Ds. La crisi di governo non avrà ripercussioni sulle missioni internazionali in cui l’Italia e’ impegnata. Lo ha assicurato il ministro degli Esteri Massimo D’Alema nel corso di una conferenza stampa alla Farnesina. “Qualsiasi sviluppo politico avra’ la crisi, non vi sara’ alcun impatto sulle missioni internazionali in cui e’ impegnata l’Italia”, ha detto D’Alema, “perche’ larghissima parte del Parlamento le sostiene e condivide”. Il ministro degli Esteri non si e’ voluto sbilanciare in previsioni, visto che l’incontro con la stampa era stato organizzato per la visita della presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Non mi pare giusto coinvolgere l’Onu nella crisi”, ha affermato.
Margherita. “E’ il ‘Prodi 1′ che torna davanti alle Camere, se il Capo dello Stato decidera’ cosi'”. Lo ha detto il vicepremier Francesco Rutelli, confermando l’intenzione della maggioranza di non formare un nuovo governo Prodi ma di sottoporre alla verifica parlamentare l’attuale esecutivo. “Non stiamo parlando di ‘Prodi bis’ – ha sottolineato Rutelli, a margine della presentazione di una mostra al Museo Nazionale Romano – stiamo parlando di ‘Prodi 1′. Alle 18 andremo al Quirinale, ne parleremo con il Presidente della Repubblica. Vedremo nelle prossime ore cosa accadra’”.
Idv. Il presidente della Repubblica rinvii alle Camere il governo Prodi perchè “se c’erano i numeri all’inizio della legislatura quei numeri ci sono anche oggi” perchè si possa ottenere la fiducia. Lo dice il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, al termine del suo colloquio con il capo dello Stato al Quirinale. Idv, ha ribadito Di Pietro, “riconferma tutta la sua fiducia nel governo Prodi, nella coalizione e nel programma che ieri e’ stato ribadito e che ci ha permesso di tornare ad una ritrovata unita’”. Dunque, aggiunge il ministro delle Infrastrutture “abbiamo espresso l’auspicio che Prodi e il governo tornino alle Camere per una verifica della fiducia, siamo convinti che dopo quanto e’ successo in queste ore tutti noi abbiamo fatto un bagno di umiltà e ci sia servito da lezione”. “Non e’ vero – ha concluso Di Pietro – che noi vogliamo continuare la nostra esperienza al governo perche’ senno’ torna quell’altro. Al contrario, lo chiediamo perche’ siamo convinti di aver impostato un programma corretto e che va realizzato”.
Prc. Rifondazione Comunista conferma “piena fiducia” al governo Prodi, sottolinea che “non ci sono alternative” al ritorno di Prodi alle Camere e aggiunge che “ci sono tutte le condizioni perche’ il governo possa ottenere la fiducia in tutti e due i rami del Parlamento”. Lo ha detto il segretario del Prc, Franco Giordano, dopo i colloqui al Quirinale. “Ci sono le condizioni perche’ questa maggioranza ottenga la fiducia – ha detto Giordano – noi siamo totalmente contrari a ipotesi di governo istituzionale o di larghe intese”. Il segretario del Prc era accompagnato dai capigruppi di Senato e Camera, Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore. “Franco Turigliatto è incompatibile con Rifondazione Comunista”. Con questo secco giudizio il segretario del Prc, Franco Giordano, ha proposto il deferimento del senatore Franco Turigliatto, che con il suo voto al Senato aveva contribuito a determinare la crisi del governo Prodi, alla commissione nazionale di garanzia di Rifondazione Comunista. In sostanza, si tratta di valutare l’espulsione dal partito, dopo la gia’ avvenuta esclusione dal gruppo del Prc al Senato. “Qui non e’ in questione il diritto al dissenso – ha chiarito Giordano – anzi ringrazio quei compagni che pur dissentendo hanno garantito al Senato il loro voto. C’e’ un problema di vincolo politico della nostra comunita’ e di democrazia rispetto alle decisioni del congresso. Quello scelto da Turigliatto e’ stato un percorso antidemocratico, di autismo istituzionale, con la scelta di utilizzare il proprio ruolo per determinare un mutamento importante della strategia politica decisa dal partito. Con questo tipo di atteggiamenti si distrugge la nostra comunità politica”.
Pdci. “Se il senatore Rossi avesse dignità dovrebbe dimettersi”. Lo dice il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, rispondendo alle domande dei giornalisti al termine dei colloqui con il Capo dello Stato al Quirinale. Diliberto a chi chiedeva se il voto del senatore Rossi ci sara’ nel caso di fiducia al governo ha sottolineato che lo stesso Rossi ha “dichiarato che questo è il suo governo e che dunque voterà la fiducia. Questo però bisognerebbe chiederlo a lui, visto che è stato espulso dal Pdci quasi un anno fa”.
Verdi. Piena sostegno al governo Prodi da parte dei Verdi. Lo dice il leader del ‘Sole che ride’, Alfonso Pecoraro Scanio dopo i colloqui con il Capo dello Stato. Pecoraro ha sottolineato che serve “continuita’ nell’azione di risanamento, il paese ha bisogno di un governo che attui il programma voluto dagli elettori”. Il ministro dei Verdi, accompagnato dai capigruppo di Senato e Camera, Natale Ripamonti e Angelo Bonelli, riguardo alla realizzazione della Tav sottoscritta ieri nel programma dei ’12 punti’, ha sottolineato che “al punto tre del programma sottoscritto si stabilisce che si faranno le linee dei corridoi trans-europei e si fara’ la mobilita’ sostenibile, quindi devono essere accelerate tutte le procedure come l’osservatorio sulla Tav. Spero che al piu’ presto, assieme alle comunità locali, si possa arrivare a d una soluzione”.
Popolari-Udeur. Secondo l’Udeur il governo di Romano Prodi deve andare alle Camere per il voto di fiducia. Lì la fiducia sarà sicuramente riconfermata, grazie al documento programmatico in 12 punti presentato da Prodi che ha avuto il placet dagli alleati di Governo. Lo ha sottolineato il leader dell’Udeur Clemente Mastella all’uscita dal Salone alla Vetrata dopo il colloquio con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Rosa nel pugno. Prodi premier, con un nuovo Esecutivo. «La Rosa nel pugno ribadisce il proprio sostegno a Romano Prodi come presidente del Consiglio, qualunque sarà la soluzione scelta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano». Sono le dichiarazioni di Roberto Villetti, capogruppo dei radicalsocialisti alla Camera al termine delle consultazioni con il Capo dello Stato. «Noi – dice – abbiamo significato al Presidente della Repubblica che preferiamo che Romano Prodi formi un nuovo Governo»
An. Il Governo non deve reggersi sull’apporto dei senatori a vita. Lo ha detto il leader di An Gianfranco Fini al termine del colloquio con il Capo dello Stato. «Non contestiamo in alcun modo il diritto costituzionale dei senatori a vita di esprimere il loro voto – sottolinea il presidente di An – mettiamo in evidenza che un senatore a vita, in ragione della sua caratteristica costituzionale, non può e non deve rispondere ad alcun vincolo politico, ad alcun programma di Governo, ad alcun atto sottoscritto in quanto risponde, di volta in volta, unicamente delle sue libere valutazioni». Dopo aver glissato sull’ipotesi di un Governo di larghe intese il leader di An ha precisato che «sarà il Capo dello Stato a decidere, in base alle notizie che ha acquisito attraverso una corretta consultazione con tutte le forze politiche e con tutti i capigruppo».
Forza Italia. Netto no al Prodi bis è arrivato dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, secondo il quale al Paese «non serve una riedizione di questo esecutivo». Il leader della Casa delle libertà uscendo dal colloquio con il Capo dello Stato non pronuncia mai la parola «elezioni». Secondo il cavaliere é necessario «prendere atto che questo Governo non é stato, non é e non può essere in grado di governare, perché non ha mai avuto una maggioranza politica autosufficiente». Secondo il leader di Forza Italia, Prodi – che ha«navigato per nove mesi con arroganza» – adesso deve prendere atto «che non ha la maggioranza sulla politica estera e di difesa».
Lega Nord. «Sciogliere il Parlamento e tornare a votare». Questa è la ricetta della Lega Nord per uscire dalla crisi illustrata al Capo dello Stato. Lo riferisce il capogruppo al Senato Roberto Castelli al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, specificando che «da parte della Lega non ci sono altre disponibilità». La delegazione è stata ricevuta dal Capo dello Stato il 23 febbraio alle ore 10.
Udc. L’Udc ha proposto al presidente Napolitano di affidare l’incarico per la formazione di un nuovo governo a “un’alta personalità”, che dia vita “a un Governo di responsabilità nazionale con un programma chiaro e definito”. Lo ha detto il segretario del partito Lorenzo Cesa al termine del colloquio con il Capo dello Stato.
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