Centrosinistra

Assemblea di Scelta Civica

Assemblea di Scelta Civica

Enrico Zanetti e Irene Tinagli

“Su richiesta di parlamentari e responsabili regionali, è stata convocata, un’assemblea di Scelta civica, con all’ordine del giorno la convocazione del congresso e l’approvazione delle regole congressuali. L’obiettivo è tenere il congresso entro la fine del mese di novembre per definire la linea e l’organizzazione del partito con l’obiettivo di rilanciarne l’azione riformatrice”. Lo hanno comunicato in una nota Gianluca Susta e Andrea Mazziotti, rispettivamente capogruppo al Senato e alla Camera di Scelta civica.

L’assemblea ha determinato la data del congresso (31 gennaio) e i due candidati alla segreteria Irene Tinagli e Enrico Zanetti. Quello che emerge sopratutto è che Scelta Civica ha deciso di vivere. In soli due anni l’ex partito di Mario Monti è passato dal 10% e dall’assere l’interlocutore privilegiato di un ipotetico governo Bersani a varie scissioni e abbandoni, proseguendo per lo 0,7% delle europee e dal tentato risocchiamento dell’Ncd-Udc e del Pd.

Scelta Civica è nata come proseguimento nell’attuale legislatura del lavoro che era stato fatto col governo Monti e in compagnia di uno schieramento di centro che voleva andare oltre il bipolarismo. C’era l’Udc di Pierferdinando Casini; Futuro e Libertà di Gianfranco Fini; Alleanza per l’Italia di Francesco Rutelli e anche la new entry Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo.  Il tentativo è stato bocciato dagli italiani e poco a pocoil blocco si è gretolato. I primi a fare i bagagli sono stati i partiti di Rutelli e Fini che non sono nemmeno riusciti ad entrare in Parlamento (a dire la verità il partito di Rutelli era già messo un pò male prima). Poi Montezemolo che non si era nemmeno fatto candidare ha abbandonato la politica lasciando tutti quelli credevano in lui a bocca asciutta e infine lo stesso Monti si è dimesso e ha dicghiarato che il partito era nato perchè Bersani aveva vinto le primarie nel Pd; ma che con la vittoria successiva di Renzi l’esistenza di Scelta Civica non aveva più senso (per lo stesso motivi mesi dopo Andrea Romano è pasato al Pd). L’Udc di Casini e la scissione di Mario Mauro stanno cercando da mesi di fare un gruppo comune in parlamento (ma per ora niente si muove) e poi si prevede anche una fusione.

Scelta Civica comunque ha deciso la su8a collolazione nel centrosinistra, alleata del Pd e fiera sostenitrice del governo Renzi; ma che assolutamente rivendica indipendenza e autonomia dal partito del presidende del consiglio. Si perchè si era parlato di uno scioglimento di Scelta Civica, che sarebbe confluita nel Pd. Ma tutti quelli dovevano uscire dal partito pare che lo abbiano già fatto, sia a destra che a sinistra (Aveva eletti 37 deputati e 14 semnatori. Ne sono rimasti rispettivamente 26 e 7). Quelli che restano tentano una improvabile, allo stato delle cose, rinascita. Auguri!

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