Giustizia

Regolamenti di conti: Prestigiacomo sotto tiro

Stefania Prestigiacomo

Stefania Prestigiacomo

“Il tribunale dei ministri accerti se per un certo periodo Stefania Prestigiacomo abbia usato la carta di credito del dicastero per comprare articoli di moda e pelletteria femminile”. E’ la richiesta inviata al tribunale per i reati ministeriali dalla procura di Roma che ha iscritto sul registro degli indagati il ministro per l’Ambiente per il reato di peculato.

“Non è vero: non ho mai usato la carta di credito del ministero per motivi personali”, si è difesa il ministro Prestigiacomo. “Gli estratti conto e tutta la documentazione relativa alle spese ministeriali sono a disposizione degli inquirenti. Nessuno li ha mai consultati. Potevano fare qualche verifica prima di accusarmi di peculato. Sono profondamente nauseata da questa vicenda. Presenterò querela”.

Il fascicolo sul ministro è arrivato a Roma dopo l’ascolto di alcune telefonate fatte dalla Guardia di Finanza di Firenze in relazione ad un altro procedimento giudiziario. Da una intercettazione, emergerebbe un colloquio tra due soggetti, di cui uno funzionario al ministero, che farebbero riferimento ad acquisti compiuti dalla Prestigiacomo. Chi indaga deve capire se questi acquisti, ammesso che esistano, siano stati fatti per motivi personali o per ragioni istituzionali. Gli inquirenti sono molto cauti. “E’ una storia tutta da verificare. L’iscrizione era un atto dovuto”.

Stanno succendendo delle cose particolari nel mondo politico italiano. Mentre lo sguardo di tutti è rivolto a Berlusconi nel centro destra si consuma un vero e proprio regolamento di conti: l’esecuzione di Stefania Prestigiacomo. E’ stata accusata di aver usato fondi pubblici del ministero per comprare articoli personali di pelletteria ed altro. In pratica la si sta accusando di essere una ladruncola.

Ma perchè avercela tanto con Stefania Prestigiacomo? Non faceva forse parte della fronda del Pdl del sud che si batteva solo pochi mesi fa perchè il governo prestasse attenzione anche ai problemi del meridione d’Italia; scontrandosi quindi contro l’asse del Nord capitanato da Calderoli, Tremonti e Sacconi, ministri molto più decisionisti e presi in considerazione di lei. Ma la Prestigiacomo non è stata solo colpita per aver disturbato i manovratori in un occasione, ma per la sua costante azione moderata e sociale. Erano lei e Fini accusati di essere amanti quando si avvicinava il referendum sulla fecondazione assistita nel 2005; ed è stata ancora lei ad aver attirato tante critiche quando era ministro delle pari opportunità per aver assunto nel suo ministero il capo segreteria dell’allora vice presidente del Senato Fisichella (Dario Mattiello) che era stato licenziato per esser stato fotografato ad una festa dell’Arcigay. Ma ancora possiamo ricordare l‘aver elogiato il lavoro svolto dal predecessore Pecoraro Scanio appena arrivata al ministero dell’ambiente; criticatissima per questo dai suoi colleghi in quel clima d’odio scaturito dall’esito delle elezioni 2008. Chi ricorda poi la sua battaglia per le quote rosa? E ci sarebbero tanti altri casi ancora …

Insomma Stefania Prestigiacomo è una persona indipendente e seria che crede fermamente nello Stato e che si sente poco adatta a fare la yesman come la quasi totalità delle sue colleghe e colleghi nel Pdl. Per questo è stata colpita da chi la sua azione ha dato fastidio all’interno del suo stesso schieramento e lasciata indifesa da chi (Berlusconi) avrebbe dovuto difenderla da questi biechi attacchi (si è limitato a dire che era sicuro della sua innocenza, ma in altre situazioni si comporta ben diversamente).

Stefania Prestigiacomo è stata trattata come una ladruncola qualsiasi e certamente avranno pensato i suoi esecutori che fosse la migliore punizione per una donna (come essere inferiore viene considerata dalla maggior parte del centro destra dei palazzi) essere accusata di furto di pelletteria. Altre persone per molto peggio sono state coperte. Perchè non si sono chiesti chiarimenti sui conti e solo dopo eventualmente procedere con un avviso di garanzia? Forse quella che si cercava non era tanto una condanna, quanto uno sputtanamento!

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