Le liste di Fassina fuori per la corsa per il Comune di Roma. A cominciare dalla corsa per il Campidoglio. “Abbiamo appreso con stupore che la commissione elettorale ha respinto le nostre liste dalla competizione per Roma – dice il candidato a sindaco Stefano Fassina – Si tratta di una decisione che altererebbe pesantemente l’esito delle elezioni amministrative nella Capitale. Presentiamo subito ricorso e nelle prossime ore decideremo quali ulteriori iniziative intraprendere”. “Non capisco come Giachetti possa pensare che quel pezzo di città orientato sul nostro progetto possa votare chi è stato pasdaran del Jobs act, della scuola, dello Sblocca Italia, dell’Italicum… E che vuole tornare a quel modello Roma che ha aggravato le condizioni della città”
A Milano fuori Fratelli d’Italia e Fuxia – Polemiche anche a Milano, dove le liste di Fratelli d’Italia e Fuxia people sono state respinte dalla commissione elettorale e sono pronte a fare ricorso. “La Commissione Elettorale Circondariale di Milano ha emesso un provvedimento di ricusazione della lista di Fratelli d’Italia – AN per il Consiglio Comunale, poiché nella accettazione di candidatura di tutti i 48 candidati, per un puro errore materiale ascrivibile ad un dato tecnico, mancava per ognuno la dichiarazione di non rientrare nei casi di incandidabilità previsti dalla legge Severino – spiega un comunicato del coordinamento milanese del partito -. Tale dichiarazione è invece presente nelle accettazioni di tutti i candidati di Fratelli d’Italia nelle nove liste per i municipi, a riprova che si e’ trattato di mero errore materiale”. E quindi “prima di ogni eventuale ricorso al TAR, previsto dalla legge in tali casi, i presentatori della lista FdI-AN stanno avanzando, entro il termine di ammissibilità della lista (“entro il giorno successivo alla presentazione”) una istanza di revisione allo stesso organo (Commissione Elettorale Circondariale di Milano) allegando le dichiarazioni di insussistenza delle cause di incandidabilità sottoscritte da tutti i candidati della lista al Comune”. Dopo 31 anni Riccardo De Corato rischia però di fermarsi. In attesa dei ricorsi, la lista di Fratelli d’Italia è fuori dalle elezioni. Un vizio di forma, «una cosa da niente». Sta di fatto che l’uomo con la barba rossa e la cantilena pugliese potrebbe rimanere fuori da Palazzo Marino. Lui, lì dentro, ci ha pure dormito. Negli anni 80, quando faceva l’opposizione alle giunte socialiste e viveva di ostruzionismo d’aula e nelle stanzette del Consiglio capitava che si schiacciasse una pisolino.
Entrambe le liste; sia Si a Roma, che Fdi a Milano sono state escluse sia dal Tar, che dal Consiglio di Stato.
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