Europa

Georgia, pena di morte abolita in Costituzione

La Georgia ha abolito la pena di morte per tutti i crimini nel 1997, con l’adozione di un nuovo Codice Penale che sostituisce la pena capitale con l’ergastolo. L’abolizione ha fatto seguito a un periodo di moratoria delle esecuzioni capitali.

Il 14 dicembre 2006, il Parlamento monocamerale della Georgia ha approvato degli emendamenti costituzionali che vietano esplicitamente la pena di morte e la tortura. Infatti, nonostante la pena di morte e la tortura fossero già vietate, alcuni articoli della Costituzione restavano ambigui.

L’ultima esecuzione in Georgia è avvenuta nel febbraio del 1995. Nel 1997, l’allora Presidente Eduard Shevardnadze aveva commutato 54 condanne a morte in 20 anni di prigione. Il 22 maggio 2003, la Georgia ha ratificato il Tredicesimo Protocollo alla Convenzione Europea sui Diritti Umani che vieta la pena di morte in tutte le circostanze.
La pena di morte è ancora in vigore nelle due regioni separatiste dell’Abkhazia e della Ossezia del sud. Le due regioni sono di fatto indipendenti ma riconosciute all’estero come parte dello stato della Georgia. Il Codice Penale de facto dell’Abkhazia prevede la pena di morte per nove reati in tempo di pace e almeno 15 in tempo di guerra o minaccia imminente di guerra. Le autorità della regione hanno dichiarato una moratoria delle esecuzioni nel 1993.
La Ossezia del sud applica la pena di morte per il commercio o la fabbricazione di droghe illegali e la prevede per altri cinque reati. Nel 1992 il Consiglio dei Ministri de facto della regione ha emanato un decreto che rende operativa la legislazione russa e, dunque, seguendo l’esempio russo, dal 1996 la Ossezia del sud osserva una moratoria delle esecuzioni non ufficiale.

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