Musica

Il Manifesto abusivo di Samuele Bersani

Manifesto abusivo

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Spesso i cantautori hanno un difetto, quello di dare troppa poca importanza agli arrangiamenti. Molti testi di De Andrè, per esempio, si potrebbero anche semplicemente leggere su di un libro, come una bellissima poesia. Le canzoni di Samuele Bersani invece, non possono essere separate dalla musica, perchè sono parte integrante l’una dell’altra. Ma questo non vuol dire che i testi di Bersani siano meno profondi rispetto ad altri cantautori, anzi. La questione è un’altra. Se Samuele ha una dote infatti, è proprio quella di dedicare un’attenzione davvero meticolosa nella ricerca degli stessi arrangiamenti. Bersani respira e mangia musica fin da quando era bambino e questo nuovo album, intitolato “Manifesto Abusivo”, ne è l’esempio lampante. Un disco che ti accarezza l’anima, a suon di dolci e mai banali parole, piene di amore e di speranza, che accompagnano l’ascoltatore in una sorta di mondo fantastico, in una favola dal lieto fine, dove è lo stesso Samuele a tenerti per mano per tutta la durata dell’album. Come in ogni storia di fantasia che si rispetti però, vi sono anche momenti angoscianti ed inquietanti. Ne è un esempio la bellissima “Ferragosto”, dove all’improvviso abbiamo a che fare con un Bersani molto malinconico: “Fai una chiave doppia della stessa porta per qualunque cosa storta si presenterà..”. Qui le parole infatti si fanno un po’ più dure e di conseguenza anche la musica. Il ritorno alla luce è però immediato e a tirarvi su il morale ci penserà subito la traccia successiva, quella che da il titolo all’album, “Manifesto Abusivo”. Davvero degna di nota la simpatica “Ragno” di Angelo Conte. In questo brano infatti Samuele dialoga con un ragno (Angelo Conte), in una specie di “romanesco”, che, diciamocelo, non si addice molto al povero Bersani. Ad ogni modo la canzone riesce a risultare, proprio per questo, molto ironica e allo stesso tempo profonda, perchè il dialogo tra i due fa capire che entrambi sono degli artisti che però non riescono a vivere soltanto della loro arte.“Manifesto Abusivo”, per concludere, si potrebbe definire sicuramente un album molto introspettivo, ricercato, che va ascoltato più volte per riuscire a cogliere ogni piccola, ma sempre significativa, sfumatura.

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