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Respinta mozione di Sel per chiedere il blocco dell’acquisto dei cacciabombardieri F35

Respinta mozione di Sel per chiedere il blocco dell'acquisto dei cacciabombardieri F35

Respinta mozione di Sel per chiedere il blocco dell’acquisto dei cacciabombardieri F35

Il Senato respinge (con 58 sì, 199 no e 17 astenuti) una mozione di Sel per chiedere il blocco dell’acquisto dei cacciabombardieri F35. Subito dopo il Senato approva (con 202 sì, 55 no e 15 astenuti) una mozione del PD che non prevede il blocco dell’acquisto degli aerei, ma esige l’approvazione del Parlamento a qualsiasi futuro operazione di spesa in merito agli F35.

Alla fine i vertici del Pd, pur di salvare le larghe intese e il governo Letta – infastidito dalle posizioni “pacifiste” emerse tra i parlamentari democratici – hanno deciso per la linea più morbida possibile, optando per una mozione (ancora da limare) che comunque non chiederà esplicitamente una sospensione del programma F35, ma solo un’indagine conoscitiva parlamentare che, fino alla sua conclusione tra 7 mesi, impegni il governo a non prendere decisioni in merito. Una sospensione implicita, come spiega l’onorevole Gian Piero Scanu, il negoziatore Pd che sta ancora portando avanti questa difficile mediazione in vista del voto, che ormai slitta a domani. Una soluzione cerchiobottista che, oltre a far tramontare la possibilità di una convergenza Pd-Sel-M5S (per la gioia di Berlusconi), rischia di lasciare ampi spazi di manovra alla Difesa, soprattutto dal punto di vista del finanziamento del programma.

Gli stanziamenti previsti, contrariamente a quanto dichiarato dal presidente della commissione Bilancio della Camera, il pd Francesco Boccia, ammontano a 500,3 milioni di euro per il 2013, 535,4 milioni nel 2014 e 657,2 milioni nel 2015. “Basta leggere a pagina 138 del Documento Programmatico della Difesa per il Triennio 2013-2015, dove al programma Joint Strike Fighter dei caccia F35 vengono assegnati poco più di 500 milioni di euro l’anno”, chiarisce Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo. “Noi continueremo a chiedere la cancellazione del programma F35, perché riteniamo che sia l’unica cosa giusta da fare – aggiunge – Nell’ipotesi di una sospensione temporanea del programma non esplicita, una scelta che i cittadini ed elettori Pd difficilmente capiranno, ci auguriamo almeno che essa sia effettiva e che quindi il governo nei prossimi mesi non spenda un centesimo per i cacciabombardieri: staremo lì con il lanternino a controllare”.

Sel e Cinque Stelle aspettano di vedere il testo definitivo della mozione Pd, ma prevalgono sfiducia e diffidenza. “Temo che alla fine prevarrà nel Pd una linea dorotea – commenta l’onorevole Giulio Marcon di Sel, primo firmatario della mozione contro gli F35 appoggiata anche dal M5S – per cui la sospensione del programma di fatto non ci sarà. Il nodo, infatti, è capire se il testo impegnerà veramente il governo a congelare ogni decisione anche da un punto di vista finanziario, quindi a non stanziare nella legge di stabilità 2014 nuovi finanziamenti per gli F35 e a non utilizzare quelli già previsti”.

A rendere la situazione delicata (per il governo) resta il dibattito serrato interno al Pd. “La situazione è complicata – spiega Scanu, il mediatore democratico – perché ci sono molte esigenze da soddisfare: la prima è che la mozione sia condivisa da tutti i parlamentari del Partito Democratico, ma c’è anche la necessità di ottenere l’assenso degli altri gruppi che compongono la maggioranza e quindi il parere favorevole del governo. Noi, in quanto partito di governo, ci stiamo muovendo in una logica che non sia antagonistica rispetto all’esecutivo che sosteniamo. Quindi nessuna schizofrenia, nessuna fuga rispetto a quelle che sono le nostre responsabilità”.

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