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Verdini continua a reclutare parlamentari

Verdini continua a reclutare parlamentari

Denis Verdini

Denis Verdini era abituato in Forza Italia ad occuparsi delle candidature dei parlamentari nelle varie elezioni ed era sempre lui a cui si affidava Berlusconi quando serviva reclutare qualche membro dell’altra parte politica. Ora che ha fatto una scissione dal suo ex partito svolge lo stesso ruolo. Recluta parlamentari malcontenti da Forza Italia, da Ncd, da Gal per diventare la seconda gamba della maggioranza superando quelli di Area Popolare. Il suo sogno proibito comunque resta una scissione nel Pd, che permetterebbe di fondersi con il partito di Renzi. Ma questo è gradito solo di lui; al massimo bnrandito come pericolo dalla minoranza Pd, ma di certo non cercato da Renzi.

Era da tempo che l’ex plenipotenziario di Berlusconi non tornava così al centro del gioco. Sostituito nel giardino di Arcore da Dudù e dalle “ragazze” è il grande concimatore di quello renziano: “Il processo è inevitabile. Renzi litigherà con la sinistra fino a rompere e faremo assieme il partito della Nazione. In fondo sto facendo quello che volevo fare con Silvio, uccidere i comunisti”. Proprio l’insofferenza per tutto ciò che è Pci o Ditta anima le conversazioni toscanacce col “giglio magico”. E anche una visione dell’informazione come impiccio. “Camorrismo giornalistico” è l’espressione usata domenica prima da De Luca poi da Verdini, intervenuto, prima della Boschi a un convegno sul partito della Nazione a Salerno con l’ex craxiano e berlusconiano Fabrizio Cicchitto e Lorenzo Cesa.

Nel Palazzo ormai il rapporto tra Matteo e Denis si arricchisce di voci, aneddoti gustosi, storie dei loro trascorsi. Verdini, si sa, è un personaggio riservato, non vanta le sue amicizie. L’editore Verdini era proprietario di fogli regionali e locali – il Giornale della Toscana, il Cittadino di Siena, Metropoli – in Valdarno, nel Chianti e nella Piana. Il distributore Renzi (padre) consegnava i giornali alle edicole. Poi arrivò il Foglio, altro giornale in cui Verdini entra nella compagine editoriale, giornale berlusconiano per eccellenza che sponsorizza Renzi senza se e senza ma. Poi l’incontro ad Arcore, il “piano Rosa tricolore” messo a punto da Dell’Utri e Verdini per fare di Renzi il nuovo leader del centrodestra.

Ecco, c’è tutta una storia da raccontare nel nuovo giardino dove quelli della sinistra si sentono cespugli quasi potati: “Certo – dice Danilo Leva su facebook – che assistere alla difesa d’ufficio di Verdini da parte del vice presidente della Camera Giachetti è davvero triste. Non è questo il verso del Pd”. Ma Denis, per il premier è intoccabile, perché è la certezza che consente, come si è visto sul Senato, di non mediare con la Ditta. È un’altra Ditta. Una Ditta di cui, dal punto di vista di Verdini, la sua vicenda giudiziaria è un pezzo di ragione sociale. Guarda caso, l’ex plenipotenziario di Berlusconi ha annunciato il suo gruppo nel giorno che ha ricevuto la sua quarta medaglia al valor giudiziario: il rinvio a giudizio per bancarotta sulla vicenda del Credito fiorentino. Il processo più temuto, su cui qualche tempo fa temeva una richiesta d’arresto: “Denis – ripete il Cavaliere – pensa che avvicinarsi al governo lo mette a riparo dalla procura di Firenze”. Non è il solo a pensarla così. Il motivo per cui ex berlusconiani come Nitto Palma e Riccardo Villari non hanno aderito è che il “progetto di Verdini è cieco” ed è uno scambio tra “Denis” che pensa di tutelare gli affari suoi e Renzi che vuole una pattuglia per non avere rotture di scatole a sinistra.

Si parla infine di una lista con Scelta Civico per fare il partito di quelli che vogliono votare Renzi senza votare il Pd.

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