Proseguono le liberalizzazioni volute dal governo Prodi. Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge Bersani che apre il mercato dell’elettricità. Dal 1 luglio le famiglie italiane e le piccole e medie imprese (le grandi aziende potevano già farlo), potranno cambiare il gestore dell’elettricità senza subire un aggravio dei costi.
Una direttiva che Palazzo Chigi ha varato per tutelare i consumatori – circa 30 milioni – e per abbattere gli alti costi della fornitura energetica creando un mercato piu’ competitivo con tariffe piu’ vantaggiose. Nel 2006 la produzione di elettricità in Italia è stata di 302 mila gigawatthora, meno della domanda, che è stata invece di 316 mila gigawatthora.
In base al nuovo decreto ci sarà l’obbligo di separazione societaria tra le attività di vendita e attività di distribuzione di energia elettrica, che in un mercato ben regolato dovrebbe portare vantaggi ai consumatori finali. L’apertura alla concorrenza dovrebbe infatti abbassare i costi per il consumo di energia anche se questo passaggio non sarà automatico.
Sulle nuove offerte del mercato vigilerà tuttavia l’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che avrà una funzione di regolamentazione e controllo. L’Italia, insieme a Francia, Grecia e ai paesi dell’Est è in ritardo di 10 anni rispetto alla Gran Bretagna, primo paese europeo a liberalizzare il mercato elettrico per gli utenti finali.
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