Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che obbliga alimentazione e idratazione per soggetti non autosufficienti. Il testo recepisce le linee del decreto approvato venerdì mattina dal governo ma su cui il presidente Napolitano non ha apposto la firma. Alla riunione, presieduta dal premier Berlusconi, hanno partecipato il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Altero Matteoli, Andrea Ronchi, Giorgia Meloni e Stefania Prestigiacomo. Assenti per motivi “logistici” i ministri della Lega, che però hanno chiamato il presidente del Consiglio per esprimere il proprio sostegno all’iniziativa. Il ddl è stato immediatamente inviato al Senato e Berlusconi non esclude che il via libera possa arrivare a breve: «Dipende da loro. I gruppi sono già in stretto contatto». Il presidente Napolitano ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge.
«Abbiamo preso atto del rifiuto del capo dello Stato ma abbiamo ribadito l’urgenza del provvedimento – ha detto Berlusconi al termine del vertice di governo -. Ci siamo riuniti e abbiamo approvato un disegno di legge che recepisce il testo del decreto». Il premier ha detto che la risposta del Parlamento arriverà in breve tempo: «Il governo – ha spiegato – ha rivolto un accorato appello al presidente del Senato Schifani per una immediata convocazione del Senato in seduta straordinaria. Credo che convocherà subito una riunione dei gruppi e poi i gruppi decideranno quando potersi riunire. Se ci sarà la volontà di fare presto, noi crediamo ci possa essere una risposta da parte del Parlamento in pochissimo tempo». «Potrebbe non essere troppo tardi per Eluana – ha aggiunto Berlusconi -. Per una persona normale è possibile stare due o tre giorni senza bere, rivolgetevi a Pannella». «Siamo pronti a lavorare anche sabato e domenica per approvare la norma ‘salva-Eluana’» ha detto il presidente dei senatori dell’Udc Giampiero D’Alia.
In realtà, salvo accelerazioni, il ddl inizierà il suo iter lunedì, dopo la conferenza dei capigruppo (prevista alle 12) che decide l’assegnazione del testo, presumibilmente alla commissione Sanità dove è già in atto la discussione sul testamento biologico. A quel punto il presidente della commissione Antonio Tomassini convoca l’ufficio di presidenza per disporre le procedure necessarie e verifica se esiste una volontà politica concorde per accelerare l’esame del provvedimento che, se approvato in sede deliberante, non dovrebbe passare in Aula. Nel caso non dovesse riscontrarsi un clima di concordia politica fra le diverse forze, sulla base dell’art. 72 della Costituzione, o il governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto dei commissari possono richiedere il passaggio in Aula. Si tratterebbe di una decisione strategica cui la maggioranza potrebbe fare ricorso perché, una volta in Aula, è possibile contingentare i tempi e far decadere eventuali emendamenti.
La vicenda di Eluana Englaro, dopo l’avvio della procedura di graduale abbandono delle terapie nella clinica La Quiete di Udine, ha assunto il risvolto di un gravissimo scontro istituzionale dopo che il presidente Napolitano si è rifiutato di firmare il decreto legge del governo. Il conflitto è esploso a metà giornata, quando il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge per bloccare i medici nonostante la contrarietà del presidente della Repubblica. Dopo il via libera, Giorgio Napolitano ha però confermato la propria posizione: non firmerà il provvedimento. La decisione del Consiglio del ministri è stata invece accolta positivamente dal Vaticano: «Una scelta coraggiosa». Diversa la posizione del presidente della Camera: Gianfranco Fini ha espresso «preoccupazione» per il no del Consiglio dei ministri all’invito di Napolitano, mentre un altro esponente di An, Ignazio La Russa, ha sottolineato che «si apre un problema serio. Ora la soluzione è quella del ddl da approvare in tempi rapidi». Critiche dall’opposizione: per il leader del Pd Veltroni Silvio Berlusconi vuole «un incidente istituzionale» e si è macchiato di «un comportamento totalmente irresponsabile».
E mentre i legali della famiglia Englaro hanno assicurato che si andrà avanti con la procedura, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha inviato gli ispettori a Udine. Un fatto che non preoccupa i legali della famiglia Englaro, come spiegato dall’avvocato Giuseppe Campeis: «Stiamo operando al di fuori del servizio sanitario nazionale, in quanto si tratta di un servizio appaltato tra l’associazione ‘Per Eluana’ e la casa di riposo». «Il decreto legge emanato dal governo Berlusconi non ha la firma del capo dello Stato per cui come tale noi andiamo avanti con il protocollo – ha aggiunto Campeis -. Se non ci saranno fatti nuovi e se non avverranno altri impedimenti, si proseguirà». Circa il fascicolo aperto dalla Procura di Udine, l’avvocato ha precisato che «c’è già stato un chiarimento da parte del procuratore generale di Trieste per cui noi andiamo avanti nella legalità». Beppino Englaro, il padre di Eluana, rilascia un unico commento: «Sono sconvolto, è un tormento senza fine, non riesco neppure a pensare e riflettere e preferisco continuare a restare nel silenzio».












































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