Editoriali

A che punto siamo con lo scoppio della terza guerra mondiale?

A che punto siamo con lo scoppio della terza guerra mondiale?

A che punto siamo con lo scoppio della terza guerra mondiale?

Come dicevo alcuni post fa ci sono tre fronti: gli occidentali, i filo-russi e l’Isis. Quando due di questi tre fronti si uniranno scoppierà la terza guerra mondiale. Non si sà quanto tempo occorrerà, ma è inevitabile. Molte scelte sbagliate sono state fatte da chi poteva poteva evitare un conflitto; adesso una volta innescati i meccanismi si tratta solo di capire il come e il quando.

Già dal 2011 sono in atto delle trasformazioni nel mondo, che hanno cancellato gli equilibri novecenteschi. Lo stesso Isis è stato creato eliminando delle dittature, ma non il pensiero che le aveva create e quindi innescando guerre su guerre. Non parliamo poi di Guantanamo che ha dato la scusa alla creazione dell’Isis, che arriva là dove Al Qaeda aveva fallito.

Il gruppo occidentale è sempre più immobile e preso dalla paura e dal terrore. Questo provoca un nascente terrorismo che vorrebbe criminalizzare tutti gli immigrati a prescindere. A chi lo dice a questi razzisti che non tutti gli europei (o italiani) sono onesti? Il gruppo filo russo (che comprende i mussulmani sciiti) è in grande spolvero. Si stanno organizzando e la loro entrata sul campo vero della guerra in Siria ha cambiato in peggio le sorti di Daesh (ma la guerra è ancora lunga). Di questo fronte componente importante è l’Iran appena uscito dall’isolamento e in cui gli stati europei sono golosi di esportare i propri prodotti e importante il suo petrolio e il suo gas naturale. Con l’Isis in teoria c’è solo l’Isis. In realtà ci sono stati non dichiarati che collaborano e comprandogli greggio permettono a Daesh di proseguire con questa guerra. Due su tutti sono la Turchia e l’Arabia Saudita. Il caso dell’Arabia è poi lappalissiano visto che il metodo di giustizia è lo stesso di Dash: inginocchiati e via la testa e questo anche per reati di opinione.

Poi ci sono le eccezioni. La Cina inanzitutto che per il momento ha un pò una posizione incolore. Oltre aver giurato vendetta contro Daesh che gli ha giustiziato dei connazionali, non ha fatto molto altro. Poi ci sono i Kurdi che lottano sia per la loro vita di uomini, sia finalmente per formare un loro stato unitario. Ma chi cambierà le sorti di questa guerra saranno i mussulmani sunniti, che a parte Arabia e Turchia sembrano con gli occidentali, ma come loro immobili. L’Egitto sopratutto, che è una potenza locale deve capire se condannare Daesh a parole o impegnarsi davvero. Ci si deve attivare ancora prima di scendere in campo; inanzitutto non essendo ipocriti con Turchia e Arabia Saudita e facendole uscire allo scoperto, proprio come ha fatto la Russia. Proprio per questo anche se non condivido la politica della Russia, credo che in questo frangente sia stata la nazione che si sia mossa in modo migliore. Il fatto desolante è che sia stata l’unica.

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