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Nomine direttori dei 20 più grandi musei italiani (7 stranieri)

Nomine direttori dei 20 più grandi musei italiani (7 stranieri)

Dario Franceschini

Arrivano tanti direttori stranieri per i musei pubblici più importanti d’Italia. Nella lista dei 20 nominati 7 sono stranieri. Italiani gli altri 13, quattro dei quali tornano dopo prestigiose esperienze all’estero. Franceschini: “Si volta pagina. Sono scelte di altissimo valore scientifico che colmano anni di ritardi”.

L’età media dei vincitori è di 50 anni. Su 20, 10 sono uomini e 10 sono donne. Gli stranieri, tutti cittadini Ue, sono 7 (3 tedeschi, 2 austriaci, 1 britannico e 1 francese), gli italiani che tornano dall’estero sono 4 (tutte donne: Martina Bagnoli, Flaminia Gennari Santori e Paola D’Agostino che rientrano dagli Stati Uniti e Eva Degl’Innocenti dalla Francia). Tre direttori “in rosa” anche a Roma per Galleria Borghese, Gnam e Galleria nazionale di Arte antica. Quanto alle professioni: 14 storici dell’arte, 4 archeologi, 1 museologo/manager culturale e 1 manager culturale. Nominata anche un’interna del ministero. “Davvero con queste 20 nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni”, ha detto il ministro Dario Franceschini che ha sottolineato come la Commissione presieduta da Paolo Baratta e di cui hanno fatto parte Lorenzo Casini (professore di diritto amministrativo dell’Università di Roma La Sapienza ed esperto di legislazione per il patrimonio culturale), Claudia Ferrazzi (segretario generale dell’Accademia di Francia-Villa Medici di Roma, già vice amministratore generale del Louvre), Luca Giuliani (professore di archeologia classica e Rettore del Wissenschaftskolleg di Berlino) e Nicholas Penny (storico dell’arte, direttore della National Gallery di Londra) “ha fatto un grande lavoro ed ha offerto al Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni, e a me la possibilità di scegliere in terne di assoluto valore”.

Questo l’elenco completo dei nuovi direttori: Galleria Borghese ( Roma) – Anna Coliva; Gallerie Degli Uffizi (Firenze) – Eike Schmidt; Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea (Roma) – Cristiana Collu; Gallerie dell’Accademia di Venezia – Paola Marini ; Museo di Capodimonte (Napoli) – Sylvain Bellenger; Pinacoteca di Brera (Milano) – James Bradburne; Reggia di Caserta – Mauro Felicori; Galleria dell’Accademia di Firenze – Cecilie Hollberg; Galleria Estense (Modena) – Martina Bagnoli; Gallerie Nazionali di arte antica (Roma) – Flaminia Gennari Santori; Galleria Nazionale delle Marche (Urbino) – Peter Aufreiter; Galleria nazionale dell’Umbria (Perugia) – Marco Pierini; Museo nazionale del Bargello (Firenze) – Paola D’Agostino; Museo Archeologico nazionale di Napoli – Paolo Giulierini; Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria – Carmelo Malacrino; Museo Archeologico nazionale di Taranto – Eva Degl’Innocenti; Parco Archeologico di Paestum – Gabriel Zuchtriegel; Palazzo Ducale di Mantova – Peter Assmann ; Palazzo Reale di Genova – Serena Bertolucci; Polo Reale di Torino – Enrica Pagella.

Franceschini: “Recuperato ritardo di decenni”: “Con queste 20 nomine di così grande levatura scientifica internazionale il sistema museale italiano volta pagina e recupera un ritardo di decenni”. Il ministro spiega che negli incontri avuti nei mesi scorsi con i direttori dei più grandi musei del mondo e con molti colleghi ministri della Cultura, ha “riscontrato grande apprezzamento per la procedura di selezione internazionale avviata contestualmente per i nostri più grandi musei statali. Un passo storico per l’Italia e i suoi musei – aggiunge – che colma anni di ritardi, che completa il percorso di riforma del ministero e che pone le basi per una modernizzazione del nostro sistema museale. I risultati di questo anno di nuove politiche di apertura dei musei italiani e l’investimento sulla valorizzazione dimostrano che grande contributo si può dare alla crescita del Paese con scelte coraggiose sia per una migliore tutela del patrimonio che per una sua valorizzazione, per la cittadinanza e i turisti di tutto il mondo”.

Sulla polemica scatenata dalle nomine di direttori stranieri, vale la pena ricordare che sono tanti gli italiani chiamati a dirigere istituzioni prestigiose nel mondo: da Massimo Gioni direttore del New Museum a New York a Gabriele Finaldi, da poco chiamato alla guida del National Gallery di Londra. E poi c’è Andrea Lissoni, che cura un dipartimento della Tate Modern a Londra e Mario Codognato, che dirige il Museo del Belvedere di Vienna. Solo per citarne qualcuno.

Angelo Tartuferi, da oggi ex direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, sede del David di Michelangelo e di altri capolavori del Rinascimento, ha polemizzato con le scelte dei nuovi direttori, soprattutto quelli stranieri: “E’ l’ammissione di una sconfitta del nostro Paese”, ha dichiarato Tartuferi, “abbiamo inventato in Italia la tutela dei beni culturali e schiere di tedeschi sono venuti a studiarla da noi… Senza risentimento, ma mi pare che questi colleghi non siano idonei a colmare questo presunto vuoto”. Chissà se il Taruferi avrebbe detto le stesse cose se fosse stato appena nominato. A quello che sembra, invece lui è uno di quelli che verrà sostituito.

Trovo queste critiche inutili perchè deve essere la bravura l’unico criterio per la nomina a direttore e non l’italianità. Ma poi sopratutto quella critica non a senso se si pensa che ci sono molti italiani che dirigono musei in giro per il mondo. Molti dei direttori sostituiti poi, dirigevano da decenni e altri avevano prodotto dei buchi di bilancio. La cultura è arte; ma un manager deve tenere sotto controllo anche i conti.

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