Centrosinistra

Cuperlo. Il fine carriera di un politico sempre indeciso

Assemblea nazionale Pd entrano molti volti nuovi

Gianni Cuperlo

Le cronache narrano che è attivo in politica dal 1988 quando iniziò la sua esperienza con la Sinistra Giovanile e nel corso degli anni segue il salto nella politica nazionale entrando in parlamento nel 2006. In tutta la sua carriera politica è preferito restare in seconda fila, assecondando le scelte di altri (sopratutto di Massimo D’Alema). Quando si è trattato di fare un salto in prima classe si è sempre fatto trovare in preparato.

La grande occasione arriva alla fine del 2013 quando si cerca di trovare il successore a Bersani come segretario del Pd (Epifani si è prestato a fare da tappabuchi in quel momento di inter-regno). La vecchia guardia, quella che si fa chiamare “ditta” e che ha sempre governato il partito decide che lui deve essere il nuovo frontman e lui come ha sempre fatto dice. “Si, signore”. Ma la nuova impresa appare a Cuperlo da subito ostica; perchè per svolgere al meglio quel ruolo dovrebbe avere come qualità delle chiare idee di dove vuole portare il partito e delle riforme che vuole fare (ma su questo ha sempre aspettato che D’Alema gli dicesse cosa fare); ma anche un minimo di presenza scenica che convincesse gli elettori della bontà delle proprie tesi. Ma avendo la vitalità di uno spaventa-passeri non è mai riuscito in questa impresa. E’ naturale, quindi, immaginare che nonostante avesse tutto il partito a favore, ha visto i sorci verdi sia contro Renzi, che contro Civati. E se nel voto con gli iscritti, c’è chi ha fatto il lavoro per lui e pur avendo perso contro Renzi la sconfitta è stata dignitosa; quando due settimane dopo si è trattato di aprire le primarie a tutti, li per poco non veniva superato anche da Civati.

Ma il destino ha continuato ad essere benevolo per lui. Renzi, una volta diventato segretario vuole che il ruolo di presidente venga assunto da un membro dell’opposizione interna; e chi meglio di lui che era stato il suo oppositore alle primarie più votato? Ebbene, lui in primo momento rifiuta, probabilmente perchè sente troppo la pressione della prima fila; ma poi su pressioni di molti (credendo che Renzi si riprenda il poco che aveva ceduto) accetta. Dura poco a gennaio del 2014 è già dimissionario. Quei pochi mesi li passa lamentandosi che Renzi non chieda direttive ogni volta che deve prendere una decisione. E’ naturale, visto che è il solo modo che Cuperlo ha conosciuto di stare nel partito; ma è la stesso metodo che ha portato il centro sinistra ha perdere sempre; o quando vinceva a dividersi costantemente.

Decide quindi, di reciclarsi da oppositore puro all’interno del Pd e per un pò, stancatosi di seguire D’Alema, decide di seguire la vitalità di Civati. In quel periodo partecipa ad incontri “possibili” organizzati da quest’ultimo; ma quando Cuperlo si accorge che Civati intendeva con questo organizzare una scissione fa un passo indietro. Troppa fatica, pensa. Meglio stare nel partito e guardare quello che fanno gli altri. Tanto lamentarsi è gratis. Poi se ne va anche Fassina e lui non fa una grinza. Più problematico è per lui quando è il suo ex “padrone” Massimo D’Alema ad organizzare una scissione. Cerca in tutti i modi di farla rientrare; ma risulta impossibile nell’impresa per uno come lui che non riesce a convincere nemmeno se stesso. Ma alla fine decide che no; meglio starsene nel Pd ed essere sicuro di essere rieletti.

Poi finisce la legislatura e Renzi si appresta a fare le liste delle candidature per le elezioni del 4 marzo. Con tutto il sangue che ha versato Renzi i questa legislatura per conto della minoranza; era normale che chi avesse scelto di non seguire Mdp; avrebbe dovuto accettare di restare nel partito in maniera più costruttiva. Che non vuole dire fare lo yes-man; ma contribuire al successo del partito. Il “protesto se fai le cose senza chiedermi il permesso” di Cuperlo non ha mai avuto un grande successo presso Renzi. E’ così che i tre leader dell’opposizione interna Cuperlo, Orlando ed Emiliano si vedono ridimensionata la propria truppa. A Cuperlo viene proposto di presentarsi al collegio uninominale di Sassuolo. Lui rifiuta, asserendo che preferisce che in quel collegio di candidato una persona del posto. Risultato: viene candidato al suo posto Claudio De Vincenti, nato a Roma.

La carriera politica di Cuperlo si è quindi conclusa non avendo, da un lato accettato di seguire gli scissionisti di Mdp, prendendo il rischio dell’ignoto; ne di accettare le direttive del partito di cui ha deciso di restare. Non si può ovviamente sapere quale sarà il destino di Cuperlo nei prossimo cinque anni (molto probabilmente l’oblio); ma di sicuro non sarà un parlamentare della prossima legislatura.

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