
Nello Mastursi e Vincenzo De Luca
Secondo la ricostruzione investigativa, Vincenzo De Luca sarebbe stato indotto a promettere a Manna un importante incarico dirigenziale nella sanità campana, con la prospettazione che, in caso contrario, il giudice Scognamiglio avrebbe condizionato in senso negativo la decisione del Tribunale sulla sospensione. Versione alla quale i diretti interessati potranno replicare nei successivi passaggi della vicenda. Gli accertamenti sono nella fase iniziale, dunque l’ipotetico coinvolgimento dei singoli non va in alcun modo interpretato come un’affermazione di responsabilità. Chi lo conosce, parla di Manna come di un manager preparato e ambizioso. Nella sua carriera, muove i primi passi nell’Asl Napoli, dove è uno dei nove funzionari che si occupano delle questioni giuridiche della più importante azienda sanitaria d’Europa. Successivamente, dopo aver superato un concorso, Manna approda con funzioni di dirigente amministrativo all’ufficio legale dell’Azienda pediatrica Santobono dove lavora tuttora. Il 24 dicembre 2014 è stato nominato in un organismo istituito dalla precedente amministrazione, «per il governo e il monitoraggio dello stato dei rischi del sistema sanitario regionale». Commenta Ciro Falanga, senatore di Alleanza liberalpopolare: «Conosco da molti anni la dottoressa Scognamiglio, già giudice a Torre Annunziata. La sua fama è di magistrato serio, equilibrato e preparato. Mi stupisce la contestazione. Se i fatti fossero accertati, si potrebbe ritenere la fine della democrazia nel nostro Paese, in quanto sarebbero compromessi i poteri giudiziari, la sovranità popolare e la politica».
Chissà cosa avrà pensato Vincenzo De Luca quando ha sentito pronunciare da Matteo Renzi la stessa frase che il premier aveva detto riferendosi a Ignazio Marino lo scorso 17 giugno e che ricordava anche quel ben noto “Letta stai sereno”. «De Luca governi. Ho detto in passato, rispetto ad altre persone, se ne è capace. Lo confermo». Tuttavia, a differenza di quanto accaduto con il sindaco di Roma, ha poi aggiunto: «Se c’è una persona che può fare della Terra dei Fuochi e di Bagnoli una sfida decisiva questa è De Luca: sono certo che con De Luca queste due partite saranno sbloccate». L’occasione per discutere del “caso Campania” è offerta dalla conferenza stampa post Consiglio dei ministri. Una riunione nel corso della quale, tra l’altro, si è deciso di destinare 50 milioni per la bonifica di Bagnoli e 450 milioni per quella della Terra dei Fuochi. «Abbiamo molta fiducia nella magistratura, ma il presidente della Regione ha la titolarità, il diritto e il dovere di governare quella terra. Siamo assolutamente certi che il mandato che ha ricevuto sia pieno e che, di conseguenza, ha davanti a sè sfide di grande impatto, perchè la Campania è una regione chiave per il futuro del Sud e del Paese», ha continuato il premier.
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