Economia

Cdm: pareggio di bilancio in Costituzione dal 2014, le province spariranno

Cdm pareggio di bilancio in Costituzione dal 2014, le province spariranno

Cdm pareggio di bilancio in Costituzione dal 2014, le province spariranno

Il Consiglio dei ministri vara due proposte di legge costituzionale: una sull’introduzione del principio del pareggio del bilancio nella Costituzione e una sulla soppressione delle province.

Due ore di consiglio dei ministri, due provvedimenti-chiave, due modifiche alla Carta votati in fretta : introdotto l’equilibrio tra entrate e spese, e via libera anche al ddl che ridisegna l’assetto amministrativo dello Stato, sostituendo i vecchi enti con le “città metropolitane” anche nelle Regioni a statuto speciale. L’obiettivo indicato e dichiarato: ridurre la spesa.  “Il principio di pareggio di bilancio sarà introdotto nella prima parte della Costituzione, quella che concerne i diritti e doveri dei cittadini. E sarà un principio ad altissima intensità politica e civile” ha spiegato il ministro dell’economia Giulio Tremonti, al termine del consiglio. Il principio sarà introdotto a partire dal 2014. Il provvedimento dovrà iniziare adesso il suo iter parlamentare rafforzato. “Un ok rapido in Parlamento è nell’interesse del Paese”, ha detto ancora Tremonti. Aggiungendo che il principio varrà anche per gli enti locali. Per garantire il pareggio di bilancio, saranno modificati tre articoli della Carta: non solo l’articolo 81, che fino ad oggi prevedeva l’obbligo di copertura delle leggi, ma anche l’articolo 53 (sulla contribuzione dei cittadini) e il 119 (sul federalismo fiscale). Il testo del disegno di legge prevede: “Non è consentito ricorrere all’indebitamento, se non nelle fasi avverse del ciclo economico nei limiti degli effetti da esso determinati, o per uno stato di necessità che non può essere sostenuto con le ordinarie decisioni di bilancio”.

L’altra novità riguarda la soppressione delle Province, varata con un disegno di legge costituzionale dopo le varie rivisitazioni introdotte nella manovra. Ci sarà un trasferimento alle Regioni delle materie oggi di competenza delle Province e in sostanza modifica l’assetto amministrativo dello Stato, sostituendo le vecchie Province con delle nuove entità sovraccomunali definite Città metropolitane.  Il ddl, composto da 8 articoli, dice espressamente che il suo obiettivo è quello del risparmio: “Dall’attuazione della presente legge costituzionale – si legge – deve derivare in ogni Regione una riduzione dei costi complessivi degli organi politici ed amministrativi”. Le disposizioni previste da questa legge costituzionale si applicheranno anche alle Province delle Regioni a statuto speciale, fatta eccezione per quelle autonome di Trento e Bolzano.

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