Parlamento

Stipendi parlamentari: dimezzati o legati alle presenze?

Stipendi parlamentari: dimezzati o legati alle presenze

Roberta Lombardi

Quando il Movimento 5 stelle è in difficoltà cerca sempre di fare la proposta che distoglie l’attenzione dai suoi guai. E di guai c’è ne più di uno. Alla non brillantissima gestione del Comune di Roma si aggiunge, la polemica sui rimborsi di Luigi Di Maio. Chi ha per motto “Onestà, onestà” non dovrebbe praticare bene e razzolare male.

Succede così che nel clima di campagna elettorale per il referendum costituzionale, i cinque stelle tirano fuori una proposta di legge (già presentata due anni fa dalla Lombardi) per dimezzare lo stipendio dei parlamentari (diaria e trasferte immutate). Legge in discussione alla Camera (presieduta dal vice-presidente Di Maio) e manifestazione amica fuori da Montecitorio in mano al capo-popolo Di Battista. Quest’ultima per dire la verità di assai scarso successo. Per i grillini si risparmia più con questa legge che con i risparmi proveniente dal referendum costituzionale.

Il Pd ha risposto proponendo che gli stipendi dei parlamentari siano legati alle presenze in aula. L’esempuio più citato è quello di Di Maio, le cui presenze ammontano al 37%. Nel suo caso Di Maio non vedrebbe solo dimezzato lo stipendio, ma molto di più. Il risultato comunque è che il ddl è stato rispedito in commissione, che i grillini hanno ripreso a gridare “Vergogna, vergogna” e che al referendum manca sempre meno.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.