosegretario Carlo Sibilia.

Roberto Garofoli (n.c.), sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

Si è svolta a Palazzo Chigi la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne tra il Presidente uscente, Mario Draghi, e il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
A seguire si è tenuta la prima riunione del Consiglio dei Ministri.
Sabato 22 ottobre il nuovo Governo ha giurato al Quirinale nelle mani del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accompagnata dal Consigliere Militare, ricevuti gli Onori militari, passa in rassegna il Reparto d’Onore schierato all’interno del cortile di Palazzo Chigi. Dopo il saluto del Segretario generale della Presidenza del Consiglio, è condotta, attraverso lo Scalone d’Onore, nella Sala dei Galeoni, dove è accolta dal Presidente uscente, Mario Draghi, con cui raggiunge lo Studio Presidenziale per il passaggio di consegne. Al termine dell’incontro riservato tra i due Presidenti, accedono nello Studio il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio uscente, Roberto Garofoli, ed il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio designato, Alfredo Mantovano.

Stefano Patuanelli (n.c.), ministro dell’Agricoltura

Non sarà facile, di questo ne è consapevole, anche perché la corsa del suo governo è giunta al termine, ma l’ultimo tentativo lo farà comunque. Della strategia italiana Draghi ne ha parlato anche nella consueta colazione di lavoro pre-Consiglio al Colle. Secondo quanto trapela, la crisi energetica ha occupato buona parte del tempo dei colloqui tra il premier, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e alcuni ministri, tra i quali il responsabile della Farnesina, Luigi Di Maio, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, dell’Economia, Daniele Franco, dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Roberto Garofoli.

Erika Stefani (n.c.), Ministero della Disabilità

Erika Stefani, vicentina di Trissino, avvocato, senatrice per la terza legislatura consecutiva della Lega, è stata ministro per le Disabilità nel Governo Draghi e per gli Affari Regionali nel Governo Conte 1. Nel prossimo Governo Meloni non lo sarà più e, infatti, è appena stata stata eletta segretaria del Senato all’interno dell’Ufficio di Presidenza. Il nuovo incarico è incompatibile con quello di ministro ed ha dovuto rassegnare anticipatamente le dimissioni ma solo qualche giorno prima del passaggio di consegne al nuovo Governo. Oggi è già nel suo nuovo ufficio al Senato, dove si è trasferita in mattinata con un frettoloso trasloco.

Maria Cristina Messa (n.c.), ministro dell’Università e della Ricerca

“Questa è un’iniziativa molto importante non solo per la città di Napoli ma come segnale forte di quanto un’istituzione come l’Università può fare per il proprio territorio e per il proprio Paese”. Lo ha detto il ministro per l’Università, Maria Cristina Messa, arrivando a Scampia per partecipare all’inaugurazione della nuova sede della Federico II che accoglie i corsi di Professioni sanitarie della facoltà di Medicina. “È un’iniziativa importante che oggi ha un’inauguarzione – ha aggiunto – ma che va curata, seguita, portata avanti e aiutata anche dallo Stato che non può ignorare parte del proprio Paese e dunque essere qui oggi di persona è fondamentale per portare la presenza dello Stato”.

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