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Sono ormai tanti gli stati che riconoscono la Palestina

Sono ormai tanti gli stati  che riconoscono la Palestina

Stati che riconoscono la Palestina

Il nuovo governo svedese, di centro-sinistra, ha riconosciuto la Palestina come stato sovrano nel pieno delle sue funzioni. Sarà il primo stato membro dei paesi dell’Unione europea a farlo (alcuni paesi membri lo hanno già fatto, ma prima di entrare nell’Unione). La mappa dei paesi che riconoscono la Palestina (in verde) è sorprendente: i paesi che non lo hanno fatto (in grigio) sono per la stragrande maggioranza dei paesi occidentali. Per il primo ministro socialdemocratico Stefan Lofven, solo il reciproco riconoscimento dei due Stati, Israele e Palestina, porterà ad una coesistenza pacifica. E gli stati devono assumere un ruolo guida e dare l’esempio riconoscendoli entrambi. La Svezia, che ha una vasta comunità palestinese, ha preso l’iniziativa in un momento in cui gli sforzi di decenni per cercare di risolvere il conflitto israelo-palestinese sembrano in completo stallo.

Lo stato di Palestina è una realtà, tanto che è stato accolto all’Onu con lo status di «Non Member Observer State» e che oggi il nostro paese ospita una «Ambasciata» palestinese, mentre prima ospitava la «Delegazione» palestinese in Italia. La qualifica di stato Osservatore non ne indebolisce lo status, la Svizzera lo ha avuto per mezzo secolo e il Vaticano lo conserva ancora senza che nessuno si sia mai sognato di negare che sono stati o affermare che sono meno stati di altri. E questo stato palestinese esiste entro i confini della nota risoluzione Onu del 1967 e ha come capitale Gerusalemme Est. E questa Palestina ha già riconosciuto Israele e il suo diritto ad esistere entro i confini del ’67 ormai da anni e più volte. Il problema è semmai che Israele non ha riconosciuto la Palestina e nemmeno i suoi stessi confini, per cui si è venuta a creare la bizzarra situazione per la quale quasi tutti i paesi del mondo riconoscono l’esistenza della Palestina entro i confini del ’67, tutti i paesi del mondo (inclusi gli Stati Uniti) riconoscono Israele con i confini del ’67 e capitale Tel Aviv, mentre Israele non riconosce i suoi stessi confini, non riconosce l’esistenza dello stato palestinese e proclama Gerusalemme indivisa sua capitale. (ps. per ovviare all’inconveniente il governo israeliano chiede ora il riconoscimento di Israele come «stato ebraico» e lamenta questo mancato riconoscimento, ma è una pretesa che non ha fondamento nel diritto internazionale, un mero esercizio di propaganda).
Questa è la situazione di diritto oggi, ed è bene tener presente che il riconoscimento tra stati è irreversibile, non può essere sottoposto a condizioni e si compie anche implicitamente, come ad esempio elevando il grado della rappresentanza diplomatica da Delegazione ad Ambasciata (che non è il caso del nostro paese, tra i favorevoli nel voto all’Onu) o anche intavolando trattative tra governi o tra ambasciatori, come nel caso d’Israele e del suo ambasciatore. Lo stato di Palestina quindi esiste anche se completamente occupato o recintato da Israele e dotato di scarsissima autonomia in quanto prigioniero della potenza occupante, perché per sancire la sua esistenza legale basta e avanza il numero di paesi che ne hanno già riconosciuto l’esistenza, chi non lo ha fatto non rileva essendo un numero modestissimo di paesi.

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