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Governo Monti: tredicesimo mese


Governo Monti: tredicesimo mese

Mario Monti

La Commissione giustizia del Senato ha approvato ieri la riforma della legislazione sul condominio, che modifica molte norme e introduce molte novità in questioni controverse e da tempo causa di liti e cause legali. È un ambito che interessa moltissimi italiani: secondo alcune stime, circa la metà della popolazione italiana vive in condominio. In concreto, le modifiche sono soprattutto a una serie di articoli del codice civile, che modificano soprattutto le norme intorno alla figura dell’amministratore (a cui si richiedono precisi requisiti e maggiori obblighi, oltre ad essere “licenziabile” in tempi più rapidi) la gestione economica e i quorum delle assemblee di condominio.

Legge di stabilità 2013 ha ottenuto il via libera alla  Camera. Dopo i tre voti di fiducia espressi ieri sui tre distinti articoli in cui è al momento suddiviso l’articolato approvato dalla commissione Bilancio, l’Aula ha espresso il suo voto finale sul provvedimento che passa ora all’esame del Senato. Il voto finale ha registrato 372 sì e 73 no, 16 gli astenuti.

Adesso il premier Mario Monti rischia di non avere più i numeri in parlamento. La maggioranza scricchiola. L’incidente si è aperto, in mattinata a Palazzo Madama dove si votava la fiducia al decreto legge sviluppo, poi si è acuito nel pomeriggio a Montecitorio dove si votava il decreto sui costi della politica. In entrambi i casi, pur garantendo il numero legale, il Pdl ha infatti deciso di non appoggiare più i tecnici“Il Pdl – ha dichiarato il capogruppo Maurizio Gasparri – vuole esprimere il passaggio del nostro gruppo alla  posizione di astensione nei confronti del governo”. Immediato l’intevento del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che stoppa il diktat lanciato dal Pd a Monti (“Se il governo non ha più la maggioranza, Monti deve salire al Quirinale”). “La tenuta istituzionale è fuori discussione – ha avvertito il capo dello Stato – bisogna evitare una convulsa conclusione della legislatura”. Colpo di scena, crisi di governo aperta. E’ quanto successo ieri dopo il lungo faccia a faccia di circa due ore che il capo del governo ha avuto con il presidente della Repubblica. Una crisi che era nell’aria, dopo la presa di posizione del Pdl che si era rifiutato di votare il decreto sviluppo, ma che nessuno si aspettava scoppiasse così rapidamente. Lo stesso Monti fino a un giorno fa si diceva non preoccupato dell’atteggiamento del partito di Berlusconi, anche perché di fatto esso non aveva mai votato contro il governo ma si era astenuto dando in questo modo la possibilità che quanto veniva votato in Parlamento ottenesse comunque la fiducia.

La Camera approva in via definitiva (con 261 sì, 55 no e 131 astenuti) il decreto sviluppo. Il Tribunale di Milano torna a occuparsi delle norme di carattere concorsuale contenute nel Decreto Sviluppo (l. n. 134/2012), con particolare riferimento a quelle relative al concordato preventivo, fornendo ulteriori precisazioni rispetto al protocollo deliberato nel precedente plenum del 20 settembre.

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