«Oggi come oggi, prima di far cadere il governo Prodi, ci penserei due volte sopra, anzi dieci volte, probabilmente». Clemente Mastella consegna il suo rammarico per le ultime scelte politiche a Klaus Davi, conduttore di “KlausCondicio”, contenitore di approfondimento politico in rete, visibile su “YouTube”. «Faccio questa valutazione – spiega l’ ex ministro della Giustizia – senza dimenticare le condizioni assolutamente drammatiche in cui si è determinato l’ arresto di mia moglie e ricordando che i miei voti in Parlamento non erano determinanti per fare cadere il governo Prodi».
Mastella continua a lamentate l’ attacco mediatico a cui sarebbe sottoposto da mesi. «Mi hanno costruito l’ immagine di politico onnipotente – dice – solo perché poi è più facile distruggere un uomo che ha queste caratteristiche. Ma io non mi sono mai sopravvalutato, non sono mai stato onnipotente. Non sono stato arrogante, miope, insensibile. Fa più audience la demolizione di un uomo che è sul piedistallo che di un uomo che appare normale. La cosa davvero ingiusta è che, al momento della compilazione delle liste, sono stato trattato – conclude Mastella – come una sorta di appestato, mentre Dini e Scalera si sono candidati con la Casa della Libertà». A questo proposito l’ ex ministro giura: «Non ho mai sentito né preso accordi con Silvio Berlusconi per fare cadere Prodi. Questa è una convinzione priva di fondamento. Semmai è vero che 15 giorni dopo la caduta di Prodi ho iniziato a discutere con Berlusconi di un progetto comune, concepito all’ interno del partito popolare europeo, progetto che fino a quel momento comprendeva anche Casini». Ma, continua Mastella, «nessuno immaginava l’ improvviso cambiamento di rotta e la fondazione del partito unico con An. Berlusconi aveva pensato ad un percorso con noi all’ interno del Ppe, avviando un progetto politico come è già avvenuto in Francia e Germania».
Il leader dell’ Udeur è amareggiato, ma rifiuta il paragone con Bettino Craxi. Il parallelo non si può fare, spiega, «perché non sono paragonabile a lui sia per statura politica sia per l’ oggettività della mia situazione, soprattutto se si considera come a Catanzaro ci sia stata una chiara richiesta di un mio proscioglimento». E annuncia che sta pensando a nuovi progetti e nuove strade da seguire. Anche se l’ Udeur non è morta e riparte con persone per bene.
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