Nella seconda metà del 2011 nella nazione si formano sempre più gruppi di opposizione armata e iniziano le defezioni di numerosi soldati regolari siriani che si uniscono ai ribelli raggruppandosi nell’Esercito siriano libero (ESL). Il Paese entra in guerra civile, le repressioni e i bombardamenti delle forze governative siriane si moltiplicano e all’inizio del 2012 i combattimenti raggiungono la capitale Damasco oltre che la seconda città maggiore del Paese, Aleppo.
I ribelli rinfoltiscono progressivamente le loro file arruolando anche molti miliziani stranieri e numerosi gruppi ottengono armi e finanziamenti da parte di altri Paesi tra cui l’Arabia Saudita e il Qatar che estendono il loro supporto anche a gruppi islamisti più radicali.










































