Almeno per il premier, Silvio Berlusconi, che ha posto fine alla saga dell’Alitalia, diventata nuova con Roberto Colaninno e Rocco Sabelli e entrata nell’orbita di AirFrance-Klm, che ha acquisito il 25% di Cai per circa 323 milioni di euro. «Alitalia ha fatto l’accordo con Air France, che è una grande compagnia», ha detto il Cavaliere. «Il contratto prevede tutto ciò che avevamo richiesto a partire dall’italianità, mentre Lufthansa non ha mai nascosto di volere la maggioranza». Alla fine, dunque,l’opera di tessitura svolta dal sottosegretario della presidenza del consiglio Gianni Letta (che ha smentito di avere preferenze per Air-France come ipotizzato dal sottosegretario delle infrastrutture, il leghista Roberto Castelli) nei confronti dei tedeschi non ha portato i risultati sperati da Berlusconi, dalla Lega Nord e dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, affiancata nella sua battaglia pro-Malpensa dal presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni.
Tensione tra Quirinale e presidenza del Consiglio sul caso Englaro. Dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che ferma l’attuazione della sentenza sulla sospensione all’alimentazione di Eluana e dopo i dubbi in merito espressi da Napolitano in una lettera, Berlusconi ha chiesto al presidente della Repubblica di firmare comunque il decreto legge. “Altrimenti”, ha detto il premier, “ci rivolgeremo subito al Parlamento”. E il presidente della Repubblica “ha preso atto con rammarico della deliberazione da parte del Consiglio dei ministri del decreto legge relativo al caso Englaro. Avendo verificato che il testo approvato non supera le obiezioni di incostituzionalità da lui tempestivamente rappresentate e motivate, il presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto”. È quanto si legge in una nota della Presidenza della Repubblica. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che obbliga alimentazione e idratazione per soggetti non autosufficienti. Il testo recepisce le linee del decreto approvato venerdì mattina dal governo ma su cui il presidente Napolitano non ha apposto la firma. Alla riunione, presieduta dal premier Berlusconi, hanno partecipato il sottosegretario Gianni Letta, i ministri Altero Matteoli, Andrea Ronchi, Giorgia Meloni e Stefania Prestigiacomo. Assenti per motivi “logistici” i ministri della Lega, che però hanno chiamato il presidente del Consiglio per esprimere il proprio sostegno all’iniziativa. Il ddl è stato immediatamente inviato al Senato e Berlusconi non esclude che il via libera possa arrivare a breve: «Dipende da loro. I gruppi sono già in stretto contatto». Il presidente Napolitano ha autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge.
Si parlano e già è una notizia. Dopo polemiche aperte e sotterranee Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini passano due ore faccia a faccia al primo piano di Montecitorio (in compagnia di Gianni Letta, mediatore di professione) e davanti a una spigola siglano una tregua sul futuro del Popolo della libertà. Regole certe e democratiche chiedeva Fini, garanzie che non si risolva tutto in un’ annessione di Forza Italia. E qualche rassicurazione il leader di An l’ ha ottenuta, che un colonnello riassume così al termine dell’ incontro: «Siamo passati da un progetto di monarchia assoluta ad uno di monarchia costituzionale».
La Camera approva (con 485 sì, 2 no e 4 astenuti) il ddl sulla proroga delle missioni internazionali. Subito dopo la Camera approva (con 413 sì, 63 no e 37 astenuti) il trattato di amicizia Italia-Libia; contrari Idv e Udc. Alla Camera dei Deputati è stata votata la conversione del decreto-legge 30 dicembre 2008 n. 209 riguardante la proroga della partecipazione italiana a missioni internazionali. Il provvedimento è passato con 485 voti a favore, 2 contrari e 4 astenuti, fra cui il sottoscritto. Nonostante infatti io creda nell’impegno della comunità internazionale per contribuire a risolvere alcune delicate situazioni di crisi, quello che mi ha spinto ad agire in questo modo è l’atteggiamento del Governo – dal suo insediamento fino ad oggi – nei confronti della cooperazione internazionale. La retromarcia dell’esecutivo che, a seguito delle Vostre pressioni e di quelle di molti di noi parlamentari, ha deciso di rifinanziare in parte i 110 milioni di euro tolti inizialmente ai progetti di cooperazione (45 milioni di euro stanziati per i primi 6 mesi dell’anno con l’impegno di fare altrettanto nel secondo semestre) mi sembra opportuna ma non sufficiente; nasconde una miopia di fondo sul modo di concepire e di investire sulla cooperazione internazionale come strumento elettivo di politica estera. Il Senato approva (con 231 sì, 22 no e 12 astenuti) il Trattato di amicizia Italia-Libia; contrari Idv e Udc. Chissà come veste un «re dei re» africano. Probabilmente non porta la corona, emblema troppo europeo. Tantomeno una stola purpurea, anche quella orpello di sovranità coloniale. Né siede su un trono sfavillante, come un tempo il «re dei re» persiano. Ma a significare nel 2009 la super-regalità africana forse non è sufficiente la tunica dai bagliori dorati che Gheddafi indossava ieri ad Addis Abeba, dove il leader libico è stato eletto presidente dell’ Unione africana.
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